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  • Petizione Telecom Per Adeguamento servizio

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    Creata da
    Eric Treboldi

  • petizione

    Perché è importante

    - Ancora oggi, nonostante svariate segnalazioni e richiami ripetuti di AGCOM, dal sito di TIM 119.it è enormemente difficile poter ottenere un rapporto preciso e puntuale dei costi sostenuti;

    - Anche l'attivazione del resoconto via email non produce un risultato valido, perché nella stessa email viene semplicemente riportata la procedura disponibile al sito, in pratica solo il promemoria di un disservizio fallimentare da diversi anni;

    - Quando si verifica un problema, gli operatori dei call-center rispondenti al numero telefonico di supporto TIM, il 119, non possono accedere in alcun modo al traffico effettuato prima di un intero giorno lavorativo, rendendo in questo modo inutile il servizio e il protrarsi del disguido/disservizio per minimo ulteriori 24 ore. In ogni caso deve essere il cliente a preoccuparsi di chiamare, nonostante abbia già segnalato il problema;

    - La soluzione a problematiche o disguidi non è certo immediata, perché prima di poter essere richiamati, da un tecnico competente, potrebbero essere necessarie dalle 24 alle 48 ore, così dice il regolamento. In realtà non solo aspettare una telefonata concordata e programmata [prenotata al 119] può protrarsi per ben oltre 8 giorni, ma addirittura vi si può spesso rinunciare definitivamente, quindi attivarsi per richiamare nuovamente e ricominciare la lunga procedura del muro di gomma TIM. In quei casi in cui si viene richiamati, l'operatore incaricato chiama da un numero sconosciuto e a volte neppure si presenta, se non un laconico e timido chiamo da Telecom Italia…, la privacy univoca di TIM, sanno tutto di te e tu neppure il nome di chi chiama;

    - Tutto il sistema automatizzato di telefonia (voce, SMS, MMS e dati), così come il percorso formativo degli operatori e del comparto commerciale, sono totalmente orientati a prelevare più contanti possibili dal credito dei propri clienti;

    - L'attuale accordo di TIM con Apple Italia, imposta l'APN [Access Point Name o server di connessione ad internet], in modo predefinito su wap.tim.it invece di ibox.tim.it. Questo sia al riavvio del telefono iPhone che all'aggiornamento del software. Come conseguenza di ciò avviene anche il relativo aggravio di 2,5 euro al giorno non rimborsabili, oppure peggio è capitato in passato di spendere anche 2 euro per MB di dati trasmessi, o altri costi in funzione delle proprie offerte attive. Tutto ciò nonostante si abbia indifferentemente un contratto internet da 5GB a 20 euro/mese o da 1/2 GB nelle diverse offerte proposte. Esistono casi specifici dove si può arrivare a spendere 170 euro in un mese o 70 euro in una settimana, nonostante siano attivi contratti internet con costi sostenuti, e nonostante vi sia un servizio tra quelli in essere nel pacchetto dati, denominato "AGCOM: limite massimo di spesa di 60 euro mese per connessioni internet";

    - Il servizio web 119.it e gli operatori dei call-center al numero 119, tranne rare eccezioni che confermano la regola, sono orientati più ad un supporto psicologico che alla vera soluzione delle problematiche. Rassicurazioni invece di soluzioni;

    - I sistemi automatizzati di messaggistica e avviso, che è possibile attivare per evitare dispendiose bollette e il prelevamento di ingenti risorse dai conti a credito e debito, sono lenti, ridondanti e poco utili, a volte addirittura molesti, soprattutto quando occasionalmente inviano messaggi durante la notte, o ripetutamente informano che si sta navigando nel sito TIM, ogni volta che si visionano i dati di traffico ( si possono ricevere decine e anche centinaia di inopportuni messaggi SMS in una sola sessione);

    - Più spesso dell'incredibile si trova un muro di gomma davanti alle semplici richieste di informazioni. La pratica utilizzata è già evidentemente iniqua e vessatoria nei confronti dell'utenza, che invece TIM dichiara [si obbliga] di tutelare nella sua carta dei servizi, questo senza che il richiedere le informazioni di cui si ha diritto diventi umiliante e dispersivo;

    - L'area self service del sito 119.it rifiuta di fornire i dati del traffico, come confermato da centinaia di utilizzatori, costringendo l'utente a soprassedere più che a impiegare ore al raggiungimento dell'obiettivo di ottenere il dettaglio dei PROPRI consumi;

    - Nonostante le promesse pubblicitarie di servizi ad un giusto costo, nonostante quanto esplicitato nelle diverse sanzioni applicate in passato e negli obblighi specificati nelle delibere di AGCOM, spesso accade che si debba pagare molto di più di quanto prospettato e previsto per i servizi voce, internet, sms e telefono;

    - Risulta incredibile, avere un contratto che offre un costo di 6 centesimi per minuto di conversazione, 6 centesimi per ogni messaggio, aggiungiamo la spesa di altri 20 euro al mese per il contratto internet (poi ci lamentiamo del digital divide), per poi scoprire che abbiamo speso 170 euro di credito in 40 giorni e, mentre il referente di turno al 119 afferma che abbiamo un costo di scatto alla risposta da 16 centesimi, ci informa anche che il nostro credito è stato consumato da regolarissime connessioni internet. Questo è un esempio chiunque può vivere sulla sua pelle attivando volutamente la navigazione WAP, chiaramente sconsigliato, ma se avrete la bontà di intervistare alcuni clienti TIM, vi confermeranno a tratti queste situazioni al limite della decenza e forse di peggio ancora. Come dimostrato in più occasioni non è assolutamente difficile simulare nuovamente il danno in dolo;

    - Le offerte di tariffe contengono sempre una sorpresina, scritta in piccolo o meglio spiegata sul sito, rispetto a quello che viene pubblicizzato e promosso. La velocità di connessione ridotta raggiunto un certo limite, con la farsa delle quote settimanali, è un esempio palese dello sfruttamento di pubblicità fatta con il termine internet illimitato per poi scoprire tutti i limiti del caso;

    - Il comportamento della società è iniquo e vessatorio nei confronti dell'utente finale, contrariamente a quanto specificato nella carta dei servizi e a quanto chiesto da AGCOM sia per le tariffe che per le sorprese;

    - Tutto quanto ricade sotto la dicitura 119 è palesemente fatto per scoraggiare ogni richiesta di informazioni e soprattutto di rimborso puntuale in caso di disservizi, rispetto alla corrente valuta da noi correttamente e puntualmente [anticipatamente] versata. Un vero muro di gomma ed una pratica palesemente illegale.

    Siamo quindi a chiedere l'onestà e la dimostrazione di coerenza da parte della società nel rispettare il proprio statuto, la carta dei servizi, le normative, le disposizioni in delibera AGCOM, oltre all'intelligenza della persona celata dietro il cliente.

    In ultimo, ma non meno importante, si chiede, per l'ennesima volta; di risolvere le problematiche volutamente associate all’area self service del sito 119.it; di fornire agli addetti del 119 le informazioni per cui è prevista la loro ragion d’essere; di sistemare gli avvisi SMS in modo che avvisino PRIMA dell’esaurimento del credito residuo e non dopo, o meglio ancor prima che inizino a consumarlo, per una evidente disparità di costi rispetto al contratto in essere, come avviene ora.

    Sarebbe inoltre opportuno predisporre un sistema di calcolo del consumo dati, equo ed efficiente, sulla base delle tariffe vigenti e dei contratti in essere o in stipula, che consenta una rapida valutazione delle offerte sulle nostre medie di consumo, oltre ad un rapporto dei consumi ottenibile in automatico via email o comunque funzionale e accessibile sul sito istituzionale predisposto 119.it. Altrimenti non si vede ragion d'essere di quel sito se non per effettuare ricariche

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