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  • LA BUONA POLITICA: VOGLIAMO SCEGLIERLA NOI

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    Creata da
    Rosanna Favulli

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    La grave crisi da molti anni esistente nel rapporto tra la cittadinanza e la politica, ha avuto come principale effetto collaterale il crescente astensionismo; la diminuzione del numero dei votanti ai turni elettorali è la dimostrazione più evidente del distacco tra il popolo e il Parlamento.

    Riteniamo che la futura legge elettorale debba incentivare il progressivo riavvicinamento tra cittadinanza e politica e debba, per questo, prevedere un criterio di collegamento diretto tra l’elettore e gli eletti. Vorremmo evitare che, escludendo il sistema delle preferenze, la classe dirigente politica rimanesse irrigidita in una dimensione di autoreferenzialità e interessi personali così come vorremmo – invece – un nuovo tipo di “partito”, dove il leader si fa garante di un metodo per rimettere in rapporto la polis con le candidature.

    Parallelamente, i partiti e i movimenti sono chiamati ad una riforma organica dei sistemi di formazione delle candidature. È necessario garantire, in modo responsabile, che i candidati alle elezioni siano espressi da realtà dinamiche della società anche attraverso rappresentanti dei corpi sociali e intermedi, delle comunità, dei territori e non monoliticamente indicati dalla dirigenza dei partiti stessi.

    Per la democrazia ci deve essere vita libera di movimenti e associazioni, che permettono la partecipazione attiva di tutti nella vita comune. Infine democrazia vuol dire poter scegliere sia i programmi sia le persone che vengono elette.

    In un’epoca in cui occorre ritrovare la spinta “dal basso” per elaborare politiche sociali ed economiche più efficienti ed efficaci, il rinnovamento dei movimenti politici origina innanzitutto dalla garanzia, offerta dai partiti, di una continua e costante apertura a tutti i potenziali delegati della Società Civile. In questo senso, il capo del partito è colui che si assume la responsabilità di assicurare il collegamento tra la politica e i cittadini, sia come singoli sia nelle varie formazioni sociali.

    Per questo affermiamo con forza la necessità di una revisione dei sistemi di formazione della classe dirigente dei partiti e la necessità di una legge elettorale che riporti il Parlamento ad essere, nel senso pieno del termine, espressione diretta della cittadinanza che va a rappresentare in attuazione del principio democratico che è a base della nostra Costituzione.

    Sottoscritto da:

    Associazione Democrazia e Comunità – Aldo Brandirali: aldo.brandirali@tiscali.it

    Comitato MI’impegno – Carmelo Ferraro: ferrarocarmelo65@gmail.com

    Fondazione Vittorino Colombo – Marcello Menni: marcellomenni@hotmail.com

    Per maggiori informazioni e/o adesioni al Comunicato: Rosanna Favulli: rosanna.favulli@hotmail.com

  • Palmira Amato ha firmato la petizione 3 giorni fa
  • Fabrizio Ferrari ha firmato la petizione 25 giorni fa
  • Livio Forturello ha firmato la petizione 27 giorni fa

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