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  • IO VOGLIO VOTARE IL MIO GOVERNO

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    Davide Geremia

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    Dal 2006 al 2013 in Italia è stato utilizzato un sistema definito "proporzionale con premio di maggioranza e soglia di sbarramento"

    Questo sistema è stato modellato sull'esempio di quello introdotto in Italia nel 1993 per l’elezione dei sindaci e di quello del 1995 per l’elezione dei Consigli regionali. Gli effetti del sistema elettorale della Camera a favore della governabilità del Paese sono attenuati dagli effetti del sistema elettorale utilizzato per il Senato: anche per il Senato è prevista una riserva del 55% dei seggi in favore del partito o della coalizione di maggioranza relativa, ma il conteggio viene effettuato Regione per Regione. Ciò rende molto più equilibrato il risultato, in quanto la coalizione seconda classificata a livello nazionale vince spesso in un numero significativo di Regioni. La ripartizione dei seggi al Senato ha effetti importanti sulla governabilità, dato che in Italia il governo ha bisogno di ricevere la fiducia da entrambe le Camere (cosiddetto "bicameralismo perfetto"), a differenza di altri Paesi.

    Formule come questa italiana, basate su collegi plurinominali e caratterizzate da una "riserva di seggi" in favore del vincitore, possono essere dette anche "maggioritarie di voto limitato". Nacquero alla fine dell'Ottocento e furono utilizzate in Italia, Francia e Gran Bretagna, ma ebbero poco successo. L'obiettivo per cui furono introdotte non era garantire una maggioranza sicura allo schieramento vincitore, ma piuttosto garantire una rappresentanza alle minoranze. Queste ultime rischiavano infatti di ottenere pochi seggi (o addirittura nessuno) nell’ambito dei collegi plurinominali classici, in cui tutti i seggi in palio venivano assegnati allo schieramento vincitore.

    Secondo alcuni, infatti, il sistema maggioritari di voto limitato andrebbe distinto dal sistema proporzionale con premio di maggioranza, in quanto questi ultimi attribuirebbero un bonus di seggi supplementari soltanto al partito o alla coalizione che abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti (cioè il 50%+1), mentre non attribuiscono seggi supplementari in caso di maggioranza relativa. Un esempio 'puro' di sistema proporzionale con premio di maggioranza era quello proposto dalla cosiddetta legge truffa del 1953.

    Il 4 dicembre del 2013 (sentenza 1/2014) la Corte Costituzionale ha dichiarato l'incostituzionalità di questa legge elettorale sia per quanto riguarda il premio di maggioranza assegnato, sia per la modalità di espressione del diritto di voto mediante attribuzione "a liste di candidati concorrenti, senza possibilità per l'elettore di espressione del voto di preferenza".

    Per le suddette motivazioni, avendo preso atto dell'incostituzionalità dell'attuale esecutivo del governo, con la presente si CHIEDE DI TORNARE IMMEDIATAMENTE ALLE URNE PER POTER VOTARE UN'ESECUTIVO LEGITTIMATO DEMOCRATICAMENTE DALLA MAGGIORANZA DEL POPOLO ITALIANO.

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