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  • Basta torturare i suini da macello!

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    Creata da
    giancarlo brugnoli

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    Un recente servizio di REPORT (https://bit.ly/2WVclYx) fa luce sulla realtà del sistema produttivo alla base di alcune delle maggiori DOP del prosciutto italiano e documenta condizioni di allevamento che poco hanno a che fare con il concetto di “eccellenza”: animali ammassati, feriti, malati, comportamenti di cannibalismo da stress e agonie di individui lasciati a sé stessi, dolorose mutilazioni. Oltre a numerose violazioni dei disciplinari dei Consorzi, mancanza di trasparenza nei meccanismi di controllo delle DOP, frodi legate alle tipologie di suini utilizzati e altro ancora.

    Ne risulta un quadro tutt’altro che rassicurante per il consumatore e - ancor più grave - un sistema produttivo basato su diffuse violazioni dei diritti animali, pratiche dolorose e inaccettabili, come la castrazione chirurgica dei suinetti, condotta in modo routinario, persino oltre l’età consentita per legge, e troppo spesso tollerate e giustificate dal settore della veterinaria pubblica.

    Siamo di fronte a una delle più grandi mistificazioni nei confronti dei consumatori. In queste produzioni sono state violate leggi e disciplinari, inoltre, fatto gravissimo, a differenza di quanto il consumatore si aspetterebbe, il concetto di “eccellenza alimentare” risulta completamente sganciato da una particolare attenzione sulle modalità di allevamento degli animali. Lo si vede chiaramente dalle immagini, che confermano come alla totalità dei suini filmati sia stato praticato il taglio della coda, cosa assolutamente vietata per legge.

    Anche per questo, il sistema di controlli italiano è stato recentemente messo sotto accusa dagli ispettori veterinari di Bruxelles: nel 2017 un audit della Commissione europea ha rivelato che il settore suinicolo italiano opera perlopiù nell’illegalità, infatti, il 98% dei suini allevati in Italia subisce la mutilazione sistematica della coda. Un fatto a cui il Ministero della Salute sta tentando di porre rimedio con un piano di rientro, allo scopo di evitare la procedura di infrazione.

    Oltre al silenzio istituzionale su un’ormai innegabile “emergenza-allevamenti”, un altro segnale preoccupante arriva dal Parlamento, che soltanto pochi giorni fa ha approvato lo stanziamento di 5 milioni di euro (1 milione nel 2019 e 4 nel 2020) di finanziamenti agli allevamenti di suini, senza alcun vincolo di condizionalità legato al rispetto delle norme igienico-sanitarie e sul trattamento degli animali.

    Fermiamo tutto questo!

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