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  • Salviamo i conservatori di musica! l. 508/1999 va rifondata al più presto - petizione

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    Prof. Franco Perfetti

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    Oggetto: D.M. 382/2018 - Decreto sull’armonizzazione dei percorsi formativi della filiera artistico-musicaleadottato ai sensi dell’articolo 15 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 60. (Emendamenti) [Aggiornamento dell’istanza inviata in data 15 gennaio 2019, 10 novembre 2019 e 03 luglio 2020]

    Gent.mo Ministro Prof. Patrizio Bianchi.
    Gent.mo Sottosegretario Sen. Barbara Floridia.
    Gent.mo Capo di Gabinetto Cons. Luigi Fiorentino.
    Gent.ma Direttrice Generale Dott.ssa Sabrina Capasso.

    Gent.mo Ministro MUR Maria Cristina Messa.
    Gent.mo Capo Segreteria Ministro Dott. Giuseppe Festinese.
    Gent.mo Capo di Gabinetto prof. Giuseppe Recinto
    Gent.mo Dirigente Dott.ssa Francesca Carbone
    Gent.mo Segretario Generale MUR Dr.ssa Maria Letizia Melina.

    Gent.mo Presidente M.° Antonio Ligios.
    Gent.mo Presidente Raffaello Vignali.
    Gent.mo Presidente Carlo Mazzini.

    Siamo un gruppo di Docenti AFAM delle Scuole di Fagotto, Oboe e non solo.
    Scriviamo a proposito dell’attuazione del DM 382/2018, portando alla Vostra attenzione che i programmi di “Prassi esecutive e repertori” (Strumento), previsti per l’ammissione ai Trienni Accademici delle Scuole di Fagotto DCPL24-CODI/12 e Oboe DCPL36-CODI/14 e corrispondenti al livello finale del corso propedeutico in oggetto, equivalgono sostanzialmente all’esame di compimento del corso inferiore del Vecchio Ordinamento (VO). L’esame si svolgeva al V anno dei corsi settennali e corrispondeva per livello di difficoltà al IV anno dei corsi sessennali e all’VIII anno dei corsi decennali (corso medio). All’epoca gli studenti potevano ancora frequentare gli studi musicali senza l’obbligo della doppia frequenza con istituti scolastici di ordine e grado diversi. I percorsi di Strumento, al contrario di oggi, non prevedevano che poche discipline complementari. Gli obblighi di docenza erano regolati da un contratto che prevedeva un monte ore differenziato di 243/324 ore, articolato su 27 settimane equivalenti all’incirca ad un’ora di lezione settimanale di Strumento per studente; attualmente il CCNL prevede un monte ore annuo identico per tutti, corrispondente a 324 ore complessive distribuite nell’arco dell’Anno Accademico, in modo da rendere il più possibile agevole la frequenza agli studenti.

    . Dalla lettura del DM si evince che alcune disposizioni risultino essere nel concreto particolarmente difficili da attuare per buona parte delle Scuole di Strumento degli ISSM (Conservatori/Istituti Musicali Pareggiati). Ricordiamo che la commissione incaricata alla redazione delle linee guida dei corsi Pre-accademici, predisposta nel 2010 in seno alla Conferenza dei Direttori dei Conservatori di Musica, mirava a salvaguardare la filiera del percorso degli studi musicali in attesa dell’attivazione a livello nazionale di un adeguato e proporzionato numero di Scuole Medie a Indirizzo Musicale (SMIM) e Licei Musicali (LM), che disponessero nel loro percorso di studi del maggior numero di Scuole di Strumento in corrispondenza e proporzione con quelle degli ISSM. Purtroppo tali attivazioni sono rimaste, al momento, circoscritte solo ad alcune zone d’Italia.

    . Il DM, pur lasciando la facoltà agli ISSM di poter organizzare sul territorio una rete di convenzioni con scuole di ogni ordine diverse dal LM escludendo quelle secondarie di I grado, sebbene offra l’opportunità di intraprendere gli studi musicali iniziando direttamente negli ISSM, non controbilancia e neppure può surrogare quanto sopraesposto. Considerando che dei 3 anni previsti dal DM uno possa essere di ripetenza, la possibilità di anticipare l’accesso agli studi musicali AFAM si riduce solamente a partire dal I anno della scuola secondaria di II grado per poi iniziare il Triennio Accademico al III/IV anno. Volendo poi dilatare al massimo il percorso di studi AFAM, senza considerare ripetenze al propedeutico e assegnando il maggior numero di debiti al Triennio Accademico, otterremo un percorso della durata 3+6 anni. Ciò potrebbe indurre gli ISSM a consentire l’accesso anticipato agli studi musicali partendo dal I anno della scuola secondaria di I grado. Lo studente impegnato sul versante parallelo della scuola dell’obbligo non potrà, però, permettersi nessuna bocciatura.

    . Il DM risulta altresì problematico poiché pone tutte le Scuole di strumento sullo stesso piano. Non considera che lo studio della musica aveva ed ha esigenze didattiche differenti. In passato la durata dei corsi differiva secondo la tipologia di Scuola e si articolava a partire da cinque, sei, sette, nove, fino a dieci anni più l’anno di prova e un anno di ripetenza per periodo. Oggi, pur rimanendo invariate quelle esigenze a fronte di un incremento del carico didattico/artistico, la durata dei corsi si è uniformata per tutti ma è stata sensibilmente ridotta a danno degli studenti stessi che, con grande sacrificio, faticano a trovare il tempo necessario per lo studio approfondito dello Strumento. Importantissima è stata l’emanazione del recente DM n. 709/2018 specifico delle Scuole ad ancia doppia il quale ha introdotto, in aggiunta rispetto agli altri strumenti, il nuovo campo disciplinare di “Tecniche di costruzione e rifinitura dell’ancia doppia”, aspetto peculiare e imprescindibile della didattica che, presente da sempre nei programmi ministeriali del VO, dall’attuazione dei nuovi ordinamenti fino ad oggi, è stata svolta sotto forma di anonimo volontariato.

    . Come già accennato, escludendo i Bienni Accademici, gli studenti d’oggi sono tutti in regime di doppia frequenza obbligata (possiamo contare sulle dita di una mano quelli che frequentano unicamente i Trienni Accademici solo dopo aver conseguito la maturità). Ne deriva che per l’accesso al Triennio Accademico è in concreto impossibile chiedere ai nostri studenti un programma che in precedenza si preparava in 5 anni + 1 di prova, nei 2+1 previsti oggi dal DM. Dal punto di vista del Docente, basta fare un piccolo calcolo matematico per determinare quante ore servano effettivamente di lezione di Strumento per ogni futuro studente iscritto al propedeutico. Se calcoliamo 27 ore annue (oggi i corsi di Strumento sono mediamente di 30 ore annue) per 6 anni (5+1 di prova) otterremo 162 ore (quelle complessive di lezione che occorrevano al Docente per preparare lo studente a svolgere il programma previsto per il compimento inferiore al V corso del VO). Le 162 ore di allora sono le stesse che servono oggi per preparare lo stesso esame per cui, se le dividiamo per 3 anni (2+1) otterremo 54 ore annue + 10 ore dedicate alle ance (DM n. 709/2018) per un totale di 64 ore annue a studente le quali, divise per 27 settimane corrispondono a complessive ore 2:30 circa di lezione di Strumento settimanali. Dal punto di vista dello Studente, invece, il DPR 212/2005 stabilisce che a un credito formativo corrispondono 25 ore di impegno studente; ipotizzando che a un CFA corrispondano le 2:30 ore di lezione di Strumento sopra calcolate, 22:30 ore sono quelle di studio dello Strumento per lo studente da pianificare a casa. Quindi 22:30 ore divise per 7 giorni corrispondono a poco più di 3 ore al giorno indispensabili di solo studio dello Strumento alle quali vanno aggiunte le ore relative alle discipline musicali complementari (lezioni+studio), nonché quelle previste per la scuola dell’obbligo che, mediamente, si aggirano dalle 4/6 ore giornaliere di lezione a scuola più le ore di studio individuale per le rispettive materie da svolgere a casa. Quanto sopra esposto è calcolato, secondo quanto previsto dal DM, sull’arco di 3 anni senza considerare ripetenze. Ancora più difficoltoso sarebbe se la didattica da svolgere per preparare lo studente all’accesso al Triennio Accademico dovesse essere articolata nell’arco di 2 anni + 1 di eventuale ripetenza.

    . È nostra convinzione che ciò sia problematico anche per uno studente iscritto al LM. Tant’è che il programma richiesto per l’accesso al Triennio Accademico AFAM non corrisponde a quello d’uscita dei LM in quanto il DM lascia loro piena autonomia per la prova strumentale all’esame di Stato. Ciò è indicativo del fatto che il campo di applicazione del DM è concepito per essere collocato in momenti differenti della vita curricolare di uno studente, corrispondenti a esigenze e livelli di maturazione diversi, indipendenti dalla tipologia di scuola pubblica o privata dalla quale proviene. In linea di massima, escludendo incomprensibilmente i potenziali giovani talenti provenienti dalla scuola secondaria di I grado, può abbracciare un arco temporale che parte dal I anno della scuola secondaria di II grado a non più tardi del primo anno utile successivo il conseguimento della maturità. Per questo motivo, in ragione del fatto che la metodologia dell’insegnamento strumentale si è notevolmente evoluta e adeguata alle necessità dello studente, non è possibile prevedere un programma obbligatorio d’ammissione al Triennio Accademico unico per tutti, che non si possa far coincidere con le diverse fasi di crescita nonché modalità di apprendimento e memorizzazione dello studente. Il percorso cosiddetto professionalizzante degli ISSM lo è già di per sé, per il semplice fatto che, abrogando il percorso di fascia Pre accademica della durata di 8 anni +1 di eventuale di ripetenza per periodo, il DM lo fissa inderogabilmente in 3 anni (2+1). Non è poi possibile fare a meno di chiedersi come mai il DM conceda alle Accademie di Danza, contrariamente agli ISSM, la durata in 8 anni dei corsi propedeutici. Lo studio di uno strumento ad ancia doppia o più in generale di uno strumento, non si discosta poi tanto da quello che serve per lo studio della danza.

    . Vista l’importante ricaduta che il DM 382/2018 può avere sulle Scuole di Fagotto DCPL24-CODI/12 e Oboe DCPL36-CODI/14 mettendone a rischio addirittura l’esistenza; visto che non esiste sul territorio una rete sufficientemente uniforme e adeguata di SMIM e LM che provvedano, prima dei corsi propedeutici degli ISSM, alla preparazione di studenti fagottisti e oboisti; visto che per gli ISSM non è possibile attivare convenzioni con le Scuole secondarie di I grado; tenuto conto che il DM orienta lo studio dei nostri strumenti iniziando direttamente negli ISSM

    chiediamo:

    A) che i tassativi 3 anni previsti dal DM per i Corsi Propedeutici ISSM, siano portati a 5+1 di eventuale ripetenza;
    B) che i programmi di ammissione al Triennio Accademico previsti dalla Tabella B siano stabiliti autonomamente dalle singole istituzioni (1);
    C) che fra gli istituti scolastici convenzionabili con gli ISSM sia inclusa anche la Scuola secondaria di I grado.

    (1) In subordine si chiede la costituzione temporanea di una Conferenza Nazionale dei Docenti ISSM afferenti le diverse Scuole strumentali che possa rivedere dettagliatamente i programmi obbligatori previsti dal DM.

    Con osservanza i Docenti:

    Prof. Franco Perfetti DCPL24 CODI/12 Cons. Ravenna
    Prof. Alberto Santi DCPL24 CODI/12 Cons. Trento
    Prof. Andrea Corsi DCPL24 CODI/12 Cons. Benevento
    Prof. Giacomo Crestacci DCPL36 CODI/14 Cons. Benevento
    Prof. Francesco Bossone DCPL24 CODI/12 Cons. Campobasso
    Prof. Maurizio Marino DCPL36 CODI/14 Cons. Campobasso
    Prof. Davide Maia DCPL24 CODI/12 Cons. La Spezia
    Prof.ssa Roberta Coco DCPL36 CODI/14 Cons. Teramo
    Prof. Sergio Lazzeri DCPL24 CODI/12 Cons. Trieste
    Prof. Luca Franceschelli DCPL24 CODI/12 Cons. Messina
    Prof. Giuseppe Marcosano DCPL24 CODI/12 Cons. Matera
    Prof. Alessandro Baccini DCPL36 CODI/14 Cons. Venezia
    Prof. Giuseppe Giannotti DCPL36 CODI/14 Cons. Matera
    Prof. Vito Caliandro DCPL36 CODI/14 Cons. Taranto
    Prof. Michele Dilallo DCPL24 CODI/12 Cons. Bari
    Prof. Pasquale Donato Carbonara DCPL36 CODI/14 Cons. Bari
    Prof. Marco Dionette DCPL24 CODI/12 Cons. Latina
    Prof. Stefano Cresci DCPL36 CODI/14 Cons. Livorno
    Prof.ssa Elena Giannesi DCPL36 CODI/14 Cons. Lucca
    Prof. Gian Enrico Cortese DCPL36 CODI/14 Cons. Genova
    Prof. Alessio Pisani DCPL24 CODI/12 Cons. Genova
    Prof. Andrea Bressan DCPL24 CODI/12 Cons. Verona
    Prof. Daniele Federico DCPL36 CODI/14 Cons. Vibo Valentia
    Prof. Giovanni Galasso DCPL24 CODI/12 Cons. Foggia
    Prof. Maurizio Barigione DCPL24 CODI/12 Cons. Trapani
    Prof. Andrea Mion DCPL36 CODI/14 Cons. Terni
    Prof. Franco Sugoni DCPL24 CODI/12 Cons. Terni
    Prof. Liborio Guarneri DCPL24 CODI/12 Cons. Como
    Prof.ssa Paola Battistini DCPL36 CODI/14 Cons. Avellino
    Prof. Luca Reverberi DCPL24 CODI/12 Cons. Parma
    Prof. Corrado Dabbene DCPL24 CODI/12 Cons. Firenze
    Prof. Americo Spaziano DCPL24 CODI/12 Cons. Catania
    Prof. Fausto Polloni DCPL24 CODI/12 Cons. Piacenza
    Prof. Camillo Mozzoni DCPL36 CODI/14 Cons. Piacenza
    Prof.ssa Cinzia Sacchetti DCPL36 CODI/14 Cons. Sassari
    Prof. Alberto Cesaraccio DCPL36 CODI/14 Cons. Sassari
    Prof. Michele Cossu DCPL24 CODI/12 Cons. Sassari
    Prof. Roberto Lucato DCPL24 CODI/12 Cons. Cagliari
    Prof. Alessandro Mura DCPL24 CODI/12 Cons. Cagliari
    Prof. Carlo Serra DCPL36 CODI/14 Cons. Cagliari
    Prof. Mario Frezzato DCPL36 CODI/14 Cons. Cagliari
    Prof.ssa Maria Giulia Mazzone DCPL36 CODI/14 Cons. Cagliari
    Prof. Andrea Masini DCPL24 CODI/12 Cons. Roma
    Prof. Mario Dani DCPL36 CODI/14 Cons. Siena
    Prof. Luca Avanzi DCPL36 CODI/14 Cons. Milano
    Prof. Pietro Corna DCPL36 CODI/14 Cons. Milano
    Prof. Pasquale Tronnolone DCPL36 CODI/14 Cons. Potenza
    Prof. Ernesto Gilio DCPL24 CODI/12 Cons. Potenza
    Prof. Giorgio Girotto DCPL36 CODI/14 Cons. Aosta
    Prof. Marcello De Giuseppe DCPL36 CODI/12 Cons. Monopoli
    Prof. Fabrizio Oriani DCPL36 CODI/14 Cons. Parma
    Prof. Alarico Lenti DCPL24 CODI/12 Cons. Udine
    Prof. Renato Paparelli DCPL36 CODI/14 Cons. Fermo
    Prof. Massimo Data DCPL24 CODI/12 Cons. Alessandria
    Prof.ssa Deborah Luciani DCPL24 CODI/12 Cons. Cuneo
    Prof.ssa Chiara Sedini DCPL36 CODI/14 Cons. Alessandria
    Prof. Cosimo Antonio Larocca DCPL36 CODI/14 Cons. Monopoli
    Prof. Antonio Vergine DCPL24 CODI/12 Cons. Cosenza
    Prof. Alberto Brondello DCPL24 CODI/12 Cons. Aosta
    Prof. Roberto Bertazzi DCPL36 CODI/14 Cons. Brescia
    Prof. Andrea Chenna DCPL36 CODI/14 Cons. Novara
    Prof.ssa Chiara Santi DCPL24 CODI/12 Cons. Reggio Calabria
    Prof. Stefano Canuti DCPL24 CODI/12 Cons. Mantova
    Prof. Alberto Belli DCPL24 CODI/12 Cons. Brescia
    Prof. Sandro Caldini DCPL36 CODI/14 Cons. Udine
    Prof. Giorgio Cassetta DCPL36 CODI/14 Cons. Castelfranco Veneto
    Prof. Lucio Caucchiolo DCPL24 CODI/12 Cons. Castelfranco Veneto
    Prof. Renzo Turola DCPL36 CODI/14 Cons. Torino
    Prof.ssa Carmen Maccarini CPDL24 CODI/12 Cons. Adria
    Prof. Corrado Barbieri CPDL24 CODI/12 Cons. Modena
    Prof.ssa Miriam Moretti DCPL36 CODI/14 Cons. Reggio Emilia
    Prof. Alberto Guerra DCPL24 CODI/12 Cons. Rovigo
    Prof. Angelo Palmeri DCPL36 CODI/14 Cons. Caltanissetta
    Prof. Angelo Valastro DCPL24 CODI/12 Cons. Caltanissetta
    Prof. Salvatore Palmeri DCPL24 CODI/12 Cons. Palermo
    Prof. Luciano Franca DCPL36 CODI/14 Cons. Pesaro
    Prof. Evaristo Casonato DCPL36 CODI/14 Cons. Trapani
    Prof. Leonardo Dosso DCPL24 CODI/12 Cons. Milano
    Prof.ssa Vanja Gentile DCPL36 CODI/14 Cons. Ferrara
    Prof. Eugenio Mutalipassi DCPL36 CODI/14 Cons. L’Aquila
    Prof. Marino Bedetti DCPL36 CODI/14 Cons. Bologna
    Prof. Raffaele Ramunto DCPL24 CODI/12 Cons. Frosinone
    Prof. Alessandro Battaglini DCPL24 CODI/12 Cons. Pescara
    Prof. Arnaldo De Felice DCPL36 CODI/14 Cons. Bolzano
    Prof. Claudio Alberti DCPL24 CODI/12 Cons. Bolzano
    Prof. Massimo Coco DCPL54 CODI/06 Cons. Firenze
    Prof. Agide Brunelli DCPL11 CODI 09 Cons. Pesaro
    Prof.ssa Chiara Staibano COMI/04 Cons. Venezia
    Prof.ssa Maddalena Gubert DCPL24 CODI/12 Cons. Campobasso
    Prof.ssa Paola Landrini COTP/03 Cons. Campobasso
    Prof.ssa Alessandra Targa DCPL01 CODI/01 Cons. Lecce
    Prof.ssa Tiziana Tornari DCPL01 CODI/01 Cons. Padova
    Prof. Antonio Verdone DCPL36 CODI/14 Cons. Pescara
    Prof. Alberto Vignato DCPL36 CODI/14 Cons. Vicenza
    Prof.ssa Lee Yih-Nigh DCPL11 CODI 09 Cons. L’Aquila
    Prof. Dante Bernardi COMI/04 Cons. Adria
    Prof.ssa Silvia Paparelli CODM/04 Cons. Terni
    Prof. Marco Titotto COMI/02 Cons. Ferrara
    Prof. Claudio Spoto DCPL36 CODI/14 Cons. Catania
    Prof.ssa Alessia Luise DCPL01 CODI/01 Cons. Trapani
    Prof.ssa Nazarena Recchia DCPL01 CODI/01 Cons. Verona
    Prof.ssa Marzia Manno DCPL39 CODI/21 Cons. Palermo
    Prof. Alberto Giacchino COMI/03 Cons. Palermo
    Prof. Mauro Visconti COTP/06 Cons. Palermo
    Prof. Carmelo Caruso DCPL22 COID/02 Cons. Palermo
    Prof.ssa Silvia Leggio DCPL39 CODI/21 Cons. Alessandria
    Prof. Giulio Potenza DCPL39 CODI/21 Cons. Trapani
    Prof. Francesco Maria Paradiso DCPL13 CODC/01 Cons. Sassari
    Prof. Paolo Giacchino DCPL52 CODI/05 Cons. Palermo
    Prof. Antonio Sottile DCPL39 CODI/21 Cons. Palermo
    Prof.ssa Dorotea Cei DCPL39 CODI/21 Cons. Palermo
    Prof. Daniele Antinoro DCPL41 CODI/15 Cons. Palermo
    Prof.ssa Rosalba Grimaudo DCPL39 CODI/21 Cons. Palermo
    Prof.ssa Donatella Sollima DCPL39 CODI/21 Cons. Palermo
    Prof. Francesco La Bruna DCPL54 CODI/06 Cons. Palermo
    Prof. Stefano Carmela Emilia DCPL26 CODI/18 Cons. Palermo
    Prof. Mario Basilio Timpanaro DCPL14 COMA/15 Cons. Palermo
    Prof. Ruggiero Mascellino DCPL26 CODI/18 Cons. Palermo
    Prof. Maurizio Rocca DCPL54 CODI/06 Cons. Palermo
    Prof. Lidio Florulli DCPL54 CODI/06 Cons. Palermo
    Prof. Giorgio Rosato DCPL54 CODI/06 Cons. Palermo
    Prof. Roberta Di Marco DCPL54 CODI/06 Cons. Palermo
    Prof. Antonella Borruso DCPL54 CODI/06 Cons. Palermo
    Prof. Luigi Rocca DCPL54 CODI/06 Cons. Palermo
    Prof. Francesco Sclafani DCPL27 CODI/13 Cons. Palermo
    Prof. Tommaso Santangelo DCPL19 CODI/10 Cons. Palermo
    Prof.ssa Maria Pia Panzeca DCPL39 CODI/21 Cons. Palermo
    Prof.ssa Vincenza Vernuccio DCPL39 CODI/21 Cons. Palermo
    Prof.ssa Carmela Spatafora DCPL39 CODI/21 Cons. Palermo
    Prof.ssa Maria Concetta Sacco DCPL39 CODI/21 Cons. Palermo
    Prof.ssa Ranieri Schicchi DCPL39 CODI/21 Cons. Palermo
    Prof. Filippo Cutrona DCPL52 CODI/05 Cons. Palermo
    Prof. Emanuele Buzi DCPL32 CODI/03 Cons. Palermo
    Prof. Ignazio Miraglia DCPL54 CODI/06 Cons. Palermo
    Prof. Luca Ghidini DCPL16 CODI/04 Cons. Palermo
    Prof. Carmelo Nicotra DCPL57 CODI/07 Cons. Palermo
    Prof.ssa Filomena Schettino DCPL35 CODI/24 Cons. Palermo
    Prof. Federico Stassi COMI/03 Cons. Palermo
    Prof. Paolo Scannabissi DCPL39 CODI/21 Cons. Trapani
    Prof. Vincenzo Marrone d’Alberti DCPL39 CODI/21 Cons. Potenza
    Prof. Paloma Tironi DCPL01 CODI/01 Cons. Sassari
    Prof.ssa Anna Bellagamba COMI/03 Cons. Rovigo
    Prof.ssa Maria Concetta Italiano COTP/06 Cons. Palermo
    Prof. Mauro Scappini DCPL27 CODI/13 Cons. Brescia
    Prof. Gianluca Roversi COMI/04 Cons. Ferrara
    Prof. Giuseppe Crapisi COTP/06 Cons. Palermo
    Prof. Gabriele Ottaiano DCPL39 CODI/21 Cons. Napoli
    Prof. Mario Arcidiacono COTP/03 Cons. Ribera
    Prof. Claudio Marini DCPL57 CODI/07 Cons. Brescia
    Prof. Egidio Eronico DCPL57 CODI/07 Cons. Ribera
    Prof. Angelo Di Leonforte DCPL40 COMJ/09 Cons. Ribera
    Prof.ssa Carmelita Scano DCPL27 CODI/13 Cons. Sassari
    Prof.ssa Annarita Dessolis DCPL27 CODI/13 Cons. Sassari
    Prof. Gavino Mele DCPL19 CODI/10 Cons. Sassari
    Prof. Antonino Sfar DCPL19 CODI/10 Cons. Ribera
    Prof.ssa Clara Maria Antoniciello COTP/02 Cons. Sassari
    Prof. Simone Beneventi DCPL44 CODI/22 Cons. Sassari
    Prof.ssa Anna Paola Milea DCPL39 CODI/21 Cons. Sassari
    Prof. Gabriele Verdinelli COMI/04 Cons. Sassari
    Prof. Giovanni Scandella CORS/01 Cons. Sassari
    Prof.ssa Mara Fanelli DCPL14 COMA/15 Cons. Sassari
    Prof. Riccardo Sarti COME/05 Cons. Sassari
    Prof. Giacomo Davide Piazza CODI/25 Cons. Sassari
    Prof. Davide Troìa DCPL33 COID/01 Cons. Sassari
    Prof. Gian Carlo Grandi COTP/06 Cons. Sassari
    Prof.ssa Domenica Pugliese DCPL52 CODI/05 Cons. Sassari
    Prof. Alessandro Puggioni COMI/03 Cons. Sassari
    Prof. Luigi Grassadonia COTP/02 Cons. Palermo
    Prof. Sergio Fois DCPL16 CODI/04 Cons. Sassari
    Prof.ssa Anna Revel DCPL39 CODI/21 Cons. Sassari
    Prof. Andrea Ivaldi DCPL39 CODI/21 Cons. Sassari

    Le problematiche relative alle sopracitate Scuole strumentali coinvolgono direttamente e in eguale maniera anche quelle afferenti i corsi decennali dell’Ordinamento previgente, nonché le altre diverse tipologie di Scuole e Discipline Teorico/Pratiche. Per questo motivo si ritiene opportuno ribadire che:

    . I Conservatori di Musica in Italia vantano una gloriosa tradizione riconosciuta e unica al mondo, dove la peculiarità e la specificità dell’insegnamento, storicamente fondata sulla continuità didattica (dai primi corsi sino al diploma dell’ordinamento previgente), ha consentito di formare illustri musicisti di fama mondiale: Docenti, Professori d’Orchestra, Musicologi, Tecnici del suono, Manager nel campo della Musica e dello Spettacolo, Collaboratori nei Teatri, Consulenti musicali, Editori, Critici musicali.

    . L’unicità dell’insegnamento nei nostri Conservatori è stata fiore all’occhiello del nostro Paese e, senza nulla togliere allo spirito innovativo del DM 382/2018, può ancora continuare a esserlo semplicemente con una piccola integrazione alla durata prevista per il Corso propedeutico portando i 3 anni previsti dal DM a 5 più 1 di eventuale ripetenza (il DM prevede 8 anni di Corso propedeutico per le Accademie di danza). Considerato che l’attuale triennio ordinamentale corrisponde in pratica al Corso superiore del V.O. dei previgenti corsi decennali, in concreto - col 382 - avviene una contrazione di 7/8 anni di studio, in cui è totalmente assente la formazione professionalizzante iniziale che i soli 3 anni previsti dal DM per i corsi propedeutici non sono in grado di compensare e che nessuno, se non i Conservatori stessi, sono in grado di fornire. Lecito è chiedersi come sia possibile per noi Docenti afferenti i corsi decennali del V.O. preparare i nostri studenti per l’accesso al triennio accademico.

    . Al contrario, un percorso articolato a partire dai Corsi propedeutici in 5 anni più 1 di eventuale ripetenza, Trienni accademici di I livello, Bienni accademici di II livello specialistici e altamente qualificanti, potrebbe essere la soluzione migliore che controbilancia il percorso storico del V.O. con l’innovazione insita del DM 382/2018. I primi anni di studio sono fondamentali per ogni studente che voglia presentarsi alle successive fasce di studio con un’adeguata preparazione.

    . Il “vuoto” lasciato dall’assenza dei corsi professionalizzanti di fascia pre accademica (durata 8 anni) nei Conservatori non può nemmeno essere supplito dalle scuole medie ad indirizzo musicale e dai licei musicali. Appare “necessaria” una solida strutturazione complessiva del percorso di studi del futuro musicista, che preveda corsi propedeutici più consoni ad una formazione professionale/artistica di livello almeno pari, se non addirittura superiore, alla nostra tradizione; inoltre, la strutturazione del percorso ha il dovere, a parer nostro, di garantire solide fondamenta tecniche affidandone la cura a un Corpo Docente preparato e con larga esperienza acquisita, quale è il Corpo Docente dei nostri Conservatori.

    . Negli ultimi anni è stato possibile osservare che, nonostante l’encomiabile dedizione dei colleghi di medie e licei musicali, il numero di studenti orientati ai trienni accademici nei conservatori è risultato modesto. Le cause possono essere diverse, dall’esigua e disomogenea distribuzione delle SMIM e LM sul territorio, ai differenti obiettivi che queste scuole hanno rispetto a quelli dei Conservatori: nelle prime infatti le scuole strumentali non sono sempre equamente rappresentate e distribuite, anzi spesso sono totalmente assenti (pensiamo al fagotto, all’oboe, al corno, all’arpa, al contrabbasso, alla viola etc.). Chi desidera intraprendere studi musicali si vede ‘costretto’ a seguire (laddove possibile) il percorso esclusivo S.M.I.M./ L.M./Conservatorio senza l’alternativa di una ‘libera scelta’ fra gli infiniti indirizzi di liceo (come avveniva in precedenza col V.O.); lo studio della Musica, e in particolare di alcuni strumenti musicali, per poter sviluppare adeguate competenze tecniche e per fare in modo che i giovani talenti abbiano la possibilità di manifestarsi ed essere seguiti e valorizzati come meritano, va iniziato entro i primi 10 anni di età.

    . Infine, si evidenzia che l’incremento dei “corsi propedeutici” da 3 anni a 5+1 non produrrebbe alcun aggravio di spesa per il Bilancio dello Stato in quanto gli Organici degli Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale sono comunque bloccati già dal 1999 e che, ad oggi, questi Istituti supportano a proprio carico tutti gli oneri relativi quelle attività d’insegnamento che, pur non rientrando nell’Organico, sono al tempo stesso indispensabili e funzionali alla realizzazione dei corsi accademici triennali e biennali.

    . Per quanto sopraesposto vista l’importanza dell’argomento trattato che coinvolge tutto il sistema dell’Alta Formazione Musicale, alle adesioni già poste in essere si aggiungono e uniscono per le stesse finalità espresse nei punti A, B, C, quelle dei Docenti afferenti le diverse tipologie di Scuole strumentali (Corsi decennali e settennali dell’Ordinamento previgente) e Discipline teorico/pratiche previste dagli Ordinamenti Didattici oggi in vigore presso le Istituzioni AFAM soggette a CCNL AFAM.

    Le adesioni interessano 171 Docenti in servizio presso l’89% circa delle istituzioni a CCNL AFAM, pari a 64 istituzioni su 72.

    Con l’auspicio che la nostra istanza possa essere accolta favorevolmente, al fine di preservare la qualità e l’eccellenza che fino ad oggi hanno contraddistinto queste nostre Scuole di strumento nel mondo, porgiamo i nostri più distinti saluti.

  • Susanna Marchesin ha firmato la petizione 25 giorni fa
  • daniele evangelista ha firmato la petizione 28 giorni fa
  • Lorella Laudicina ha firmato la petizione 4 giorni fa

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