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Eleonora e diretta a Scopri di più
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Comodo il nuovo orario ritiri tutti i figli insieme, ma chi l’ha così promosso ha pensato alle conseguenze a livello alimentare e sul benessere psico fisico dei nostri figli? È vero il nuovo orario è stato votato anche dai genitori con il referendum, ma siamo sicuri che tutti erano a conoscenza di queste cose o semplicemente si è pensato alla comodità? Vi siete chiesti come mai alla scuola primaria di Gambara, nonostante ci siano sicuramente anche lì difficoltà logistiche, nel ritirare i figli di diverse scuole in orari diversi, hanno preferito tenere il vecchio orario? E poi se proprio si deve cambiare non si può cambiare in meglio e non a discapito dei nostri figli? Magari pensando a un orario che agevoli chi lavora tutto il giorno, guardando verso scuole con orari diversi e non così lontane da noi. Con questa iniziativa, invito chi non è d’accordo con l’orario che entrerà in vigore dal prossimo anno scolastico e a chi informandosi ripensa alla scelta fatta, di firmare la lettera che segue, nella quale troverete anche i dettagli dei contro del nuovo orario, che manderò alla dirigente, con la relazione di una nutrizionista, per chiedere di riesaminare l’orario in base a criteri di salute e benessere dei bambini. Per chi volesse i contatti della nutrizionista può scrivermi in privato o potete contattarne voi una a vostra scelta. Sono ben accetti consigli idee e qualsiasi cosa possa aiutarci per un orario migliore. Siamo quei genitori che hanno votato a favore dell’orario attuale, nonostante a livello logistico non sia sempre così comodo per gli impegni lavorativi di noi adulti e per i vari sport, subito dopo la fine dei rientri durante la settimana, ma che comunque a livello salutare per i nostri figli garantisce un alimentazione come da linee guida con orari consoni per la loro età, e quelli che addirittura non hanno votato perché vorrebbero un orario migliore, magari guardando a scuole di comuni non poi così lontani e che garantisca un orario di pranzo tra le ore 12 e le ore 13 come dovrebbe essere per gli alunni delle scuole primarie, e che agevoli le famiglie nella gestione dei bambini, senza dover sempre dipendere dai nonni, anche perché non è scontato che tutti ne abbiano sempre la disponibilità o possibilità. Chi manderebbe i propri figli in una scuola dove pranzano con uno spuntino, che per quanto sia più grande rispetto a quello della classica ricreazione, rientra sempre in cibo confezionato o asciutto come nei casi di panini o addirittura grassi, come nei casi di pizzette? Già è difficile per noi con tutti gli stimoli, tra cibo spazzatura e tecnologia fuori controllo nelle mani dei bambini, e la scuola che dovrebbe essere un luogo di istruzione, che ti forma e insegna, non solo a livello culturale, ma a livello globale e che dovrebbe insegnare anche a volersi bene, mentalmente e fisicamente è invece la prima che promuove una alimentazione veloce e non salutare, perché è più importante performare, ridurre costi che prendersi cura di sé o meglio in questo caso dei più piccoli, che poi sono il nostro futuro. Inoltre così facendo, viene stravolta tutta l’alimentazione, in quanto anche la sera i bambini dovrebbero cenare più tardi e quindi posticipare l’orario in cui vanno a dormire, oppure andare a letto senza aver digerito la cena. Ciò significa nel lungo termine un significativo aumento di disturbi gastrointestinali e di aumento del peso, come indicato dalle nutrizioniste. In merito a questo, ho sentito il parere di diverse nutrizioniste, sulle conseguenze dell’inserire un pasto in più, spostando quindi la cena a un orario non adeguato ai ritmi circadiani, per non parlare del discorso metabolico e del livello di attenzione. Non è quindi un opinione personale, ma un discorso basato su evidenze scientifiche. Non serve essere un esperto di scienze dell’educazione per comprendere che non si possono reggere con profitto sei ore di lezione, dalle ore 8 alle 14. È disumano costringere dei bambini a stare a scuola per sei ore senza un pranzo normale. La sesta è un’ora persa, in quanto gli alunni sono ormai stanchi e l’ultima ora dopo il secondo spuntino i bambini saranno ancora meno concentrati. Ne consegue che su un monte ore settimanale di trenta ore, sono da considerarne sprecate cinque. Si impone così un ritmo troppo stressante, che ricade negativamente sull’efficacia del processo di apprendimento. Tornando da scuola alle 14 si finisce il pranzo sicuramente non prima delle 14.30 e questo si ripercuote sulla possibilità stessa di riuscire a completare tutti i compiti assegnati. Diventa difficile dedicarsi ad attività extrascolastiche (sport, corsi di musica, ecc.) in quanto si pranza tardi, bisogna svolgere subito i compiti, senza riposarsi dopo la scuola, per poi uscire per gli sport quando si sta ancora digerendo il pranzo, e terminare i compiti al ritorno dagli sport dove sappiamo i bambini rientrano sempre stanchi. E tutto questo è ancora più deleterio per i ragazzi fragili, con disturbi specifici di apprendimento, o che semplicemente hanno bisogno di più concentrazione per apprendere. Questo orario già non è accettabile per allunni della scuola media, immaginiamoci per dei bambini della scuola primaria. Vorremmo chiedere quindi di rivalutare il nuovo orario basandosi sulle firme raccolte o riproponendo un nuovo referendum, considerando che tanti non hanno votato perché, ne il vecchio ne il nuovo orario si adattano alle esigenze di lavoro dei genitori, nel primo caso e nel secondo caso e in particolare al benessere dei figli nel secondo caso. Siamo tutti a conoscenza dei problemi della mensa che non c’è, ma siamo sicuri che questo nuovo orario sia davvero l’unica soluzione e sopratutto la migliore? Ci sarebbero tante soluzioni, orario di 27 ore, con 2 giorni con uscita alle 14 come da nuovo orario e 3 giorni con uscita alle 13. Oppure orario attuale, con mensa a numero chiuso solo per chi ha comprovata necessità, in modo di dare priorità a chi ne ha bisogno. Oppure dare possibilità di due tempi di orari differenti a scelta delle famiglie, come avviene in molte scuole. Certi nella sua collaborazione, al fine di tutelare in primis la salute dei nostri bambini, restiamo in attesa del suo pensiero in merito a questa questione, sperando di trovare una soluzione congiunta al problema.

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