La voce della Ristorazione.

Petizione creata da:

Rino-Calogero Seco e diretta a Scopri di più

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Obiettivo 50000

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  • jose carmelo perdomo luzardo ha firmato la petizione 8 giorni fa
  • Sena Bogdan ha firmato la petizione 30 giorni fa
  • Tiziano Malandrucco ha firmato la petizione 6 giorni fa

La voce della Ristorazione.

Questa Petizione nasce da un gruppo di Facebook chiamato "Federazione Italiana Cuochi- FIC", con l'intento di portare la nostra voce in Parlamento per farci tutelare per il lavoro che si svolge.

Ci sarà un percorso da fare:

- per prima cosa ci sarà da portare le 50.000 firme raccolte online all' INPS, dove troveremo la loro attenzione; il passo successivo sarà quello di andare in Prefettura con la documentazione, "farsi accettare" e da lì, raccogliere le 50.000 firme in modo cartaceo, farle vidimare dalla Corte di Cassazione e poi andremo finalmente in Parlamento. Non è semplice, ma io ci credo.

La classe di lavoratori comprende principalmente i lavoratori in cucina (cuochi, griglieri, pizzaioli, lavapiatti ecc.), a seguire ci saranno i restanti reparti, sala e bar.

La nostra battaglia sarà impuntata principalmente sugli orari di lavoro dove si aggirano sulle 10/12 ore di lavoro al giorno, spesso con solo un giorno di riposo alla settimana, fino a lavorare 7/7 in periodi di alta stagione.

Il consenso che stiamo cercando è quello di farci rientrare nella categoria “Lavoro Usurante”, elenchiamo qualche requisito perché un lavoro possa essere considerato tale.

-Chi lavora a contatto con le alte temperature: in cucina, come anche in pizzeria o al reparto griglia si possono raggiungere i 90 gradi celtius di fronte, mentre sulla schiena ce ne sono una trentina questo scarto continuo di almeno 50-60 gradi protratto per almeno due ore a servizio, a lungo andare spacca la schiena, a ciò si aggiunge che si lavora in piedi per quelle 10/12 ore al giorno recando danni lungo andare alla colonna vertebrale.

-Lavoro notturno: si prende in considerazione che si lavora almeno tre ore, tra le 22.00 e le 06.00.

-Lavori espletati in spazi stretti: ci sono realtà di cucine dove si lavora in spazi di 10 mq, mettendo dentro tutte le attrezzature per poterci lavorare, oltre a ciò c’è anche il personale da considerare.

-Lavoratori addetti alla c.d. “linea catena”, ovvero i lavoratori alle dipendenze di imprese per le quali operano le voci di tariffa per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro gestita dall’Inail, impegnati all'interno di un processo produttivo in serie, con ritmo determinato da misurazione di tempi, sequenze di postazioni, ripetizione costante dello stesso ciclo lavorativo su parti staccate di un prodotto finale, che si spostano a flusso continuo o a scatti con cadenze brevi determinate dall’organizzazione del lavoro o dalla tecnologia, con esclusione degli addetti a lavorazioni collaterali a linee di produzione, alla manutenzione, al rifornimento materiali, ad attività di regolazione o controllo computerizzato delle linee di produzione e al controllo di qualità. : es. un tavolo da 5 persone ordinano 12 portate diverse con locale pieno, far uscire tutto in tempi dignitosi ( catena di montaggio).

-Morte per causa lavoro: Abbiamo la più alta percentuale di morte per causa lavoro (dovuta al livello di stress accumulato, che, fin quando siamo attivi e l'adrenalina ci sostiene, lo metabolizziamo, ma non appena si va in pensione, tempo un paio di anni che tanti non sopravvivono, ed un'alta percentuale di infarti in cucina).

Chiediamo a gran voce di poter rientrare nella categoria dei lavori usuranti in quanto i requisiti ci sono.

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La voce della Ristorazione. 14/02/2017 | firmiamo.it

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