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  • Vogliamo le pagelle in italiano anche in Alto Adige!

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    S. V.

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    Succede che nelle cause di separazione due ex coniugi possano trovare le più fantasiose modalità per mettersi reciprocamente i bastoni tra le ruote. Ma che la Scuola Pubblica di una Provincia Autonoma dello Stato Italiano divenga uno strumento in mano all’una contro l’altro, questo è inaccettabile, e inaccettabili sono le ragioni.

    C.G., dirigente medico del Servizio Sanitario della Regione Veneto, si separa dalla moglie, altoatesina, anch’ella dirigente medico. La separazione non avviene in modo indolore, i due figli minori sono affidati prevalentemente alla madre.

    Alla fine del primo quadrimestre di scuola, il padre chiede di poter leggere le pagelle dei figli. La scuola, di lingua tedesca, le rilascia in lingua tedesca appunto. Il padre, legittimamente, chiede la traduzione, e risponde che dal momento che la scuola altoatesina può essere in lingua tedesca, in lingua italiana o in lingua ladina, a scelta dei genitori, se i bambini frequentano la scuola di lingua tedesca è quella la lingua in cui otterranno le pagelle, ogni altro onere spetta ai genitori. La scuola non ha intenzione di tradurre le pagelle, e ritiene che comunque non sia un suo compito, aggiungendo in modo un tantino curioso che non ci sono i finanziamenti per le traduzioni.

    Eppure la scuola, in qualunque lingua sia condotta, è scuola italiana, dipende dal Ministero dell’Istruzione Italiana, e i documenti DEVONO essere consegnati almeno in italiano e in tedesco, dal momento che in Alto Adige vige il bilinguismo. BI-LINGUISMO. E, in ogni caso, se così non fosse, vi sarà pure un insegnante in quella scuola italiana a lingua tedesca in grado di tradurre in italiano una pagella.

    L’Alto Adige è stato per molti anni terra di privilegi, in quanto regione a statuto speciale. E se è vero che ha saputo per anni gestire in modo corretto le risorse, oggi non è più propriamente così. Però se si è potuto tollerare il privilegio, quello che è intollerabile nel 2016 è la discriminazione di chi, in territorio italiano, parla “solo” la lingua italiana. Firma la petizione per consentire a C.G. e a tanti come lui di poter svolgere le sue funzioni genitoriali senza che un Istituto Scolastico di una Provincia Autonoma, nel silenzio assordante del MIUR, decida per lui cosa può e non può sapere.

  • MASSIMO PAPPALARDO ha firmato la petizione 22 ore fa
  • Fabrizio Pollinzi ha firmato la petizione 5 giorni fa

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