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  • Via Francigena: progetto nazionale per cultura e turismo

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    Da più parti si stanno sollevando appelli per chiedere un deciso cambio di rotta, per tornare ad investire seriamente in ricerca, in cultura, in nuove forme di sviluppo e di bellezza che creino valore, ricchezza, occupazione.

    Ma COME FARE? Come potremmo tornare ad essere il "Bel Paese", ovvero non soltanto "il Paese più bello del mondo" ma un Paese che si riconosce nella propria storia, crocevia di culture che hanno costruito l'Europa, profondamente immerso nel Mediterraneo, culla di civiltà?

    Un paese si percepisce "bello" non soltanto perché dotato di antichi patrimoni ereditati dal passato (da sfruttare parassitariamente come pozzi petroliferi nella logica della rendita di posizione) ma perché decide strategicamente di puntare su fattori finora ritenuti "inusuali" o "non fruttiferi" come la cura dei beni comuni, la manutenzione dei paesaggi e della qualità urbana, il benessere e la felicità dei cittadini, facendo leva sulla dimensione dolce delle comunità locali, sulla qualità della vita nelle province, sull'entroterra, sull'agricoltura e sull'artigianato di eccellenza, sul "made in Italy" della piccola impresa e sull'industria creativa e sostenibile...

    Per voltare pagina - dunque - occorre dotare il nostro Paese di un progetto unitario di rilancio dell'immagine, della cultura e del turismo, nel quale le Regioni concorrano e non competano, nel quale i campanili trovino ragione di essere belli nelle differenze e nella pluralità, piuttosto che contrapposti in una guerra tra poveri.
    Da questo punto di vista, esiste una ipotesi praticabile: investire nel Programma degli Itinerari Culturali Europei del Consiglio d'Europa, il più famoso dei quali nel nostro Paese si chiama Via Francigena.

    Le Vie Francigene - un fascio di strade provenienti da Canterbury e dirette a Gerusalemme - attraversano 9 Regioni e ne possono coinvolgere numerose altre nell'attuale fase di sviluppo verso Stade in Germania e Santiago in Spagna, rappresentando:

    - un grande itinerario euro-mediterraneo;
    - un affermato brand internazionale;
    - un'occasione di tessitura e coordinamento tra le Regioni;
    - un filo che unisce le infinite perle rappresentate dai principali attrattori culturali del Paese ma attraversa i territori interni, le aree protette, i patrimoni "minori", includendo felicemente quelli ecclesiastici, diocesani e capitolari;
    - una modalità per tessere una trama appassionante e suscitare nuovi motivi di attrazione turistica attraverso i luoghi dello spirito, i percorsi e le manifestazioni del sacro;
    - una coreografia naturale e una sceneggiatura unitaria per raccontare storie, leggende e tradizioni (e riportarle in vita attraverso eventi di rievocazione storica);
    - una narrazione unitaria e coinvolgente;
    - un prodotto turistico fortemente emozionale;
    - un sistema che promuove la mobilità dolce e l'attraversamento lento dei territori, unico in grado di consentire la percezione delle effettive eccellenze del nostro Paese (come il "Grand Tour");
    - un prototipo di governance multilivello (che unisce le istituzioni europee ai governi nazionali, alle regioni, alle autonomie locali, al mondo delle associazioni no profit) che esiste e funziona dal 2001;
    - un modello si sviluppo locale e insieme globale, sostenibile, partecipato, diffuso e durevole.

    Per l'insieme di questi motivi, chiediamo al Ministro del Turismo e della Cultura, al presidente dell'ENIT (Agenzia Nazionale del Turismo), ai presidenti di Regione, di costituire un tavolo permanente di coordinamento delle azioni di valorizzazione e promozione unitaria del "brand Italia" alla luce degli Itinerari Culturali Europei - la Via Francigena e altri riconosciuti e riconoscibili - investendo strutturalmente per modificare il posizionamento strategico del Bel Paese nei mercati turistici internazionali da semplice spiaggia o sede di splendide città d'arte in sistema integrato di bellezze, paesaggi, tradizioni, culture, produzioni e cucine di eccellenza, da attraversare lentamente, conoscere, stimare e rivedere infinite volte. Un Paese da amare...

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