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  • Tuteliamo i diritti di tutti i bibliotecari

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    Creata da
    Francesco Destro

  • petizione

    Al Presidente dell'AIB Sezione Friuli Venezia Giulia Cristina Cocever

    Al Presidente dell'AIB Enrica Manenti

    Gent.me Presidenti AIB,

    purtroppo ancora una volta si riscontrano disattesi i diritti lavorativi dei bibliotecari.

    Ci riferiamo ai bibliotecari dipendenti di cooperative che operano a vario titolo nelle biblioteche pubbliche e che in sede di cambiamento di appalto non vengono tutelati nel mantenimento del posto di lavoro e delle posizioni contrattuali raggiunte. Sempre più spesso a causa della rincorsa al massimo ribasso. I minori costi non possono avere la priorità assoluta sulla qualità del servizio, sulla professionalità di chi opera nelle biblioteche e sulla soddisfazione degli utenti.

    E non sempre è facile rivolgersi a chi di dovere per il rispetto di norme che pure esistono. Vi chiediamo aiuto e supporto per promuovere azioni efficaci che portino a soluzioni definitive, affinché non vengano lesi i nostri diritti lavorativi nel silenzio di tutti.

    Siamo venuti a conoscenza che una collega bibliotecaria dipendente di cooperativa, iscritta all'elenco associati AIB, che ha lavorato presso una biblioteca comunale della nostra Regione dall'aprile 2003 al dicembre 2014, con inquadramento al 5. livello del CCNL Multiservizi, vive una situazione in cui vengono messe in discussione la sua professionalità e la sua dignità di lavoratrice. Nel novembre del 2014 l’amministrazione comunale interessata ha indetto un bando di gara al massimo ribasso per la gestione della biblioteca comunale, che ha portato all'aggiudicazione dell'appalto da parte di una nuova cooperativa.

    Il CCNL Multiservizi, lo stesso applicato dalla cooperativa uscente e da quella subentrante, prevede l'assorbimento del personale esistente e il mantenimento del livello in essere, comprensivo degli scatti di anzianità. Nonostante ciò, la cooperativa subentrante ha offerto alla collega un contratto con un declassamento dal 5. al 3. livello del CCNL Multiservizi. In alternativa ha proposto sì il reintegro al 5. livello, ma senza il diritto al mantenimento dell'anzianità di servizio e con trasferimento del luogo di lavoro fuori regione.

    Di norma l'ente appaltante promuove la riassunzione del personale al fine di garantire la continuità e la qualità del servizio. In questo caso invece l’Amministrazione comunale, invitata a partecipare a tutte le fasi della trattativa, ha manifestato inizialmente un tiepido interesse per una rapida soluzione del problema, ma non si è poi concretamente sbilanciata in favore della collaboratrice e non ha preteso da parte del soggetto vincitore dell’appalto il rispetto della normativa, per garantire al contempo qualità e continuità del servizio ai propri cittadini. Tale qualità negli anni non è mai stata messa in discussione dall'amministrazione comunale che ha, anzi, sempre riconosciuto il merito della lavoratrice esternalizzata impiegata nella gestione del servizio.

    Conosciamo le difficoltà in cui si muovono gli enti locali rispetto alla gestione delle risorse umane negli istituti culturali e dei relativi costi, ma riteniamo, anche per la lunga esperienza di molti di noi, che la questione sia cruciale per offrire servizi e offerta adeguati a tutti i cittadini. È corretto e opportuno chiedere che nelle biblioteche lavorino bibliotecari professionisti, che in quanto tali devono essere inquadrati e retribuiti in maniera conforme alle proprie mansioni e responsabilità. Indipendentemente dal fatto che si tratti di personale pubblico o meno: la professionalità viene comunque pretesa e offerta.

    Sappiamo bene che non esiste un contratto di lavoro nazionale cui poter fare inequivocabilmente riferimento in sede di appalto, e ciò crea disomogeneità e difficoltà. Il CCNL Multiservizi, applicato alle imprese esercenti servizi di pulizia e servizi integrati-multiservizi, risulta penalizzante di fronte all’applicazione di altri contratti (CCNL del Commercio o CCNL Federculture), ma ha perlomeno il pregio di tutelare il posto di lavoro grazie alla clausola di salvaguardia del lavoratore della gestione precedente. Chiediamo che almeno questo punto non possa essere disatteso. Come ben sapete, le mansioni di cui si occupa un bibliotecario sono molteplici e complesse, in particolar modo se si tratta di un bibliotecario “one person library”. Alla luce di questo pare indifendibile il declassamento di categoria contrattuale del personale.

    Chiediamo quindi che non rimangano inascoltate anche nella nostra regione proprio le prese di posizione dell’AIB che, negli ultimi anni sempre più copiose, fanno emergere situazioni analoghe. L’AIB si è chiaramente espressa sul fatto che l’inquadramento minimo per i bibliotecari negli enti locali debba collocarsi nella categoria C1, sia per i dipendenti dell’ente che per le esternalizzazioni. Crediamo che queste aspettative non debbano rimanere disattese anche in seguito all'approvazione della legge 4/2013 che disciplina le professioni non regolate da ordini professionali e dalla norma UNI 11535 sulla figura professionale del bibliotecario che riguarda le attività professionali non regolamentate.

    Non è ammissibile che in un paese civile si continuino a verificare tali situazioni per nulla dignitose nel silenzio di tutti. Chiediamo che le linee guida dell’AIB per la stesura dei bandi vengano diffuse nelle amministrazioni comunali, chiediamo che venga aperto un tavolo di lavoro presso gli Assessorati regionali competenti per difendere e applicare queste conquiste professionali. Chiediamo che l’ottima campagna “No all’eccesso di ribasso in biblioteca” venga ampiamente promossa presso gli enti appaltanti e le imprese del settore e in nome di questa partiamo da questo singolo caso (opportunamente segnalato dall’interessata a suo tempo) per ridare voce a questa categoria di lavoratori.

    Non fateci sentire sempre più bibliotecari di serie B per il solo fatto di non avere un contratto a tempo intederminato presso un ente pubblico. I bibliotecari che operano per le cooperative di settore non devono diventare lavoratori sottopagati per consentire alle imprese di vincere gli appalti a spese dei propri dipendenti.

    Nel ringraziarvi per l’attenzione rimaniamo in attesa di un sicuro riscontro.

    Un gruppo di bibliotecari associati AIB che operano in Friuli Venezia Giulia

    “Fondare biblioteche, è come costruire ancora granai pubblici, ammassare riserve contro un inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire"

    Le memorie di Adriano, M. Yourcenar

  • Filippo Ziveri ha firmato la petizione 13 giorni fa

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