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  • Tutela delle opere pubbliche del Parco del Pollino

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    Creata da
    Silvio Carrieri

  • petizione

    Il recente crollo del ponte sul fiume Lao, intitolato al compianto Stefano Gioia, sollecita una seria e forte riflessione agli abitanti del Parco, siano essi semplici cittadini, operatori economici, amministratori e politici: possibile che la distrazione di tutti, la colpa di pochi e l’opportunismo campanilistico di questo territorio invece di farci crescere ci sta portando verso strade che non sono proprie della nostra cultura e dei nostri territori?

    Un tempo ogni persona “accudiva” il territorio, il suo piccolo uscio di casa, le sorgenti fonte di vita primaria, le strade unica garanzia di mobilità, le campagne importanti per la sopravvivenza, ecc. Oggi abbandoniamo, deleghiamo agli amministratori, attendiamo opportunità economiche, ci lasciamo imporre “attrattori” ovvero infrastrutture a volte inutili perché ci viene lasciato credere che sono le uniche opportunità di sviluppo, al passo con i tempi, dimenticandoci che il nostro vero patrimonio è la Natura, è la Cultura dei nostri territori. Non dobbiamo inventarci nulla, dobbiamo solo valorizzare adeguatamente ciò che esiste, in modo responsabile e consapevole.

    Il crollo del ponte è l’ennesimo fatto grave in termini di gestione del territorio e confidiamo che seriamente le autorità giudiziarie indaghino per accertare le responsabilità (si vigilerà in tal senso), perché il catastrofico evento poteva essere più triste di quanto è stato, visto che nell’area transitano sportivi, escursionisti, turisti in genere e gli stessi abitanti delle contrade circostanti.

    Un fatto grave che sollecita una urgente inversione di tendenza: SI agli investimenti in infrastrutture per il turismo, per la mobilità, per la fruizione, per lo sviluppo che si realizzino partendo dalla reale risposta ai bisogni della gente e dei territori (prevedendone anche la gestione e la manutenzione: la sostenibilità reale) ma soprattutto, SI alla valorizzazione e al recupero dell’esistente: opere realizzate con investimenti pubblici milionari fatti negli ultimi 30 anni, o si smantellano ripristinando i luoghi oppure si restituiscono alla popolazione locale garantendone la funzionalità e l’utilizzo sostenibile.

    BASTA allo sperpero di denaro pubblico ed all’abbandono. Basta alle aree pic-nic ed ai sentieri abbandonati, vandalizzati e distrutti, non accessibili o pericolosi.

    BASTA all’abbandono dei territori: non basta fare e realizzare spendendo centinaia di migliaia di euro per poi abbandonare all’incuria, che se ne curi responsabilmente la gestione, manutenzione e cura oltre che la valorizzazione.

    BASTA con il silenzio complice di un sistema che delega troppo la gestione dei “beni comuni”, in cambio di un voto o di una opportunità, ad amministratori improvvisati troppo presi dalla precarietà del quotidiano per risolvere i veri problemi del territorio.

    Perché ora vogliamo sapere come e quando il ponte e l’area circostante, una delle aree con il maggiore numero di presenze turistiche del Parco quale il Lao con le sue attività ricreative e sportive, sarà messa in sicurezza dai detriti che saranno portati a valle dall’acqua e quando sarà bonificato tutto il sito. Ma soprattutto il ponte va ricostruito perché è una infrastruttura indispensabile per tutto il territorio e le sue attività. Ripetiamo: quando e come?

    Questa è una richiesta formale che attende risposte. Risposte che si attendono anche per tutti gli altri investimenti realizzati nel Parco ed abbandonati che rischiano di fare la stessa fine del ponte.

    Ci attendiamo una risposta chiara e forte da tutti gli interessati: amministratori locali e del Parco, operatori economici, autorità giudiziaria (per accertare danni e sperpero di denaro pubblico), abitanti del Parco.

  • massimiliano cenci ha firmato la petizione 12 giorni fa
  • cinzia fornillo ha firmato la petizione 29 giorni fa
  • CARLO DI TOMASO ha firmato la petizione 29 giorni fa

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