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  • Turismo che uccide, a Torre Lapillo il traffico assassino

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    Cristina Miccoli

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    Eppur si muore. L’acclamato Salento, dal sole, mare e divertimento, a teatro di disagi, soprattutto per gli operatori del 118, impossibilitati ad adempiere alle proprie funzioni, per l’assenza di arterie stradali, atte a decongestionare il traffico.

    Sorvolando sulla bellezza dei suggestivi paesaggi e spiagge, in particolar modo quelli di Torre Lapillo (marina di Porto Cesareo), meta turistica ogni anno di migliaia di persone e famiglie, è d’uopo sottolineare, seppur a malincuore, l’imbarazzante situazione che, puntualmente, si viene a creare sulla strada provinciale che collega Torre Lapillo al proprio Comune di appartenenza, unica arteria stradale praticabile che consente di raggiungere la statale Avetrana-Nardò.

    Infatti, nelle giornate del 12 e 16 agosto del corrente anno, come in altre innumerevoli giornate degli anni passati, centinaia di turisti sono rimasti imbottigliati proprio sulla predetta strada, cosiddetta ‘dei lidi’, ossia quella incriminata ed oggetto di denuncia. La criticità si sarebbe potuta tradurre in tragedia laddove un’autoambulanza, a sirene spiegate, è stata costretta a interrompere la propria corsa, perché ‘chiusa’ dalle tantissime vetture incolonnate nel disperato tentativo di raggiungere la rotatoria esistente sulla citata strada statale, bloccando, così, purtroppo e loro malgrado, gli operatori del 118, arrivati in netto ritardo per soccorrere i villeggianti.

    Fortunatamente, in entrambe le situazioni, non si è verificato l’irrimediabile, ma poco è mancato. Del resto, basti ricordare la tragica morte di una ragazza, non più tardi di tre-quattro anni addietro, investita da una auto pirata proprio sulla strada dei lidi. La donna percorreva a piedi la buia banchina, non essendovi alcun marciapiede. Solo a seguito della sciagura, l’Ente preposto si è attivato realizzando sia il marciapiede (anche, da un lato, solo in parte, ndr) e la pubblica illuminazione.

    I turisti e tutti i fruitori della zona si chiedono, ora, se sarà necessario nuovamente l’intervento della morte per ‘illuminare’ chi di dovere a risolvere l’indicente situazione (vero e proprio neo della zona), mediante la realizzazione di arterie stradali alternative. Morire per la negligenza altrui è quanto di più atroce possa accadere ad una famiglia. Una vita spezzata non potrà mai avere giustizia, quindi è necessario attivarsi per migliorare la situazione e scongiurare il ripetersi di episodi di tal fatta.

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