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  • STOP AL TFA!

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    R. T.

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    All'attenzione del Presidente della Repubblica, del Presidente del Consiglio e del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.

    Siamo un gruppo di studenti che hanno il desiderio di diventare un giorno insegnanti. Per poterlo realizzare stiamo subendo delle vere e proprie vessazioni da parte dello Stato Italiano che elenchiamo qui di séguito:

    - Dobbiamo seguire un anno intero di Tirocinio Formativo Attivo (TFA) strutturato in una parte di corsi universitari che hanno la pretesa di insegnarci a insegnare, come se uno non si giocasse il rapporto con gli studenti direttamente in classe, come se per affrontare l'altro fosse necessario un vademecum da consultare per sapere "come comportarsi" in classe; e in una parte di 475 ore di tirocinio, completamente gratuite, come se potessimo permetterci ancora a 27 anni e oltre di non percepire redditi e farci mantenere ancora dalle nostre famiglie;

    - Il TFA è a pagamento! La bellezza di 2.500,00 € che gravano in maniera terribile sul reddito delle famiglie, che minano la serenità familiare, che vanno ad aggiungersi a una vita sempre più cara, alle rate del mutuo, alla spesa quotidiana. Ciò collide palesemente con l'articolo 3 della nostra Carta Costituzionale che recita chiaramente che "tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese." Questo in Italia non è vero, perché è evidente che chi non può permettersi di affrontare una spesa del genere rinuncerà al sogno di insegnare, dal momento che non esistono agevolazioni, borse di studio, aiuti di qualsiasi tipo affinché la Repubblica rimuova effettivamente questi ostacoli;

    - Per accedere al TFA è necessario affrontare delle prove di selezione: un test preliminare che abbiamo svolto a luglio; una prova scritta e una prova orale di prossimo svolgimento. Le prove sono rigorosamente a pagamento. Non solo bisogna pagare l'anno di tirocinio ma si pretende il pagamento anche delle prove di accesso: una cosa inaudita.

    - Nella modalità di presentazione delle prove scritte ogni Ateneo sta agendo in via del tutto autonoma: ciò provoca un dislivello di modalità e di difficoltà delle stesse da un'università all'altra quando tutti dovremmo essere messi nelle medesime condizioni e dovremmo giocarcela sullo stesso livello di difficoltà;

    - La pubblicazione dei decreti e dei bandi di selezione è stata gestita in maniera indegna: ritardi costanti, errori, revisioni, note continue di rettifica hanno dimostrato che chi gestisce l'intera macchina è personale del tutto incapace e demotivato.

    - Il personale degli uffici scolastici regionali e locali ha rivelato tutta la sua ignoranza in materia. Mail e telefonate e incontri di persona hanno avuto sempre come esito "non so cosa risponderti".

    Ne consegue che il TFA è l'ennesima presa in giro del governo che

    1. non ha rispetto alcuno per la categoria degli insegnanti, nonostante continuino a somministrarci pillole palliative di riforma della scuola; ci sentiamo una categoria bistrattata e mal voluta non trattata al pari delle altre categorie professionali che hanno ben due esami all'anno di iscrizione all'albo. Essi sono liberi, una volta iscritti, di entrare nel mondo del lavoro; noi invece dobbiamo passare per le prove selettive, il TFA teorico, il TFA pratico e poi il concorsone, il che vuol dire che alla fine di questo iter non è per nulla scontato l'arrivo in classe;

    2. punta solo a riempire le tasche di chi ci governa e impoverire ogni giorno di più le nostre, come dimostra la richiesta continua di cifre esorbitanti, solo perché crediamo in un sogno.

    Chiediamo a tutti coloro che stanno percorrendo questo iter anti-democratico di firmare questa petizione e di ASTENERSI dal pagamento della prima rata di Tfa (dato che oramai anche le prove scritte sono state pagate) in tutti gli Atenei d'Italia. E' arrivato il momento di farci sentire. I cortei e le manifestazioni sono inutili in quanto sempre costantemente inascoltati: occorre minare la cosa a cui chi ci governa tiene di più: i soldi. Asteniamoci dal pagare la prima rata di TFA, nella speranza che questo possa convincerli che il TFA così come è stato pensato è un progetto perverso.

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