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  • SGST-Fenalt: Sì al plurilinguismo, No al Trilinguismo

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    scuola trentina

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    Stati Generali della scuola Trentina: 4NOalTrilinguismo4Sìalplurilinguismo

    Le recenti scelte della Provincia Autonoma di Trento in materia di politica scolastica sono sbagliate e vanno modificate.

    Per indicare una direzione fondata su reali esigenze didattiche e non sull’interesse ideologico ed economico, i docenti dicono:

    NO alla decisione unilaterale della Pat di imporre il tedesco e l’inglese come uniche lingue straniere a scapito delle altre lingue e della libertà di scelta di studenti, scuole e famiglie

    NO all’assunzione diretta di insegnanti madrelingua da parte dei dirigenti a scapito dei diritti acquisiti degli insegnanti in graduatoria, poiché impedisce al personale formato e abilitato di ottenere il proprio legittimo posto di lavoro e non assicura ai docenti di madrelingua le garanzie e i diritti previsti dal contratto provinciale (creando un pericoloso precedente di deroga alla norma e una potenziale minaccia anche per tutti gli altri docenti)

    NO alla decisione drastica e priva di un sensato progetto didattico con cui si impone la metodologia Clil in ogni classe di ogni scuola di ogni ordine e grado

    NO al rischio di semplificazione e banalizzazione dei contenuti disciplinari

    a un plurilinguismo vero, come espressione di una cultura aperta e cosmopolita

    a 1 ora settimanale curricolare aggiuntiva di conversazione con lettori madrelingua Assunti con trasparenza e regolare contratto

    a 2 ore settimanali di CLIL come progetto extracurricolare facoltativo che segua un percorso monografico in una disciplina studiata in lingua italiana

    alla possibilità (non all’obbligo) di inserire percorsi CLIL nel piano di studi curricolari, soltanto qualora vi siano le condizioni di coerenza e gradualità che ne possano favorire l’efficacia, e senza che ciò abbia conseguenze sulle garanzie dell’organico docente.

    Gli Stati Generali della Scuola Trentina, anche alla luce della recente sentenza della Corte di Giustizia Europea, ribadiscono che rimane PRIORITARIO e IMPRESCINDIBILE affrontare il problema del precariato: nessuna riforma della scuola può avere efficacia e valore se prima non si mettono gli insegnanti nelle condizioni di lavorare con continuità e dignità.

    Attenzione, la petizione è riservata ai docenti della Provincia Autonoma di Trento.

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