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  • Salviamo l'Italia

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    Creata da
    Matteo BINI

  • petizione

    Cari concittadini,

    Mi chiamo Matteo, ho 31 anni, sono sposato e con mia moglie abbiamo una figlia: Lavinia.

    Vivo in Francia da oltre 25 anni. Ciononostante, non ho mai smesso di sentirmi italiano e seguo sempre da vicino l’evoluzione di quella che è la nostra patria.

    Ovviamente, di questi tempi pieni di incertezze, sale la preoccupazione e viene fuori un dilemma fondamentale.

    Da una parte, vorrei un’Unione Europea che quando si rivolge al popolo italiano, lo faccia per altri motivi che per i soldi. Vorrei un’Unione che chieda agli italiani: “voi avete una cultura, una storia, una ricchezza di bellezza tra le più grandi al mondo, insegnateci quali sono i valori che permettono di arrivare a tanto”. Si potrebbe riportare il discorso su altri temi. Fatto sta che quando sentiamo parlare di Unione Europea, in un modo o nell’altro, è per questione di soldi.

    Da un’altra parte, la situazione del nostro paese fa in modo che ogniqualvolta vogliamo riprenderci in mano il destino del paese e il nostro posto e la nostra rispettabilità nell’Unione Europea, ci schizza in faccia l’argomento del debito.

    In tutta onestà, io non ho votato ne Lega né Cinquestelle. Tuttavia mi impensierisce il fatto che un governo e un ministro in linea con le idee che il popolo italiano ha scelto nelle elezioni abbiano dovuto fare dietrofront. Il Presidente Mattarella, ne sono sicuro, ha agito nel modo che secondo lui meglio tutelava il popolo italiano. D’altronde, dal suo punto di vista, a che pro cercare di ingraziarsi le istituzioni Europee, o Berlino, o Parigi? No, penso che il nostro capo di stato abbia agito con rettitudine. Nonostante questo, è sintomatico il fatto che la decisione di bloccare il governo nascente sia scaturita dalla paura del potere finanziario.

    Certo, possiamo lamentarci contro questo stato di cose, cercare colpevoli e presentar loro il conto. C’è chi già ha iniziato. C’è anche chi si è lasciato prendere dalla disperazione diventando cinico, dando ragione appunto alla finanza disposta a spremere l’Italia per perdere meno soldi possibile. Tutte reazioni comprensibili. Ma tutte reazioni, a parer mio, sbagliate.

    Io penso che la soluzione stia da un’altra parte. Penso che noi italiani abbiamo in mano un altro strumento, oltre le elezioni, che ci dà la garanzia di tenere in mano il destino del paese che lasceremo ai nostri figli.

    Quello che espone l’Italia agli attacchi finanziari, e che ci impedisce di decidere liberamente del futuro è appunto il debito sovrano. Su questi famigerati 2300 è più miliardi di debito, una parte interessante è possesso diretto di privati italiani o di banche. Ora, la mia idea è di proporre una legge d’iniziativa popolare che permetta:

    Ai privati che sono creditori dello Stato

    -Con dei vecchi titoli di stato ad un tasso esagerato di fare un “scambio” con lo Stato di debito a tasso fisso e contenuto, rinunciando quindi alla differenza di interessi.

    -di rinunciare alla riscossione di tutto o di una parte del debito in loro possesso. Per essere veramente esplicito, si tratta di dare al cittadino la possibilità di cancellare una parte o la totalità del debito pubblico in suo possesso. Una sorta di condono. Nella sezione riguardante lo Stato, ci sono gli obblighi ai quali lo stato verrebbe vincolato nei confronti di questi cittadini.

    Alle banche

    -La possibilità di vendere, più facilmente e senza commissioni, titoli di stato a cittadini che si impegnano a rinunciare in parte o totalmente ai titoli appena acquistati.

    Affinché questo non diventi un incentivo per la classe politica a creare nuovamente un debito pubblico che metta di nuovo in pericolo l’avvenire dei nostri figli,

    lo Stato si impegna:

    oA investire nell’ulteriore riduzione del debito l’extra gettito che sarà effetto del patriottismo economico secondo le modalità che saranno esplicitate nel testo di legge fino al raggiungimento di un indebitamento del 50% del PIL.

    oA creare uno status che riconosca il patriottismo economico degli istituti e dei privati che investiranno nel futuro dell’Italia. Questo status darà accesso alle agevolazioni fiscali esplicitate nel testo di legge.

    oInoltre, i privati che godranno di questo status, avranno libero accesso a vita ad ogni museo, galleria d’arte, o centro culturale, sia esso pubblico o privato, che si trova sul territorio della Repubblica, come segno di riconoscenza per aver contribuito a salvare i tesori di bellezza che l’Italia racchiude.

    oA scrivere nella costituzione l’impossibilità per un governo di far crescere il debito oltre il 60% del PIL, salvo casi straordinari. Nel caso caso in cui un governo venisse a passare oltre il 60%, verrebbe destituito ipso facto e nuove elezioni verrebbero organizzate, con l’impossibilità per i partiti della coalizione governativa di far parte della prossima coalizione di governo incaricato.

    oA istituire il reato di indebitamento di stato eccessivo per gli esponenti del governo che porterebbero il debito oltre il 60%. Questi esponenti non potrebbero più accedere a cariche pubbliche.

    oA re investire secondo le modalità esplicitate nel testo di legge i denari pubblici nuovamente disponibili in incentivi per le famiglie che aiutino ed incoraggino le coppie a fare figli, dando di nuovo un futuro al nostro paese.

    oA tutelare meglio e trattare in modo preferenziale le banche che agevolano l’acquisto di titoli di Stato da parte dei cittadini nel caso in cui questi istituti dovessero trovarsi in difficoltà.

    So cosa verrà in mente a molti. “Dovrei pagare io per l’irresponsabilità dei politici?” Domanda più che legittima. Effettivamente il rischio de queste misure è di mandare alla classe politica il segnale che possono fare quel che vogliono con i nostri soldi, tanto pagheremo noi. Per questo sono interessanti i vincoli legali ai quali i partiti ed i politici sottoscriverebbero con questa legge.

    Non è una ricompensa per gli errori del passato, è fare tavola rasa per dare un futuro all’Italia, ai nostri figli, alla bellezza che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni. Vuol dire anche tornare nell’ambito dell’Unione Europea in posizione di forza, e battere il pugno sul tavolo, chiedendo come mai per ricordarci il debito ed il deficit l’Unione Europea era presentissima, mentre per aiutarci a gestire la situazione dell’immigrazione si nascondevano tutti dietro al famigerato trattato di Dublino. Vuol dire far rimanere a bocca aperta chi ha sempre trattato il nostro paese e tutti noi come una massa di numeri, trattandoci sempre con disprezzo. Vuol dire, fatta l’esperienza della solidarietà europea, e del “rispetto” che ci è stato dimostrato in questi anni, di decidere liberamente se rimanere o meno nell’Unione e nell’Euro, senza che questa scelta sia dettata dalla paura che porta con sé la crisi politica ed economica odierna.

    Ma soprattutto, vuol dire mandare un messaggio. All’Unione Europea in primis, ai mercati finanziari poi, e infine a tutto il mondo: noi italiani diamo meno importanza ai soldi che a quello che ci fa italiani, alla nostra storia che è unica e inimitabile, alla nostra cultura, che è la più ricca e immensa, ai nostri valori che sono chiaramente ereditati dal Cattolicesimo e dalla Chiesa, e ai nostri figli. Che il futuro di un paese non sta solo nell’economia, ma innanzitutto nelle persone che compongono una nazione e nei sacrifici che queste persone sono pronte a fare per amore al loro paese.

    Se pensate che questo progetto di legge possa aiutare a salvare l’Italia e gli italiani di oggi e domani, firmate a questo link, lasciando anche i vostri dati e una fotocopia di un documento valido, perché possiamo raggiungere le 50 000 firme necessarie per proporre una legge d’iniziativa popolare.

    Grazie di cuore

    Matteo BINI

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