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    REVISIONE TITOLI PROFESSIONALI DEL DIPORTO

    Egregio signor Ministro Maurizio Lupi, con la presente per portarla a conoscenza di uno dei più gravi impedimenti allo svolgimento della nostra professione.

    In Italia vi sono oltre 600 società di charter, di cui la stragrande maggioranza possiede barche di piccole e medie dimensioni.

    Queste società rappresentano a tutti gli effetti gli operatori del settore del turismo nautico, un settore su cui puntare, in particolar modo quello delle imbarcazioni a vela, poiché innovativo e sostenibile.

    Il problema per il nostro comparto si è manifestato nel 2005, al momento dell’assimilazione della nostra categoria con quella dei marittimi. Questi ultimi svolgono la loro professione nella marina mercantile, noi invece operiamo solo ed esclusivamente nell’ambito del turismo.

    Il D.M. 10.05.2005 n.121, nel regolamentare l'istituzione e la disciplina dei titoli professionali del diporto, ha copiato i provvedimenti mirati per la nautica mercantile per riportarli pedissequamente sul diporto. Titoli per operatori con iter formativi diversi e non assimilabili.

    Il titolo di ufficiale della navigazione da diporto, il minimo che ci consentirebbe di lavorare, non si confà alla nostra professione perché estremamente complesso da conseguire.

    Tra i requisiti viene richiesto “di aver completato un periodo di addestramento a bordo di 36 mesi di navigazione, comprensivo di almeno 24 mesi su navi da diporto o imbarcazioni adibite al noleggio con la qualifica di mozzo”. Sappiamo benissimo che nessuno, soprattutto ora con la crisi che c’e’, e/o per ovvie ragioni di età’ ci imbarcherebbe.

    Chi di noi, oltretutto, essendo titolare di un’attività, potrebbe assentarsi per 36 mesi (sono 3 anni consecutivi e 6 anni se ci si dovesse imbarcare solo durante la stagione estiva).

    Senza contare che alla fine dell’addestramento e dopo aver conseguito tutti i corsi IMO, si deve anche sostenere un esame che e’ comparato a quello di capitano di lungo corso; titolo che si consegue dopo cinque anni di istituto nautico ed è assolutamente sproporzionato alla nostra attività’.

    Anche dal punto di vista contributivo e assicurativo la normativa non é praticabile. La figura dello “skipper” con prestazioni stagionali e saltuarie sarebbe meglio assimilabile alla libera professione, con rilascio di fattura al cliente o alla società’ che lo incarica. Non può’, quindi, essere paragonato al marittimo che é assunto con incarichi per lunghi periodi e con compensi molto più consistenti. Ingaggiare uno “skipper” per un week end e seguire la procedura dell’imbarco con libretto e la contribuzione della cassa marittima é totalmente inadeguato all’ incarico sia in termini di tempo che di costi.

    Le ricadute negative del D.M. 10.05.2005 n.121 sono state molteplici: diminuzioni dei contratti; chiusura di molte aziende che operavano nel charter con relativa perdita di posti di lavoro; imprenditori impossibilitati ad operare in Italia e che, per non cessare l’attività, sono fuggiti all’estero portando lavoro e relativo indotto in altri paesi; tantissimi giovani che lavoravano come “ Skipper” si sono trovati senza lavoro, o costretti a lavorare in nero; controlli continui e capillari da parte delle forze dell’ ordine e dell’ agenzia delle entrate, con conseguenti sanzioni elevatissime e spesso, proprio per questo, impossibili da pagare.

    Le nostre aziende, già’ gravemente svantaggiate in ambito europeo, per pressione fiscale, costo del lavoro, burocrazia, leggi e regolamenti farraginosi e impraticabili non possono più’ permettersi di rifiutare lavoro non potendo offrire ai turisti italiani e stranieri il noleggio con conducente (skipper).

    Non capiamo come sia stato possibile, e in tempi record, liberalizzare il noleggio occasionale, permettendo, di fatto, a chi ha già’ un lavoro, di guadagnare con la propria barca creando un regime di concorrenza sleale con chi, titolare di attività, paga stipendi, tasse, e rispetta tutte le prescrizioni di legge e, con costi esorbitanti, cerca di sopravvivere.

    Le chiediamo, quindi, di non dimenticarsi di noi, onde evitare il collasso delle nostre attività.

    La invitiamo urgentemente ad attivarsi per l’abrogazione o la totale revisione dei Titoli professionali del diporto con una qualifica idonea e più confacente alla nostra attività’.

    Le ricordiamo che la stagione turistica è imminente e, pertanto, i tempi sono molto stretti, chiediamo al più presto un incontro per discutere una possibile e rapida soluzione.

    Certi di ricevere l’attenzione che merita questo caso le porgiamo i nostri cordiali saluti.

    Marsala lì 12/03/2014

    Mario Cudia

  • Giulio Zanotti ha firmato la petizione 21 giorni fa

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