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  • Rete idrica allo sfascio!

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    Creata da
    Claudia Levi

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    Roba da non crederci. Di tutta l’acqua potabile immessa nei 500 mila km di rete di distribuzione italiana, il 41,4% viene buttato. In un solo anno si sprecano 3,45 miliardi di metri cubi d’acqua.

    Stimando un consumo medio per abitante di 80mcubi annui, si parla di un volume capace di soddisfare le esigenze idriche per un anno di 40 milioni di persone. I primi a pagarne le conseguenze sono il 10% delle famiglie che lamentano abituali irregolarità nell’erogazione idrica: circa 2,6 milioni di famiglie; ma il danno economico di 4 miliardi di euro lo paghiamo tutti, perché che si tratta di acqua potabile che ha già subito un costoso processo di depurazione. Questo è l’ultimo quadro Istat.

    Le città virtuose che contengono i danni delle perdite sono solo il 6,5%, mentre il 7,5% dei comuni italiani spreca oltre il 70%. In testa alla classifica c’è Frosinone dove la rete colabrodo butta via addirittura il 75% dell’acqua nel tragitto dall’impianto di erogazione ai condomini. Segue Potenza (68,8%) Cagliari (59,3%), Palermo (54,6%) e Bari (52,3%). Ma anche nei grandi centri urbani del Centro Nord non si scherza: Firenze (47,1%), Trieste (46,8%), Roma (44,1%) e Perugia (41,4%).

    Tutto questo gigantesco spreco è dovuto alle pessime condizioni delle tubature, specialmente nel tratto di rete finale, quello che porta il servizio ai consumatori. Sono gli acciacchi dell’età: fra il 60/70% della rete idrica ha più di 30 anni, il 25% supera i 50. Per questa ragione sempre più spesso qualche tubo si rompe, provocando improvvisi allagamenti e di conseguenza le strade cittadine vengono chiuse al traffico. Ma mettere mano agli acquedotti italiani costa tempo e denaro. Il professore Vito Felice Uricchio direttore dell’Istituto di ricerca sulle acque del Cnr (Irsa) è categorico: «Gli interventi di manutenzione strutturali devono essere eseguiti ogni anno, attraverso un sistema programmato, con rilevazioni continue e costanti. Se gli enti di gestione hanno difficoltà a intervenire perché devono fare utili, bisogna riscrivere le regole affinché garantiscano le manutenzioni, e quando il disservizio supera determinati livelli bisogna avere la forza di commissariarli. Non è concepibile avere una situazione del genere».

    E' ora di dire basta e cominciare a prendere dei provvedimenti!

    Firma la petizione per chiedere un intervento immediato a livello nazionale, per ridurre non solo l'enorme impatto sull'ambiente ma anche quello non indifferente sui nostri portafogli!

    Fonte: https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/acqua-potabile-rete-colabrodo-si-perdono-274mila-litri-minuto/886100ba-5841-11e8-9f2b-7afb418fb0c0-va.shtml

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