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  • Proposta di legge popolare antimafia

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    Creata da
    Luigi Orsino

  • petizione

    Premessa:

    Tenuto conto che la camorra e la mafia in genere basa, per la gran parte, il ricambio generalizzato sulla discendenza filiale di boss ed aggregati, comunque di appartenenti all’organizzazione o di collusi fiancheggiatori, tutti riportabili alla tipologia di reati indicati di tipo “associazione mafiosa”, interrompere questa catena costituirebbe un’ottima arma per limitare la crescita e, forse, interrompere una perversa catena di rinnovamento dei quadri.

    Considerato che esiste già una legge in base alla quale è possibile sottrarre i figli minori a quei genitori che hanno dato dimostrazione di mancare delle qualità, morali e materiali, per mantenere la patria podestà, si tratterebbe di far approvare una legge che allargasse, specificamente mirasse e perseguisse il lodevole obiettivo di sottrarre i minori all’influenza di un ambiente familiare fortemente inquinato dal germe della violenza e della sopraffazione.

    Proposta:

    Una legge che imponesse la perdita della patria potestà, in via provvisoria e poi in via definitiva quando la condanna sia passata in giudicato, di coloro che vengono accusati e rinviati a giudizio per reati di associazione mafiosa sarebbe un’arma di grande validità per interrompere il ricambio generazionale. Contemporaneamente minori a rischio sarebbero sottratti ad un ambiente familiare contaminato dal seme dell’illegalità, dove la violenza è fatto quotidiano. Ovviamente la patria potestà potrebbe passare al coniuge ma questi dovrebbe dimostrare la sua totale estraneità all’attività dell’altro coniuge, inoltre dovrebbe dare valide indicazione sul modo in cui il coniuge colpevole abbia potuto mascherare la sua attività in ambito familiare. Ovviamente tutto ciò è alquanto difficile da dimostrare e, in ogni caso, sarebbe il tribunale dei minori a decidere. Altri familiari che dovessero chiedere l’affidamento dovrebbero, oltre che essere incensurati, dimostrare la totale estraneità, anche solo conoscitiva, delle attività illegali dell’accusato. I familiari richiedenti l’affidamento dovrebbero anche accettare la rinuncia a parte della loro privacy lasciando che si effettuino su di loro controlli di vario tipo (compreso intercettazioni telefoniche). Insomma dovrebbero firmare una sorta di lettera d’intenti che li impegni alla massima trasparenza.

    Il minore che dovesse essere allontanato dall’ambiente familiare e affidato ai servizi sociali andrebbe tutelato in tutti i modi possibili con procedure simili a quelle dei testimoni di giustizia sottoposti al programma di protezione testimoni.

    Oltre a quanto già detto va tenuto in debito conto il deterrente costituito dalla possibilità, più che reale, di perdere definitivamente i propri figli. Ciò potrebbe indurre alcuni a ritirarsi dalle attività criminali ed altri a divenire collaboratori di giustizia (a cui sarebbe evitata la perdita della patria potestà).

    Da sottolineare che tale provvedimento legislativo non sarebbe punitivo per il colpevole di reati di tipo mafioso ma sarebbe volto unicamente a tutelare l’integrità e il futuro di minori il cui futuro sarebbe, altrimenti, segnato.

    Affinchè si possa presentare la proposta di legge popolare occorra che vengano raccolte molte adesioni (cinquantamila); per tale motivo invito tutti a propagare e far conoscere le finalità perseguite. Occorre l’impegno di tutti, attraverso una catena di amicizie, e poi le amicizie degli amici e così via, si dovrà diffondere a macchia d’olio il proposito di opporsi efficacemente alle organizzazioni criminali. A questa prima iniziativa ne seguiranno altre.

    Se non provvediamo noi, persone perbene amanti della legalità a prendere seri provvedimenti contro le mafie, temo che non lo farà nessuno. Certamente non i politici, i motivi? Sono sotto gli occhi di tutti. Se poi qualche politico volesse sposare la causa non ha che da aggregarsi.

    Per qualsiasi chiarimento sono a disposizione di tutti.

    Contatti mail: orsinoluigli@libero.it

    Un abbraccio

    Luigi Orsino

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