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  • POSITION PAPER DELLE COOPERATIVE MEDICHE

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    Noi sottoscrittori di questo documento siamo professionisti che nel corso degli anni di esercizio della Medicina di Famiglia abbiamo maturato anche una esperienza sia di tipo sindacale in seno alla FIMMG, sia di tipo manageriale nelle gestione delle cooperative mediche.

    l’azione del Sindacato debba svilupparsi in modo particolare intorno agli cui il loro medico rappresenta la “porta di ingresso”. Ne consegue che ogni azione che intacchi e/o alteri il rapporto fiduciario si traduce in perdita di fiducia anche nello SSN stesso.

    Il recepimento delle disposizioni disposizione della Legge Balduzzi può avvenire nel contesto di una categoria ancora attiva ed in grado di garantire un effettivo adeguamento organizzativo-strutturale ed impostare correttamente l’ormai imminente fase di ricambio generazionale.

    Un ACN che rinviasse i punti cardine dell’organizzazione territoriale all’ACN successivo rischia di trovare un quadro demografico professionale profondamente diverso, in gran parte alle soglie effettive del termine della carriera e quindi scarsamente spendibile.

    - Il nuovo ACN rappresenta un elemento cardine nelle storia della Medicina Generale.

    - Il profilo giuridico ed il conseguente rapporto di lavoro che caratterizzano la figura del MMG come soggetto professionalmente autonomo comportano la gestione diretta dei fattori di produzione necessari a garantire gli impegni convenzionali sia individuali che collettivi: l’attuazione della legge Balduzzi non può che rendere tale quadro ancora più stringente e necessario.

    Mentre da un canto deve essere consolidata la consapevolezza di una professione che si sviluppa in forme di aggregazione obbligatoria, al tempo stesso dall’altro deve essere chiaro che obiettivi di tipo professionale o di erogazione di servizi con i relativi riconoscimenti economici possono essere conseguiti appieno solo con l’apporto aggiuntivo di figure professionali non mediche, strumentazione diagnostica ed organizzazione: TUTTI sotto la diretta responsabilità del medico e/o della sua associazione di appartenenza.

    - Il Patto intergenerazionale.

    Una Medicina Generale efficace, diffusa, con compiti crescenti è la condizione per garantirne la sopravvivenza stessa e quindi l’opportunità per il ricambio generazionale.

    Non è accettabile, soprattutto per le prospettive di salute dei pazienti e per la sostenibilità del sistema, che nel territorio si duplichino forme organizzate alternative alla Medicina Generale.

    La rete territoriale della Medicina Generale, consolidata e diffusa su tutto il territorio, è l’unica, vista la sua contiguità con i bisogni dei cittadini, in grado di dare risposte sia a quelli “tradizionali/di base” sia a quelli emergenti insiti ad esempio nella presa in carico globale della persona affetta da malattie croniche o da fragilità sociale oppure nella gestione territoriale della prevenzione o dei processi di empowerment dei cittadini.

    Questo comporterà un progressivo spostamento di risorse verso il territorio che in buona parte dovrebbero finire nel “reddito lordo” dei MMG. Tramite di esso i MMG si potranno far carico di garantire individualmente e collettivamente i servizi necessari, sicuramente a costi più vantaggiosi (basti pensare che attualmente per l’attività svolta costiamo meno del 5% della spesa complessiva delle ASL a fronte della soddisfazione di una domanda quotidiana di dimensioni assai maggiore).

    Questa “massa salariale” è la condizione indispensabile per garantire l’effettiva presenza di servizi territoriali forniti dai medici in attività e contemporaneamente l’adeguato sostegno all’ ENPAM, per onorare i trattamenti pensionistici dei medici che l’attività l’hanno cessata.

    - Il livello associativo da valorizzare prioritariamente è quello dell’AFT, con le modalità indicate dalla legge Balduzzi.

    L’ AFT, essendo un’aggregazione monoprofessionale con finalità e rapporti interni ben definiti,ha in sé la possibilità di essere già attuata in modo diffuso e rapido.

    L’AFT può avvalersi immediatamente della rete di strutture ambulatoriali che i MMG hanno a disposizione e su questa potenziare le nuove offerte di servizio soprattutto per la gestione della cronicità. Sarà necessario personale di studio, infermieri professionali, reti informatiche, dotazioni strumentali, ecc. ed ovviamente un centro principale di riferimento per tutti i medici in essa aggregati. I progetti attuativi dell’AFT dovranno avvenire sulla base degli accordi sindacali quadro sottoscritti dal Sindacato (ACN, AIR ed Accordo Integrativo Aziendale). E’ su tale base che potranno essere definiti obiettivi, indicatori di processi e di esito. La condivisione e sottoscrizione comporta il riconoscimento dei fattori di produzione necessari da parte dell’ASL. L’attuazione deve essere riservata all’autonomia organizzativa e professionale della Medicina Generale.

    Con tale condizione diffusa e consolidata sarà possibile poi dare concreta attuazione alle UCCP previste dalla Legge Balduzzi.

    - Tra i fattori di produzione va riservata la massima attenzione alla innovazione tecnologica ed alla possibilità di portare (a costi competitivi) strumentazione diagnostica nella rete di presidi della medicina generale.

    Elemento indispensabile è la rete informatica che faccia circolare le informazioni, eliminando spostamenti inutili o complicati dei pazienti secondo una modalità resa possibile attraverso la rete (funzionale ed organizzativa oltre che informatica) della medicina generale, quale solido punto di riferimento.
    Le reti di comunicazione, adeguatamente protette per la privacy, devono consentire un effettivo scambio di informazioni cliniche tra gli operatori (MMG, specialisti, infermieri, fisioterapisti, personale di assistenza domiciliare ed in dotazione delle strutture residenziali) commisurato ai loro diritti di accesso. Devono pertanto consentire ad ogni operatore autorizzato diverso dal MMG sia la lettura delle informazioni prodotte dal curante sia l’ inserimento di quelle da lui prodotte durante il contatto con il paziente nonché il loro trasferimento nelle cartelle informatizzate utilizzate dai MMG.


    I sistemi informatici e le dotazioni diagnostiche dovranno permettere la riappropriazione delle Capacità Cliniche, attraverso lo sviluppo di supporti alla decisione professionale e al monitoraggio delle proprie attività anche per restituire al MMG la possibilità di agire efficacemente sullo stato di salute della popolazione a lui affidata.

    E’ auspicabile che non si ipotizzino megastrutture informatiche di futuribile dubbia attuazione, bensì si parta in modo rapido dalla rete esistente per interconnessioni possibili ed a basso costo.

    - L’AFT non ha personalità giuridica né capacità di impresa: ha un riconoscimento istituzionale e definisce un budget da ricevere in assegnazione (comprensivo di obiettivi, indicatori, risorse, incentivi). E’ indispensabile che sia supportata da una cooperativa di servizio, che garantisce sia la possibilità di attuazione di quanto concordato tramite la gestione dei fattori di produzione, sia l’ottimizzazione dei costi.

    In campo di ottimizzazione più AFT possono afferire ad una stessa cooperativa in un equilibrio tra partecipazione, dimensionale territoriale ed ulteriori economie di scala.

    In tale forma il riconoscimento economico dei fattori di produzione da parte dell’ASL è direttamente al MMG e con esso anche la corrispondente contribuzione della quota ENPAM.

    Sarà cura e competenza dei MMG della AFT fare i contratti con la loro cooperativa di servizio per avere a disposizione quanto necessario (sede, personale, dotazioni strumentali, ecc.) corrispondendo la relativa quota fatturata in regime di esenzione IVA.

    La riorganizzazione delle cure territoriali comporta anche la presenza di forme di assistenza diffuse che vanno oltre la rete dei presidi della medicina generale: ADI, RSA, Cure Intermedie, Ospedali di Comunità, Hospice, ecc. Ognuna di queste deve organizzata sotto la responsabilità clinica del MMG.
    Tramite l’AFT possono essere garantiti servizi di continuità. Tramite la cooperativa di servizio che supporta l’AFT possono essere previsti strumenti di integrazione con altre forme organizzate di soggetti indispensabili al funzionamento (infermieri, assistenza alla persona, logistica di ospitalità, fisioterapia, specialistica, ecc.).

    In una fase storica “delicata” per le importanti scelte da compiere sul piano contrattuale e su quello organizzativo, parteciperemo attivamente in ogni circostanza con lo spirito di dare un contributo di idee e di sostegno ad una azione sindacale indispensabile per la tanto declamata e mai completamente attuata ri-organizzazione la medicina generale.

    Riteniamo utile che il Sindacato possa trovare sostegno dall'esperienza quotidiana che i sottoscritti hanno maturato sul campo ed al tempo stesso riteniamo che questo documento rappresenti una concreta dimostrazione delle possibilità oggettive dell’autonomia di una Medicina Generale che gestisca in modo autonomo i “fattori di produzione” dei propri associati.

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