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  • Per la meritocrazia nei Conservatori di Musica

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    Riforma Graduatorie

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    Al Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, On. Stefania Giannini

    Onorevole Ministro,

    Le scriviamo a proposito della bozza per la formulazione delle nuove graduatorie nazionali per il sistema AFAM. Le esprimiamo la nostra ammirazione per la scelta di sottoporre questa bozza all'opinione pubblica e agli addetti ai lavori prima dell'approvazione, e cogliamo quindi questa opportunità per segnalarLe alcune nostre proposte per rendere le graduatorie più efficaci. Auspichiamo una selezione basata sul merito e sulla qualità, sulla base di quelli che a nostro avviso risultano essere gli elementi prioritari per la scelta dei Docenti con contratto a tempo determinato del sistema AFAM.

    Considerazioni generali: conta di più la quantità o il merito?
    Notiamo che, ancor più che nelle precedenti graduatorie ex legge 143, si dà qui molto peso al computo degli anni di servizio, sbarrando l'accesso a chi non avrebbe compiuto tre anni accademici di insegnamento nelle Istituzioni AFAM. Ora, a quanto si legge nella bozza, per raggiungere un anno di servizio bisognerebbe avere insegnato per 360 giorni, mentre sino a ieri un anno di servizio era sempre stato considerato di 180 giorni. Così facendo si escludono la maggior parte dei più importanti concertisti, compositori e musicologi italiani regolarmente attivi sulle scene internazionali. Si tratta di figure professionali tra le più richieste dalle Università straniere e dagli stessi studenti dei Conservatori.

    Di fronte ad una bozza che non istituisce criteri di valutazione dell’insegnamento svolto ma che, di fatto, si basa sull’esclusivo conteggio del numero dei giorni di lavoro, riteniamo doveroso affermare che tale scelta basata sulla quantità piuttosto che su principi di qualità e merito artistico risulta quantomeno limitante e apre al rischio potenziale dell’inefficacia dell’intervento didattico.

    Secondo quanto definito dalla bozza, non saranno più considerati i titoli artistici, ma solo quelli di servizio, di studio e i concorsi della Federazione di Ginevra (non è chiaro se solo il primo premio o anche altri premi). In merito a quest'ultimo punto (l'unico apparentemente posto a tutela della verifica della qualità artistica dei Docenti) segnaliamo il fatto che la Federazione di Ginevra non include tra i propri concorsi associati quelli di natura compositiva e di ricerca: tutti i più importanti premi e riconoscimenti che il mondo esprime in tale settore non sono riconducibili in alcun modo a tale Federazione. Ad ogni modo il paradosso trova espressione nel meccanismo di traduzione espresso nella bozza stessa: un anno di supplenza in un conservatorio conta 3.60 punti, più del primo premio al concorso Chopin di Varsavia. Se Maurizio Pollini (che quel concorso lo ha vinto) facesse domanda per entrare in questa graduatoria, sarebbe escluso non avendo tre anni di servizio. Nell’ipotesi in cui lo stesso raggiungesse i fatidici tre anni, si posizionerebbe comunque fra gli ultimi, in quanto qualsiasi altro candidato in possesso di più mesi di servizio (e magari mai premiato in alcun concorso internazionale) lo precederebbe.

    Nessun altro titolo artistico è qui preso in considerazione: non importa se un candidato abbia inciso per Deutsche Grammophon, abbia suonato con la Filarmonica della Scala o la London Philharmonic Orchestra, o sotto la direzione di Abbado, Muti o Chailly.

    Esperienze di studio e lavoro nel centro di ricerca più importante al mondo, quale è l'IRCAM di Parigi (fondato da Pierre Boulez), non vengono prese in alcuna considerazione, così come non è influente l’aver ricevuto commissioni per nuove opere fatte dalla Repubblica Francese o dalla Biennale di Venezia, l’aver pubblicato libri o saggi per le più importanti case editrici al mondo, l’aver insegnato ad Harvard o alla Juilliard School, o ancora l’essere stati in residenza presso Villa Medici a Roma o l’Akademie der Künste a Berlino. Le sembra, questo, un criterio condivisibile? In tutto il resto del mondo, e a maggior ragione nei Paesi civili, dove la musica è considerata come un elemento portante dell'identità e della formazione culturale, la scelta dei Docenti dei Conservatori e delle Accademie di Alto Perfezionamento non avviene mai contando gli anni di servizio, ma solo a seguito di un concorso in loco, in cui ogni candidato può farsi conoscere dai Docenti e dagli allievi e dar prova di essere persona equilibrata, motivata e in grado di inserirsi con efficacia e merito nel contesto didattico. Tale prassi si realizza anche per consentire a ciascun Conservatorio di garantire i più volte evocati criteri di qualità e di continuità didattica (atto vanificato nel momento in cui si attinge a graduatorie nazionali: il Direttore di turno non può rifiutare il Docente in entrata). Qualora tale bozza di graduatoria andasse in vigore, decine tra i migliori giovani Docenti dei Conservatori sarebbero improvvisamente esclusi dall’insegnamento dopo anni di servizio; dovendo così abbandonare le loro classi, le maggiori vittime sarebbero gli studenti stessi.

    Ambiguità di interpretazione

    Anche qualora il Ministero decidesse di portare avanti il principio del servizio a discapito del merito artistico e didattico, Le segnaliamo alcuni punti di dubbia interpretazione, che vanno comunque chiariti:

    cosa si intende per anno accademico composto da 360 giorni? Chi ha un contratto da novembre a giugno (come tanti Docenti degli Istituti Pareggiati), avendo svolto lo stesso numero di ore previsto dal normale contratto annuale di 360 giorni (ossia le 324 ore previsto dal CCNL) può considerare quel contratto valido per un anno accademico?

    Nella malaugurata ipotesi che gli anni accademici di 360 giorni vengano calcolati sul numero di giorni e non sul numero di ore effettive, possono essere calcolati anche sommando periodi parziali svolti in anni diversi? (ad esempio, chi ha insegnato per tre anni ogni anno prendendo servizio dal 29 novembre al 31 ottobre, ma ha anche svolto 80 giorni in un precedente anno accademico per un supplenza temporanea, può sommare quegli 80 giorni per raggiungere i tre anni accademici completi?)

    Nel computo dei concorsi internazionali non è chiaro cosa si intenda dire con “concorso vinto”. Si intende il primo premio, o anche il secondo premio con primo non assegnato, o anche uno dei primi tre premi, o l'aver raggiunto la finale?

    Come si pongono tali graduatorie nell’ottica più organica del nuovo D.P.R. sul reclutamento del corpo docente?

    Proposte migliorative
    La qualità di un Conservatorio dipende soprattutto dal livello del corpo docente. In Italia vi sono numerosi insegnanti (attualmente precari) di altissimo livello, che svolgono un'attività concertistica e didattica internazionale e che sono molto richiesti anche nei percorsi di perfezionamento post-diploma.

    I Docenti di area teorica, come compositori e musicologi, sono le figure professionali più prossime al concetto di Ricerca attualmente presenti nell’ordinamento AFAM, mentre le discipline interpretative sono le più vicine alla produzione artistica. Le prime alternano notoriamente periodi di insegnamento in più settori disciplinari appartenenti alla stessa area, relegarli d'ufficio ad una sola di queste graduatorie escludendo la possibilità di inserimento multiplo in tutti i settori disciplinari di competenza in cui hanno già maturato servizio, equivarrebbe a uccidere la parte più giovane e competente della ricerca musicale italiana: con tale normativa i migliori compositori e musicologi sarebbero esposti all’effettivo rischio di disoccupazione, conseguenza del tutto opposta alle originali finalità di tale provvedimento.

    Suggeriamo di dare la possibilità, a coloro che alla data del 12 novembre 2013 abbiano maturato anni d’insegnamento in differenti discipline, di poter essere inseriti in più graduatorie nazionali, senza che sia contemplato il criterio della “maggioranza del servizio prestato” esposto al comma 3 dell Art.4. Qualora tale accorgimento non venisse preso in considerazione, le Istituzioni sarebbero nuovamente chiamate a pubblicare un’innumerevole quantità di bandi da Graduatoria d’Istituto per colmare il vuoto didattico che verrebbe automaticamente a crearsi.

    Le graduatorie, se proprio devono essere nazionali e non più d’Istituto, dovrebbero essere impostate sul merito artistico più che sul servizio.

    La ridefinizione degli organici che scaturirebbe da tale procedura soffrirà il peccato originale dell’assenza o limitatezza delle valutazioni di merito. Lo sbarramento a 3 anni completi, a nostro parere, serve solo ad escludere molti dei migliori Docenti già in servizio come precari. È una scelta che si rivolterebbe contro i Conservatori e contro gli allievi. La invitiamo a contattare la Conferenza dei Direttori dei Conservatori, nella persona del presidente, M° Paolo Troncon, per ascoltare il loro punto di vista a tale proposito, e invitiamo lo Stesso ad esporre il parere formale di tale Assemblea sulla natura della bozza e soprattutto sulle procedure di reclutamento che intendono adottare una volta pubblicata la nuova graduatoria.

    Le proponiamo dunque:


    di ridurre lo sbarramento a un solo anno di servizio
    di declinare il concetto di anno di servizio in linea con i criteri già adottati dal Ministero (esposti nell’articolo 273 del decreto legislativo 16 Aprile 1994, n. 297: 0,60 per ogni mese o frazione superiore a 15 giorni fino a un massimo di 3,60).
    di inserire la valutazione dei titoli artistici.
    di contemplare la possibilità di essere inseriti in più graduatorie nazionali qualora si realizzi in più discipline il superamento della soglia qualitativa minima di accesso.

    La ringraziamo per la Sua preziosa considerazione e rimaniamo disponibili per fornirLe ulteriori chiarimenti sulle nostre osservazioni e proposte.



    Con i migliori saluti,

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