NON DIMENTICHI - Lettera a Benedetto XVI

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NON DIMENTICHI! Lettera a Papa Benedetto XVI Carissimo Saidna, siamo sacerdoti, religiose, religiosi e laici che amano la Terra santa. La comunione di fede e di fraterna amicizia che ci lega ai cristiani e alle comunit?ella terra del Santo, ci spinge a scriverLe questa lettera nel giorno in cui ha annunciato il Suo viaggio pastorale con il desiderio forte di ?pregare per l?unit? per la pace?. La visita del Santo Padre alle Chiese locali in ogni parte della terra ?empre evento di Grazia per confermare nella fede, accogliere nella carit? incoraggiare nella speranza i fedeli delle parrocchie e delle diocesi. Per questo vogliamo esprimerLe la nostra preoccupazione per il grado di prostrazione, umiliazione e oppressione che i cristiani, in quanto palestinesi, vivono da decenni soprattutto nei Territori occupati. Al Santo Padre che viene a confermare nella fede noi, ripetutamente pellegrini nelle comunit?ristiane di Terra santa, confermiamo che la fede di questi nostri fratelli ?uramente provata da indescrivibili sofferenze. Al Santo Padre che viene per accogliere nella carit?oi, che sperimentiamo la loro straordinaria ospitalit?attestiamo l?evangelica logica di nonviolenza che i palestinesi esercitano ogni giorno nei pi? seicento check-point che frantumano le loro esistenze personali e familiari. Al Santo Padre che viene a incoraggiare nella speranza noi, che tragicamente ne prendiamo atto ogni volta di pi?ipetiamo che i nostri cristiani la stanno perdendo giorno dopo giorno, logorati dalla disperazione di una vita senza dignit? senza orizzonti di pace. Santit?con questa lettera ci facciamo portatori della richiesta di tante sorelle e fratelli desiderosi di incontrarLa e di essere ascoltati perch?anche se fin dai tempi di Ges? vocazione dei cristiani ?tata quella del ?piccolo gregge?, la tragedia della loro crescente emigrazione a causa delle conseguenze dell?occupazione militare e del soffocamento economico, preoccupa non solo per la sua riduzione a meno del 2% della popolazione, ma anche perch?n occidente ?empre pi?corrente la falsa interpretazione di questa diminuzione a causa di una presunta ?persecuzione? da parte dei fratelli musulmani. Ma i nostri preti di Terra santa ci ribattono che non ?uesta la realt?ei fatti e, insieme ai loro fedeli, insistono con ancor pi?gore e apprensione: ?Non abbandonateci! Interessatevi di noi e della nostra vita strangolata dal sistema di permessi e restrizioni militari, espropriata, come la nostra terra natia, murata viva da quel muro illegale e immorale?. Noi ben conosciamo quanta ingiustizia deve sopportare il popolo palestinese, e in esso i cristiani, per la perversa opera distruttiva del sistema di occupazione militare che soffoca le esistenze e le aspirazioni basilari di sopravvivenza dignitosa nella loro terra, con l?ininterrotta colonizzazione, la distruzione delle case, l?abbattimento degli ulivi e la disgregazione della vita sociale ed economica delle comunit?rabe, cristiane e musulmane. Questa non ?a via per garantire sicurezza e portare pace. Lei ben conosce le conseguenze del muro di apartheid che ?tato costruito per pi? settecento chilometri, non sul confine della Linea Verde del 1967, ma in gran parte dentro i Territori Palestinesi per rubare terre, sorgenti d?acqua e risorse. Questo ?muro di distruzione? - come lo chiama il Patriarca emerito Sabbah - ?a negazione di ogni possibile conoscenza e fiducia reciproca tra israeliani e palestinesi. Per questo Giovanni Paolo II amplificava la condanna inequivocabile della Corte de L?Aja e dell?Assemblea generale dell?Onu con la sua magnifica, lapidaria e nel contempo amara considerazione: ?Non di muri ha bisogno la Terra santa, ma di ponti!?. Lei conosce il dolore di quei sacerdoti che faticano ad ottenere il visto dalle autorit?ilitari israeliane. Trattati alla stregua di terroristi, non possono lasciare le parrocchie per andare in Patriarcato a Gerusalemme o per pregare nei luoghi santi e, a volte per anni, non riescono a far visita ai loro genitori -talvolta neppure il giorno del loro funerale- pena il rischio che venga loro negato il rientro nel luogo del ministero. Santit?con la Sua parola, Lei potr?iutare anche tutti i pellegrini di ogni parte del mondo a ripensare le modalit?el pellegrinaggio: insieme alla preghiera nei luoghi santi ?ecessario mettere in programma l?incontro e l?ascolto delle ?pietre vive?, le comunit?he da due millenni qui custodiscono la presenza cristiana. Ci aiuti Santit? rispondere all?appello del Patriarca di Gerusalemme Mons. Twal: ?Vi siamo riconoscenti per gli aiuti concreti che non fate mancare alla Chiesa di Terra Santa ma non dimenticatevi che abbiamo bisogno di giustizia e di pace!?. Ci aiuti a compiere pellegrinaggi che aprano il cuore al dolore e alla paura che segnano la vita di questi popoli spalancando gli occhi sulle ingiustizie di cui milioni di esseri umani sono vittime quotidiane. Santit?iamo consapevoli che tanti, troppi villaggi desidereranno la Sua presenza; comprendiamo l?impossibilit?i visitare tutta la Terra santa, ma siamo anche certi che tanti cristiani non avranno il permesso delle autorit?ilitari israeliane per venire ad incontrarLa, cos?ome non possono mai recarsi a Betlemme o a Gerusalemme per pregare. Tutti loro attendono una parola di conforto di fronte a questa palese ingiustizia confidando nella Sua preghiera. Non li dimentichi! Non dimentichi Santit?i onorare la memoria delle migliaia di ulivi strappati alla terra e alle famiglie cristiane di Aboud e concentrati simbolicamente nell?ambone della chiesa parrocchiale: un tronco abbattuto dalle ruspe, da cui risuona ad ogni Eucarestia la Parola che rende veramente liberi. Non dimentichi Santit? nostri cristiani di Gaza. Siamo consapevoli di quanto sia difficile rispondere all?appello del parroco di andare a visitare la loro comunit?dopo il massacro che solo qualche settimane fa si ?bbattuto sulla Striscia, mostruoso come la pioggia infuocata di bombe e di morte che ha ucciso insieme a 1500 persone, tra cui pi? 400 bambini, le speranze di sopravvivenza di un popolo stremato da anni di embargo e prigionia. Non dimentichi Santit?he ogni venerd?al 1 marzo 2004 ci sono suore, preti e laici che pregano il rosario sotto il muro che divide Betlemme da Gerusalemme, invocando il dono della pace e della giustizia per permettere ai due popoli di riprendere a vivere insieme sulla stessa terra. Santit?Le chiediamo di far Sue le aspettative dei cristiani e di tutti gli uomini alla giustizia, alla dignit?mana, alla pace giusta dopo tanta oppressione. Dal pulpito di Betlemme le Sue parole chiare e coraggiose potranno aiutare Israele e l?Autorit?alestinese a riconoscere le reciproche responsabilit? Non ?i?esto il tempo di parlare di ?processo di pace?. Questa ??ora della pace. L?ora di restituire la libert?i prigionieri, la terra ai proprietari, la sicurezza a tutti. Betlemme, 8 marzo 2009 II Domenica di Quaresima, Domenica della Trasfigurazione del Signore LE FIRME DEI SACERDOTI, RELIGIOSE, RELIGIOSI E LAICI CHE CONDIVIDONO QUESTA LETTERA VERRANNO CONSEGNATE A PAPA BENEDETTO XVI IL 10 APRILE, VENERDI SANTO, TRADIZIONALE GIORNATA DI PREGHIERA E SOLIDARIETA? CON LA CHIESA DI TERRA SANTA. Primi firmatari sono i pellegrini che hanno partecipato, insieme ai cristiani di Betlemme, alla giornata di preghiera e sensibilizzazione Un Ponte per Betlemme 2009: don Nandino Capovilla, Venezia Rosanna Tommasi, Milano Chiara Pellicci, Lucca Annarita Cenacchi, Bologna Anne Marie Finco, Milano Ivana Castellani, Torino don Mario Cornioli, Montevarchi Giovanna Di Stefano, Ragusa Adriana Longoni, Bruxelles Emanuele Sgarra, Andria Antonino Ielo, Casaleccio Giovanni Minuto, Genova Rosaline Costa, Bangladesh Clara Bigazzi, Pisa Paolo Berloni, Pesaro Cristina Martino, Torino Gabriella Nardin, Milano Rita Zanutel, Venezia Giuseppe Scarabelli, Milano Maria Chiara Zambon, Venezia Giovanna Bruno, Andria Armando De Vuono, Firenze don Roberto Sarti, Pesaro Franco Dinelli, Pisa Silvia Pontillo, Firenze Daniela Rossato, Varese Carmela Schembari, Ragusa Elio Maria Pozzi, Concorezzo Francesca Cecchi, Roma Giovanni Sacchetti, Pescara padre Daniele Moschetti, Gerusalemme Angelo Vianello, Venezia don Giuseppe Andreozzi, Lucca Maria Pierina Peano, Cuneo Olinto Rossato, Varese Michelina Pia Guagliano, Montichiari Renzo Dutto, Cuneo Fabrizia Bigazzi, Pisa Betta Tusset, Venezia Chiara Ferrazzini, Milano don Walter Fiocchi, Alessandria Anna Maria Di Leo, Andria

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NON DIMENTICHI - Lettera a Benedetto XVI 18/03/2009 | firmiamo.it

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