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  • Malata terminale casa all’asta il prossimo 21 luglio

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    Marco Paccagnella

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    Malata terminale il prossimo 21 luglio si vedrà casa venduta all’asta. Federcontribuenti: ”le piccole banche locali sono le peggiori in termini di trasparenza ed onestà anche grazie ad una tracotanza di poteri forti che si creano nei piccoli centri”. La storia si svolge a Siena, ma è tempo che la comunità nazionale e il governo centrale subentrino a gamba tesa nella vicenda per evitare oggi e in futuro simili abusi”. La signora Sandra il prossimo 21 luglio si dice pronta a tutto, anche all’estremo gesto, pur di difendere la sua casa.

    Sandra il 21 settembre 2010 va al lavoro come sempre, poi il terribile e tragico incidente che la renderà gravemente invalida e ormai in fase terminale.

    Iniziano giorni di angoscia, la sua vita è in pericolo, la sua azienda abbandonata e infine la diagnosi terribile e negli anni le complicazioni che non le permetteranno mai più una vita normale. Sandra Pelosi a Federcontribuenti: “approfittando della mia malattia la banca mi ha imposto l’assunzione di impegni improponibili a condizioni capestro e ora mi vogliono pignorare l’unico bene che ho, la casa dei miei genitori”. Bisogna far presto, o per Sandra sarà la fine.

    Ben 3 commissioni mediche accertano la grave e permanente disabilità ma l’Assicurazionecon la quale pensava di proteggersi si rifiuta di pagarle il risarcimento e in 27 mesi nessun CTU nominato è riuscito o ha voluto confermare il gravissimo quadro clinico non consentendo il risarcimento con il quale potrebbe salvare la casa. ”I primi 3 hanno rimesso il mandato, il quarto non sapevano fosse andato in pensione e il quinto CTU nell’atto di accettazione trascriveva male il quesito compromettendo l’esito della causa. In 27 mesi nessun CTU ha saputo mettere nero su bianco quanto tutte le analisi invasive che ho subito, oltre al parere delle 3 commissioni mediche, raccontavano e cioè che sto morendo a causa delle complicazioni all’infortunio del settembre 2010”.

    La Banca

    La Cassa di Risparmio di Lucca, filiale di Siena, ”con la quale operavo a livello aziendale e personale, preoccupata che, a seguito del mio grave incidente vista la mia invalidità totale e permanente, si potesse aggravare la situazione di rientro nei loro confronti, mi ha proposto una ristrutturazione finanziaria. Un mutuo con liquidità dove hanno riunito in una unica operazione tutte le mie posizioni aziendali e personali e soprattutto son riusciti ad ipotecarmi l’unica casa che possedevo. Insomma, approfittando della mia vulnerabilità, nemmeno vedendomi malamente ridotta hanno avuto un moto di coscienza, mi hanno obbligato, pena la revoca delle concessioni a breve e lungo termine, a sottoscrivereimpegni improponibili visti i bilanci della mia azienda”. Come ha potuto la banca farsi autorizzare dalla Direzione Generale l’operazione? ”Oltre alla garanzia della fidejussione extra contrattuale mia, hanno inserito mia suocera ultranovantenne invalida come me al 100%, mia figlia nullatenente e previa domiciliazione delle pensioni compresa quella di mio marito’ servito solo per iscrivere ipoteca’.

    Federcontribuenti, ”la banca impegnava l’azienda con utili documentati di circa 20 mila euro con una rata annua pari a 40 mila euro, il doppio in pieno abuso del credito”.

    Ma come scatta la vendita all’asta?

    A causa di un grossolano ”errore” il notaio rogante il mutuo il 22 aprile 2013 promuoveva ”contro mio marito pignoramento dell’immobile di proprietà per mancato pagamento delle spese notarili quando io stessa, in virtù del mio grave stato di salute avevo, al momento stesso della stipula del contratto di mutuo, dato disposizione di effettuare il bonifico al direttore di filiale ma questi non ha provveduto”.

    Sandra ha in se la forza della giustizia che la motiva a non mollare a non arrendersi anche dopo numerosi interventi chirurgici, l’immobilità, la morfina e la chemioterapia e con soli 750 euro al mese erogati per l’assistenza sanitaria: ”all’Istituto di neurochirurgia di Verona mi hanno quantificato invalida al 98% e già con il 60% avrei avuto diritto al risarcimento”.

    Conclude la Federcontribuenti: ”occorre inserire nel nostro ordinamento giuridico e normativo la possibilità di fermare la macchina divoratrice delle banche e del fisco perchè il primo bene da salvaguardare è la vita di ogni individuo e la sua dignità. Se si sta morendo non si può venir aggrediti così malamente. Bisogna prevedere almeno di salvaguardare il diritto all’abitazione fin quando si è in vita, che a pignorare c’è sempre tempo, a patto la banca si sia comportata correttamente! Per Sandra stiamo mobilitando diversi parlamentari, vedremo chi e come avrà intenzione di fermare questo abuso”

  • Simone Pasello ha firmato la petizione 5 giorni fa
  • Luca Galli ha firmato la petizione 24 giorni fa
  • Christiane Makhlouf ha firmato la petizione 24 giorni fa

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