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  • MAI PIÙ UN MINORE SOTTRATTO AI GENITORI!

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    Raffaele Ferraresso

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    MAI PIÙ UN MINORE SOTTRATTO AI GENITORI!

    La cronaca di tutti i giorni evidenzia un problema di fondo del Tribunale dei Minorenni, così com'è concepito, nonchè dell'attività dei Servizi Sociali troppo spesso alla ribalta della cronaca per "sequestri di stato" con cui i minori vengono sottratti, senza reali motivazioni derivanti da reati, ai legittimi genitori. La normativa attuale prevede dei casi specifici per le segnalazioni obbligatorie all'autorità giudiziaria: 1) minorenne in situazione di abbandono ai fini dell’eventuale dichiarazione del suo stato di adottabilità (art. 9, comma 1, L. 4.05.1983, n.184, Diritto del minore ad una famiglia); 2) minorenne moralmente o materialmente abbandonato o allevato in locali insalubri o pericolosi oppure da persone, per negligenza, immoralità, ignoranza o altri motivi, incapaci di provvedere alla sua educazione (art. 403 C.C. Intervento della pubblica autorità a favore dei minori), e per tale ragione collocato, d'urgenza, in luogo sicuro dall'autorità amministrativa. In questi casi le segnalazioni consentono al TDM di verificare immediatamente la situazione e l'eventuale convalida del provvedimento amministrativo; 3) minori degli anni diciotto che esercitano la prostituzione (art.25 bis, comma 1, R.D.L. 20.07.1934, n. 1404/34, Istituzione e funzionamento TDM, introdotto dalla L. 3.08.1998, Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù); 4) minori anni diciotto stranieri, privi di assistenza in Italia, vittime dei reati di prostituzione e pornografia minorile o di tratta e commercio (art.25 bis, comma 2, R.D.L. n. 1404/34); 5) proroga di un affidamento familiare o un collocamento in comunità o in istituto, oltre il termine stabilito o anticiparne la cessazione (articolo 4, comma 5, legge n. 184/83). Non c'è alcun riferimento all'obbligo di intervento e segnalazione, da parte dei servizi sociali, dei casi in cui un genitore sia malato terminale, i genitori abbiano problemi economici, o via sia conflittualità genitoriale tra madre e padre o, per usare un termine della politica gender, tra genitore 1 e genitore 2.

    COSA CHIEDIAMO DI MODIFICARE?

    1) ABOLIZIONE VERA DEL TRIBUNALE DEI MINORI: è una struttura anacronistica, il tribunale ordinario civile viaggia ormai informatizzato da anni ed il tribunale dei minori ancora no. Aspetto ben più grave è la presenza di giudici non togati che possono prendere decisioni di vita e di morte su un minore senza che i genitori siano ammessi ad un reale contraddittorio, cosa che accade innanzi al giudice del tribunale civile in caso di separazioni tra coniugi sposati. Il c.d. bene supremo del minore, constatazione già evidenziata da illustri e noti giuristi, non viene attuato coinvolgendo la famiglia originaria si arriva sempre di più ad escluderla ed a collocare i minori in anguste comunità (salite alla ribalta della cronaca per gli abusi sui minori!) con un giro di affari incalcolabile. Molto spesso, inoltre, anche i magistrati presenti nel tribunali minorili non sono realmente specializzati sulle materie per le quali sono chiamati a decidere. Come intervenire? Proponiamo la creazione di una sezione specializzate sulla tutela dei diritti dei minori all'interno dei tribunale civile ordinario, con requisiti molto rigidi per i magistrati che dovrebbero avere un minimo di 5 anni di esperienza e specializzazione esclusiva su questa materia. In questo modo si parificherebbe anche giuridicamente il trattamento tra le famiglie di fatto (con convivenza more uxorio) e le famiglie "sposate". E' impensabile nel 2017 che se una coppia non è sposata ed ha minori contesi debba rivolgersi al tribunale dei minori con rischio di decisioni prese anche da giudici non togati, se è sposata può rivolgersi al tribunale ordinario con magistrati ordinari.

    2) REGOLAMENTAZIONE DEI CASI IN CUI POSSONO ESSERE EFFETTUATE LE SEGNALAZIONI DA PARTE DEI SERVIZI SOCIALI ALL'AUTORITÀ' GIUDIZIARIA: La cronaca giornaliera dimostra come l'attività dei Servizi Sociali, e del classico assistente sociale, sia improntata più al cercare dei problemi nelle coppie che non a risolverli sul nascere. Questa affermazione è dettata dall'esperienza sul campo di diverse associazioni che si occupano di tali problematiche. Non sono rari i casi di madri che si vedono "sequestrati" i figli e la cui unica colpa è l'aver denunciato un marito od un compagno violento. In tutti i casi in cui non vi siano reati e vi sia solo "un conflitto" trai i genitori, chiediamo che venga introdotto l'istituto (esistente in alcune regioni ma applicabile in tutta Italia) dell'Home visiting: in sostanza, l'assistente sociale, o l'educatore professionale, non tolgono il minore dalla famiglia con dei problemi di natura non legale (ovvero in casi di accertati, giudizialmente, abusi e violenze sui minori, casi in cui i figli è legittimo toglierli ma collocandoli, eventualmente, presso dei parenti come prevede la legge sull'affido condiviso) ma intervengono, alternandosi, in casa per risolvere dall'interno le problematiche esistenti. Questi interventi, logicamente, devono essere oggetto di un progetto ben specifico ma consentono una riduzione della spesa pubblica enorme, in quanto l'assistente sociale viene remunerato direttamente nella sua retribuzione mensile per gli interventi intrafamiliari, non c'è una retta (variabile da caso a caso dai 50 fino ai 300 euro a minore) da pagare per il minore sottratto ma si tratterebbe di un'attività istituzionale dei servizi sociali. Per tutti i casi in cui siano accertati reati da parte di entrambe i genitori è legittimo collocare i minori, preferibilmente, presso parenti dei genitori se proprio non è possibile presso delle comunità di accoglienza certificate. Nei casi in cui sia solo uno dei genitori l'abusante, l'altro deve avere l'affido esclusivo e le visite in spazio neutro devono da parte dell'abusante devono, obbligatoriamente, avvenire sempre con un operatore ed un'appartenente delle forze dell'ordine per evitare a reiterazione dei reati.

    Non sono necessarie modifiche rivoluzionarie, solo la volontà di seguire una strada diversa da quella attuale che sta portando molte famiglie alla disperazione. Non si può togliere i figli ad una madre solo perchè ha denunciato un padre abusante, non si può più tollerare che dei minori siano tolti ai genitori perché "poveri" (tu comune, in basae agli artt.154 e 155 del TULPS, provvedi al sostentamento economico senza lucrare con le comunità di accoglienza). non si tolgono i figli ad una madre o ad un padre solo perchè malati terminali, è immorale e non è previsto neanche dalla attuale normativa.

    Ufficio di Presidenza C.S.IN Onlus

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