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  • La Sinistra che vogliamo: quali politiche del lavoro

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    La competizione globale neoliberista si fonda sul concetto di mercificazione del lavoro ignorando la dignità del lavoratore, la sua posizione sociale, le relazioni familiari e comunitarie, il diritto alla sicurezza economica e sociale, la speranza nel futuro. Per ricostruire una rete di diritti sociali e del lavoro nei singoli paesi bisogna perciò prima di tutto partire dalla necessità di estendere a livello mondiale diritti e protezioni. L'economia italiana è caratterizzata da una crescita più bassa rispetto ad altri paesi dell'UE, dal peggioramento delle condizioni materiali di lavoratori e pensionati e dall'acuirsi delle disuguaglianze sociali. Mentre altri paesi europei come Francia e soprattutto Germania hanno puntato ad una competitività mondiale legata a produzioni di maggiore qualità, l'Italia resta ancorata a una specializzazione produttiva a bassa tecnologia che soffre di una crescente concorrenza dei paesi asiatici; per sostenere la competizione mondiale l'impresa italiana ha cercato allora di ridurre diritti e costi partendo da quello del lavoro; tutto ciò ha influito sui salari, fra i più bassi d'Europa, nello stesso tempo poco è stato fatto per frenare prezzi e tariffe spesso i più alti fra i paesi dell'UE. E' necessario ridefinire quindi un nuovo modello di sviluppo, attraverso una nuova politica economica e dei redditi che ridistribuisca la ricchezza a sostegno dei redditi da lavoro dipendente e da pensioni; occorre inoltre una sempre più avanzata qualificazione della produzione attraverso investimenti alla ricerca, all'innovazione e all'innalzamento dei livelli d'istruzione e formazione del nostro paese. Dobbiamo perciò puntare alla valorizzazione del lavoro come fattore d'innovazione, come elemento fondamentale della realizzazione delle persone e come strumento per l'eliminazione delle aree di esclusione sociale, soprattutto delle giovani generazioni il cui lavoro è sempre più precario. Non è più possibile che ci siano milioni di uomini e donne, senza diritti e senza tutele, perennemente ricattati da una condizione di precarietà che nega loro ogni futuro. L'azione della Sinistra verso il Lavoro dovrà quindi agire su più direttive: sul lato dei salari per omogeneizzarli a quelli dei lavoratori dell'UE, sul piano della sicurezza dell'ambiente del lavoro e sulla lotta alla precarietà che toglie la speranza ai giovani ma anche a tutti gli adulti che perdono il loro posto di lavoro. Per quanto riguarda i salari, l'aumento delle retribuzioni nette in questi anni è stato inferiore a quello inflazionistico, per effetto di un'iniqua politica fiscale e per la mancata restituzione del fiscal drag che ha prodotto una reale erosione delle retribuzioni, nonché per un'esigua ridistribuzione della ricchezza prodotta dall'aumentata produttività. A ciò vanno aggiunto il diffondersi con la legge 30 di numerose forme di lavoro precario e atipico, il sistematico ritardo nei rinnovi dei Ccnl, la mancata revisione del meccanismo di calcolo dell'inflazione riferita ai meccanismi Istat e quindi alla composizione e al peso delle voci del paniere. Bisogna quindi non solo agire sulla leva fiscale e ritornare alla restituzione del fiscal drag ma anche prevedere forme di rinnovo certo dei contratti di lavoro; occorre dare inoltre il massimo sostegno al rilancio della contrattazione articolata che verta, in termini di una più equa distribuzione del reddito, sui necessari incrementi salariali avendo come obiettivo quello di portarli, in tempi non biblici, in media con quelli degli altri grandi Paesi industrializzati della UE e che affronti con molta maggiore efficacia gli aspetti relativi all'ambiente, all'organizzazione e agli orari di lavoro. [b]Per la sicurezza del lavoro e la prevenzione degli incidenti sul lavoro[/b] è opportuno rafforzare i controlli contro il lavoro nero e l'applicazione delle norme di sicurezza. Molto deve essere ancora fatto per abolire il precariato e tutte le forme di lavoro atipiche. A tale scopo proponiamo: [ol] [li]la modificazione dell'art. 2094 del Codice Civile affinché ci siano solo 2 categorie di lavoratori: lavoratori economicamente dipendenti e lavoratori autonomi (cioè imprenditori veri, liberi professionisti, ecc.). [/li] [li]i lavoratori con contratti non a tempo indeterminato devono essere pagati di più ed avere maggiori versamenti previdenziali e assicurativi, rispetto ai lavoratori a tempo indeterminato (in modo da garantire i periodi di non lavoro). Dopo 18 mesi di contratti a termine in un quinquennio presso una stessa azienda, si ha diritto ad essere assunti a tempo indeterminato.[/li] [li]saranno i CCNL che stabiliranno la percentuale massima di lavoratori che possono essere assunti con contratti di lavoro a termine e le causali per ricorrervi.[/li] [li]il Governo deve assumersi l'onere e l'impegno di stabilizzare i troppi precari presenti nelle pubbliche amministrazioni, negli ospedali, nelle scuole, nelle università, nei centri di ricerca.[/li][/ol] [b]Ammortizzatori Sociali[/b] In caso di crisi aziendale, prima del licenziamento, dovranno essere previsti ammortizzatori sociali come la generalizzazione a tutte le imprese dei contratti di solidarietà con riduzione dell'orario settimanale ed integrazione salariale della retribuzione perduta, la Cassa Integrazione Guadagni riformata e l'indennità di mobilità estese a tutti i lavoratori (anche co.co.pro) di tutte le imprese, senza limiti dimensionali. In caso di disoccupazione deve essere prevista un'indennità di disoccupazione per tutti i lavoratori economicamente dipendenti licenziati ed il ricorso ad una formazione obbligatoria che li accompagni verso un'altra occupazione. Debbono essere istituiti un reddito minimo di inserimento per contrastare la povertà e l'esclusione sociale finanziato attraverso un Fondo Nazionale ed un sostegno finanziario per i giovani con obbligo formativo. [b]Estensione dei diritti sociali fondamentali:[/b] la tutela della maternità, delle malattie, degli infortuni, la previdenza, l' equo compenso, i diritti sindacali, il divieto di licenziamento senza giusta causa debbono essere estesi a tutti i lavoratori economicamente dipendenti. Soci-lavoratori Deve essere ripristinata la legge 142/01 che prevedeva diritti e doveri dei soci-lavoratori delle cooperative. Il socio-lavoratore deve avere tutti i diritti garantiti dalla legge ai lavoratori, diritti sindacali compresi (fra questi la possibilità di elezione della RSU assente ad oggi in molte cooperative). [b]Il lavoro nella Pubblica Amministrazione[/b] Dovrà essere valorizzato il lavoro nella Pubblica Amministrazione. La Pubblica Amministrazione può ricorrere al lavoro precario solo nei casi previsti dai CCLN. E' possibile per la P.A e per le società a capitale pubblico esternalizzare alcuni servizi ma nella gara di appalto dovrà essere specificato il CCNL da applicare ai lavoratori della ditta vincitrice, contratto che dovrà prevedere, in caso di figure già esistenti nella P.A, salari e diritti che non si discostino da quelli dei lavoratori pubblici. Si dovrà arrivare all'eliminazione degli appalti effettuati attraverso il metodo del massimo ribasso che sono la causa primaria dei bassi salari, della diminuzione dei diritti e spesso dell'insicurezza del lavoro. [b]I diritti tutelati costituzionalmente[/b] (diritto alla salute, all'istruzione) e i servizi relativi ai beni comuni come l'acqua non possono essere esternalizzati nella gestione né affidati a strutture terze. Nella Pubblica Amministrazione si potrà ricorrere alle consulenze esterne [b]solo[/b] in mancanza di personale interno privo delle competenze richieste. Per evitare qualsiasi sospetto di clientelismo e di nepotismo le società a capitale pubblico e le società a capitale misto [b]dovranno prevedere regole chiare[/b] e forme controllabili per l'assunzione dei lavoratori. Il contratto subordinato a tempo indeterminato dovrà essere la normale forma di lavoro e di assunzione; i contratti cosiddetti flessibili dovranno essere una mera eccezione; sarà affidata alla contrattazione articolata la definizione della percentuale massima di lavoratori che possono essere assunti con contratti di lavoro a termine e atipiche e le causali per ricorrervi. [b]Lavoro dei migranti[/b] Oggi più di tre milioni di cittadini stranieri risiedono regolarmente nel nostro paese e molte centinaia di migliaia sono irregolari. La loro presenza nel nostro paese è un fattore che arricchisce culturalmente, economicamente ed umanamente la nostra società. Occorre quindi il varo di una legge sull'immigrazione che preveda anche l'istituzione di un "Permesso di soggiorno per ricerca di occupazione", e miri a sconfiggere il traffico criminale delle persone e l'abuso del lavoro del migrante in nero, senza diritti e tutele. Deve essere ricercata la parità di trattamento dalla durata dei contratti individuali di lavoro, al salario, agli ammortizzatori sociali, alla salute e sicurezza. [b]Organizzazione del tempo - lavoro e del tempo libero[/b] Bisogna agire sugli orari di lavoro in modo da aumentare il tempo libero da dedicare alle relazioni tra soggetti e alle famiglie. Si debbono investire risorse sui servizi destinati al supporto del lavoro di cura, che ricade ancora oggi prevalentemente sulle donne.

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