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  • Insegnamento rianimazione cardiopolmonare a scuola

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    Creata da
    Federico Semeraro

  • petizione

    La scuola è il luogo in cui i ragazzi passano la maggior parte della loro giornata.

    Lontano dai genitori, in mezzo ai loro coetanei, agli insegnanti e al personale scolastico, apprendono ciò che sarà importante per la loro vita adulta e sociale.
    La scuola, oltre a dover essere un luogo sicuro dove un'emergenza viene affrontata con efficienza, è anche la sede per imparare il proprio possibile ruolo nel gestirla. Parlare di sicurezza a scuola non è importante solo per la rilevanza sociale a cui ogni cittadino ha diritto ma anche perché i germogli di solidarietà e convivenza civile mettono radici in questa fascia di età. La conoscenza degli elementi del primo soccorso e delle manovre salvavita anche in chi non fa una professione sanitaria possono aiutare a salvare una vita, eliminando paura e resistenza all'intervenire. Timori comprensibili che però hanno un costo insostenibile in termini di vite che si potrebbero salvare con interventi
    tempestivi. Gli studenti di oggi sono coloro che già domani potrebbero trovarsi a essere testimoni e protagonisti di un tentativo di salvare una vita.
    L’insegnamento delle tecniche di primo soccorso parallelamente all’insegnamento delle conoscenza sul corpo umano e le problematiche sanitarie correlate alla prevenzione e l’intervento in caso di pericolo sono bagaglio culturale che le prossime generazioni devono possedere. La cura del sé corporeo e fisiologico è una costituente fondamentale della cultura della solidarietà verso l'altro. La cultura della prevenzione, della sicurezza e
    del soccorso devono attraversare la complessità delle conoscenze culturali e i curricula formativi, in modo che anche poche ore di intervento specifico per la formazione al soccorso possano risultare efficaci per la formazione generale dei cittadini. Dedicare spazio e attenzione alla cultura del soccorso incide nel processo formativo dello studente anche dal punto di vista psicologico. Sviluppare la percezione del se e del proprio ruolo migliora sicurezza ed autostima. La consapevolezza di poter, agendo, incidere positivamente nella esistenza altrui, genera attitudini empatiche come altruismo e
    generosità. La proposta che avanziamo quindi non è solo una proposta tecnica, pure indispensabile, ma un contributo concreto a porre la cultura della sicurezza, propria e altrui, al cuore della formazione civica di tutti, sfuggendo alla precettistica retorica e verbosa. Proponiamo un percorso di sviluppo della cultura della solidarietà, certamente non esaustivo, ma concreto e realisticamente gestibile. Si propone uno schema di comportamento, che pur appartenendo all'ambito dell'accidentale, possa rientrare, vincendo ansie, paure e pregiudizi, nei comportamenti umani razionali e auspicabili.

    Questo ambito di formazione transdisciplinare, pedagogica, medica, civica, ha bisogna di interazioni professionali assai creative, di competenze multiple, ma tutte riconducibili all'unità di un progetto di educazione alla responsabilità e rispetto del sé e dell'altro. Senza farsi travolgere dal tecnicismo, né dal mercantilismo degli utensili per la salute, né dalle mode culturali o dal senso comune mediatico, il punto centrale di questa proposta è una didattica basata sulle linee guida dell’OMS Organizzazione Mondiale della Sanità: Kids Save Lives.

    La trama educativa per la solidarietà è fatta di tante fasi formative, varie e articolate, perciò avanziamo proposte modulate per livelli scolastici e età. Siamo consapevoli di muoverci tra il rischio dell'adultismo, considerando i piccoli alla stregua degli adulti, ed il pensare ai piccoli e ai giovani come soggetti incapaci di apprendere processi di responsabilità e interesse concreto alla sicurezza e al soccorso.

    Proposta Scuola Italian Resuscitation Council: http://www.ircouncil.it/news/news_253

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