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  • Il 4 dicembre, ci vuole un SI per l’ambiente

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    Il corretto rapporto di una società evoluta con l’ambiente ha bisogno di cultura, di informazione, di comportamenti responsabili di cittadini e imprese. Ha bisogno anche dell’intervento delle istituzioni e di una pubblica amministrazione funzionante per indicare obiettivi, definire e aggiornare regole, controllare che siano rispettate e investire in misure di promozione per conseguire livelli sempre più adeguati di tutela.

    Il referendum costituzionale del 4 dicembre propone in tutta la sua interezza la questione delle istituzioni responsabili della tutela dell’ambiente e del loro funzionamento su tutto il territorio nazionale secondo regole omogenee. Per l’Italia, la buona qualità ambientale dei territori e delle politiche è una priorità di interesse nazionale che esige di superare gli approcci ideologici e le iniziative demagogiche di un malinteso ambientalismo di maniera. Chi punta sulla debolezza delle istituzioni e sul blocco del loro funzionamento, in realtà, contribuisce a relegare l’ambiente fra le questioni marginali, allontana la soluzione dei problemi e li aggrava.

    Le modifiche della Costituzione approvate dal Parlamento e sottoposte a referendum popolare rafforzano la governabilità, definiscono un più chiaro riparto delle competenze tra Stato e Regioni e possono migliorare la capacità del Paese di prendere decisioni e dare risposte alle molte questioni ambientali ancora aperte sul nostro territorio. Pensiamo, ad esempio, al problema insoluto del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, a quello della gestione dei rifiuti urbani e speciali, alle carenze nella gestione del ciclo delle acque in diverse regioni, al dissesto idrogeologico e alle misure di prevenzione dei disastri naturali che testimoniano, purtroppo, dell’arretratezza di molte amministrazioni pubbliche e dell’inutilità di denunce e indignazioni se non sono accompagnate da proposte, capacità e responsabilità. Istituzioni instabili, deboli e condizionabili non sono utili alla tutela dell’ambiente. Sono, anzi, la condizione per nuovi disastri.

    Pensiamo che l’intervento pubblico per la soluzione dei problemi ambientali debba essere fondato sulle conoscenze tecnico scientifiche, sulla corretta informazione del pubblico e sull’assunzione delle responsabilità in nome dell’interesse generale. Questo approccio e questa visione possono essere sintetizzati nello slogan “Ecologia è Buongoverno”.

    Chi ha a cuore la natura, chi vuole un salto di qualità nella tutela dello straordinario patrimonio culturale e ambientale del nostro paese, chi punta all’efficacia e all’efficienza delle istituzioni e delle politiche pubbliche, chi non si rassegna al tanto peggio tanto meglio, il 4 dicembre va a votare e vota SI.

    Tommaso Franci, Direzione nazionale Amici della Terra Italia, Rosa Filippini, Direzione nazionale Amici della Terra Italia, Sergio Gatteschi, Presidente Amici della Terra Toscana. Edo Ronchi Presidente della fondazione per lo sviluppo sostenibile, Monica Tommasi Presidente Amici della Terra Italia, Alfredo De Girolamo Presidente Cispel Toscana. Giuseppe D’Ercole Dipartimento Ambiente,CISL, Gianluca Bordiga, Giampaolo Cherici, Egidio Raimondi Architetto, Alessandro Crudeli Architetto, Silvano Ferrone, Silvano Vignini, Leonardo Dolfi Consigliere Quartiere 3 Firenze, Giampaolo e Maria Rosa Matteuzzi, Paolo Bertani, Pietro Novelli Architetto, Annamaria Telino Architetto, Andrea Sbandati Cispel, Renato Santini CISL Toscana, Giovanni Ronchi CISL Firenze Prato, Giovanni Fusco Fistel CISL Firenze, Matteo Meloni Guida Ambientale, Pietro Rubellini Geologo, Andra Biagi Impiegato pubblico, Luca Bertini Libero Professionista, Alessandra Zecchi Impiegata, Adriano Piazzesi, Serenella Boito, Salvatore Calacoci

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