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  • I DIMENTICATI DI LESBO

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    Filo spinato, ripari di fortuna e fango, questa è Moria: un campo sovraffollato di 5000 persone private di diritti legali e umani.

    Lo hanno chiamato “l’accordo della vergogna”, quello dell'UE che prevede il respingimento di migranti e rifugiati in Turchia e l'obbligo per le persone arrivate a Lesbo di fare domanda d’asilo sull’isola. Il risultato? Migliaia di persone in fuga dalla guerra e dalle violenze costrette a rimanere bloccati mesi o anni prima di ricevere una risposta.

    Vogliamo raccontarti la situazione umanitaria drammatica che c’è qui attraverso le parole dei nostri operatori umanitari e delle persone costrette a vivere da mesi nel campo, in alcuni casi anni.

    Sembra una prigione a cielo aperto: più di 5000 persone intrappolate in un campo di fango e acqua che potrebbe ospitarne solo 3000. Uomini, donne e bambini costretti a vivere in condizioni drammatiche.

    Qui gestiamo una clinica per fornire cure mediche e psicologiche, ma anche per fargli sapere che ci siamo per ascoltarli, scambiare emozioni e stargli vicino.

    Per aiutarli li seguiamo anche due, tre volte alla settimana nella nostra clinica, monitorando l’andamento della terapia e cercando di ridargli fiducia. Fino a quando queste persone rimarranno bloccate qui noi continueremo a fornire assistenza medica e psicologica con il cuore.

    L’emergenza più scioccante riguarda la salute mentale di uomini, donne e anche bambini. In molti hanno subito episodi di violenza e tortura prima di arrivare a Lesbo e ora soffrono di depressione, incubi, ansia acuta, allucinazioni. “Una persona che seguo da alcuni mesi mi ha colpito particolarmente perché sentiva l’odore del sangue e vedeva il fratello decapitato seduto accanto a me che gli parlava” – ci racconta Alessandro, psichiatria MSF.

    “Mentre la mia visita si conclude qui a Lesbo, continuo a pensare che il lavoro che fanno gli operatori di MSF qui è straordinario. Con il cuore, forniscono un’assistenza medica e psicologica fondamentale, nonché una presenza umana e un po’ di sollievo in mezzo alla disperazione” – ci racconta François Dumont, Direttore della Comunicazione e Advocacy, MSF

    Proviamo a riportare un po' di umanità in Europa. Insieme possiamo fare tanto per ridare speranza in mezzo alla disperazione. Aiutaci anche tu.

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