FORINO DICE NO ALLA STAZIONE ELETTRICA 380/150 KV

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FORINO DICE NO ALLA STAZIONE ELETTRICA 380/150 KV

MOTIVAZIONI:

·ASPETTI IDROGEOLOGICI - Il territorio Comunale è vulnerabile soprattutto sotto l’aspetto idrogeologico e ormai da anni si susseguono allagamenti nella zona (Frazione Celzi) nelle prossimità dell’area individuata per la nuova stazione elettrica. Tale situazione di pericolo è dovuta soprattutto alla caratteristica idrografica di “BACINO ENDOREICO “.

·FENOMENI DI SPROFONDAMENTI (SINKHOLES) - L’area individuata per l’insediamento della nuova stazione elettrica di Forino è a maggior suscettibilità da sinkhole come si evince dal piano d’indagini dell’Università Degli Studi Di Napoli Federico II Dipartimento Di Ingegneria Geotecnica Sezione Geologia

·AREA DI INSTABILITA’ - RISCHIO FRANE- Larea è individuata nella perimetrazione AdB SARNO in zona – Rischio Frane - Zona P3 (Pericolosità elevata) e in piccola parte Zona P2 (Pericolosità media). Il mutamento della destinazione d’uso dell’area individuata per la costruzione della nuova stazione elettrica sicuramente comporterà un aumento del rischio, inteso come incremento di uno o più fattori che concorrono a determinarlo nella formulazione prevista dalla normativa vigente. In quella zona infatti, già accadono allagamenti sulla strada Provinciale dei due Principati e dei terreni confinanti, dovuti a un’eccessiva portata idrica proveniente dalla strada di accesso all’area PIP, che sarebbe la medesima da utilizzare per il raggiungimento dell’area di circa quattro ettari soggetta a esproprio per l’intervento della nuova stazione elettrica;

·AMPLIAMENTO AREA PIP – L’area di circa quattro ettari localizzata per la costruzione della stazione elettrica, rientra nelle previsioni urbanistiche relative all’AMPLIAMENTO dell’attuale PIANO PER GLI INSEDIAMENTI PRODUTTIVI. Tale previsione politica - amministrativa, era già in discussione dall’anno 2010 dopo che erano pervenute al Comune richieste di assegnazione suoli in area PIP e costatata l’esistenza nel centro urbano di attività artigianali che necessitano di essere delocalizzate. L’intervento urbanistico è ancora in corso di valutazione tenuto conto della criticità dell’area suscettibile a fenomeni di sprofondamenti (SINKHOLES) e del rischio potenziale dovuto alla trasformazione d’uso del terreno, attualmente a destinazione agricola. Tale mutamento di destinazione d’uso potrebbe aggravare in maniera irreversibile le zone circostanti soggette già a diffusi allagamenti comportando ulteriori pericoli sulla strada Provinciale dei due Principati interessata soggetta a traffico intenso. L’area localizzata per la costruzione della stazione elettrica, è posta al lato SUD dell’attuale Piano PIP ed è l’unica possibilità per un ampliamento perché in quanto gli altri tre lati confina con strade . ( EST strada di accesso al Piano - Ovest Strada interpoderale con abitato sparso- Nord Strada provinciale dei due Principati). La localizzazione dell’area proposta dalla società TERNA impedirebbe all’Amministrazione Comunale qualsiasi necessario ampliamento dell’attuale Piano PIP comportando in tal modo un danno economico e una corretta pianificazione urbanistica del territorio comunale.

·PERICOLOSITÀ - E’ ormai scientificamente provato che gli elettrodotti con distribuzione tra i 10.000 e i 380.000 volt emettono radiazioni di grande potenza a 50 Hz. nel raggio di 50/100 m. Il legislatore ha già fatto una prima scelta intervenendo con la legge quadro n. 36 del 22 febbraio 2001, e l’ha fatto cercando di tutelare le persone dalle esposizioni ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici. In tal senso è da segnalare il decreto del Presidente del Consiglio dell’8.7.2003 “Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione dell’ambiente della popolazione dall’esposizione ai campi elettrici e magnetici alla frequenza di rete (50 Hz) generati dagli elettrodotti”.L’inquinamento elettromagnetico da elettrodotti è un problema che coinvolge il rispetto e il coordinamento di valori tutelati nella nostra Costituzione. L’articolo 32 al I comma enuncia che “la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. Il diritto all’ambiente salubre è, quindi, una forma del diritto alla salute; è il diritto dell’individuo a vivere in un habitat sano a cui corrisponde il dovere di rispettarlo per conservarlo e di migliorarlo per raggiungere una maggiore qualità della vita. La salute è uno stato di equilibrio anche psichico e la preoccupazione può spingere i cittadini a vivere nel terrore di contrarre qualche malattia. L’ambiente nel quale questa comunità vive e opera non può costituire una minaccia, ma deve essere il più possibile idoneo a permettere un’esistenza salutare, che nel caso in questione è sottoposto a ulteriori agenti inquinanti dovuti a:

·le nuove linee di elettrodotti ad alta tensione interessano terreni coltivati, dove la presenza giornaliera delle persone addette alla coltivazione supera abbondantemente le ore di esposizione (max 4 ore) con una presenza molto diffusa trattandosi di un paese a vocazione agricola;

·l’area interessata da Elettrodotti e dalla cabina di trasformazione non appare sufficientemente distante dalle zone urbanizzate e abitate, tenuto conto che nelle immediate vicinanze esistono aziende già insediate e case rurali con nuclei abitati in ordine sparso. Dagli elaborati di progetto, non è chiaramente dimostrata che per la determinazione delle fasce di rispetto si è fatto riferimento all’obiettivo di qualità di cui al DPCM 8.7.2003 “Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione dell’ambiente della popolazione dall’esposizione ai campi elettrici e magnetici alla frequenza di rete (50 Hz) generati dagli elettrodotti”. La suddetta normativa all’art.6 “Parametri per la determinazione delle fasce di rispetto per gli elettrodotti “ prescrive che si dovrà fare riferimento all’obiettivo di qualità di cui all’art.4 e alla portata in corrente in esercizio normale dell’elettrodotto, come definita dalla norma CEI 11-60 che deve essere dichiarata dal proprietario/gestore al Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio. Inoltre la metodologia di calcolo definita dal DM 29 maggio 2008 (G.U. 5 Luglio 2008 n.156) “Metodologia di calcolo per la determinazione delle fasce di rispetto degli elettrodotti” ha lo scopo di fornire la procedura da adottarsi per la determinazione delle fasce di rispetto pertinenti alle linee elettriche aeree e interrate e delle cabine esistenti in progetto. Pertanto, sulla base di quanto previsto dal quadro normativo, la progettazione deve tener presente gli ambienti abitativi e luoghi adibiti a permanenze non inferiore a quattro ore giornaliere che si trovano in prossimità di linee elettriche, sottostazioni e cabine di trasformazione tenendo presente il rispetto dell’obiettivo di qualità definito da DPCM 8/7/2003 ovvero che nelle fasce di rispetto calcolate secondo il DM 29.05.2008, non deve essere prevista alcuna destinazione d’uso che comporti una permanenza prolungata oltre le quattro ore giornaliere.

·Tale normativa ai fini del calcolo della fascia di rispetto pone una diversificazione di metodologie, e che nel caso in questione, trattandosi di “caso complesso”, dovuto a derivazioni di linee e cambi di direzione, occorre un’analisi approfondita con metodologia accurata Livello 2 per il calcolo esatto della fascia di rispetto lungo la nuova linea al fine di consentire una corretta valutazione. Tale calcolo va esteso alla cabina di trasformazione, non calcolata, in quanto nella terminologia “elettrodotto” viene compreso l’insieme delle linee elettriche e delle cabine di trasformazione con un errore di approssimazione non superiore ad 1 m.;

·nella metodologia di valutazione dei valori di campo elettrico e magnetico non sono stati considerati i valori di campo emessi da altre sorgenti già presenti nella zona. Il progetto inoltre si è limitato alla valutazione e misurazione dei campi elettromagnetici all’interno della stazione elettrica senza tener conto dei valori relativi alle fasce di rispetto della stazione elettrica nonché dei nuovi tratti di elettrodotti.

·dalla documentazione in esame non si evince una compatibilità dell’opera con il Piano di Zonizzazione Acustica Comunale, né risulta una progettazione di analisi “acustica” relativamente all’immissione di rumore dell’intera stazione ed in momenti di massimo esercizio della stessa, atteso che il rumore è un inquinamento ambientale non trascurabile e soggetto a limiti da verificare come fissati per legge.

·IL PRINCIPIO PRECAUZIONALE - Com’è noto, vi è molta incertezza, a livello scientifico sugli effetti degli elettrodotti. E’ necessario perciò che la valutazione dell’impatto che un sistema di distribuzione e di trasporto di energia comporta, sia ispirato da criteri estremamente cautelativi a tutela della salute dei cittadini. Con tale metodo, sono preferibili soluzioni radicali. Infatti, in linea con questo principio la disposizione legislativa promuove la ricerca scientifica. E in tema di ricerca scientifica è importante segnalare che l’art. 4 della citata legge quadro alla l. b) prevede che lo Stato promuovi la ricerca e l’attività di sperimentazione tecnica–scientifica e un programma pluriennale di ricerca epidemiologica e di cancerogenesi sperimentale al fine di approfondire i rischi connessi all’esposizione ai campi elettromagnetici ad alta e bassa frequenza.

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