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  • FIRMA ONLINE PER IL REATO DI APOLOGIA DEL COMUNISMO

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    SALVATORE COPPOLA

  • petizione

    Per quanto dettato dall'art.50 della Costituzione della Repubblica Italiana, si ricorre allo strumento della petizione popolare per rivolgere alla Camera, esponendo comuni necessità, la richiesta di formare un provvedimento legislativo per l'istituzione del "Reato di apologia del comunismo, dell'anarchia e dei loro simboli ed il discioglimento delle organizzazioni o movimenti che li richiamano" quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalita' antidemocratiche proprie del comunismo e dei movimenti anarchici, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle liberta' garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni svolgendo propaganda d'ispirazione comunista e/o anarchica, ovvero rivolge attivita' alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del comunismo e dell'anarchia e/o compie manifestazioni esteriori di carattere comunista e/o anarchico così come previsto in Polonia ( il 25 settembre 2009, il Parlamento polacco ha approvato un emendamento al Codice Penale che vieta la produzione, distribuzione, vendita, o possesso, in stampa o in registrazione, di tutto ciò che possa rappresentare simboli comunisti o un qualsiasi altro tipo di simbolo totalitarista, anche tramite Internet. Le pene arrivano fino a 2 anni di reclusione); Repubblica Ceca (dal 1º gennaio 2010, il codice penale della Repubblica Ceca, così come in Slovacchia, prevede la pena detentiva da 6 mesi e 3 anni per chiunque neghi, metta in dubbio, approvi o giustifichi i crimini dei regimi comunisti e nazionalsocialisti);Slovacchia (in Slovacchia esisteva già la L. 125/1996 "Sull'immoralità e l'illegittimità del sistema comunista"; dal 1º settembre 2011 nel codice penale slovacco sono state introdotte disposizioni in base alle quali è passibile di pena detentiva da 6 mesi e 3 anni per chiunque neghi, metta in dubbio, approvi o giustifichi i crimini dei regimi comunisti e nazionalsocialisti); Ungheria (dal 24 luglio 2010, commette reato chiunque neghi, metta in dubbio o minimizzi in pubblico i crimini commessi contro la popolazione dal regime socialista e comunista; dal 1º gennaio 2013 è vietato l'uso pubblico di denominazioni legate ai regimi autoritari del XX secolo ricomprendenti il regime fascista guidato da Ferenc Szallasi (1944-1945) e il periodo socialista (1948-1990). In particolare, è fatto divieto di utilizzare “il nome delle persone che hanno giocato un ruolo di primo piano nella fondazione, sviluppo o mantenimento di regimi politici autoritari del XX secolo, o parole ed espressioni o nomi di organizzazioni che possono essere direttamente collegate ai regimi politici autoritari del XX secolo”); Georgia (nell'aprile 2014 il governo ha approvato la messa al bando dei simboli comunisti);Ucraina: (nell'aprile 2015 il par­la­mento ucraino ha appro­vato a larga mag­gio­ranza (254 a favore su 307 pre­senti) il pro­getto di legge del governo che mette sullo stesso piano comu­ni­smo e nazi­smo vie­tando i loro sim­boli, la loro pro­pa­ganda e la nega­zione del loro carat­tere «cri­mi­nale». Le pene previste arrivano fino a 5 anni di reclusione); sono state fatte, inoltre, proposte per rendere i partiti comunisti fuorilegge in Moldavia.

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    In alcuni paesi europei ex appartenenti al blocco sovietico (di cui 9 sono attualmente membri dell'Unione Europea) è stata vietata per legge la costituzione di partiti comunisti:

    Estonia; Lettonia; Lituania: commette reato chiunque neghi o approvi i crimini commessi dall'Unione Sovietica e dalla Germania Nazista. Bulgaria: nella legge bulgara (approvata con 126 voti a favore e 5 contrari) si evidenzia il "carattere criminale dell'ideologia comunista giunta al potere con l'aiuto di una forza straniera, le truppe sovietiche, in violazione della Costituzione” rilevando come il socialismo reale, al potere dal 1944 al 1989,“ha condotto il paese ad una catastrofe nazionale”. Romania.

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