Fermare i finanziamenti dello Stato sull'aborto

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Marco Sazio e diretta a Scopri di più

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  • Reika Aoki ha firmato la petizione 15 giorni fa

Fermare i finanziamenti dello Stato sull'aborto

La famiglia è la genesi della società. Questa è una verità oggettiva che non contrasta le sfumature morali che nascono dai codici etici di matrice atea o di matrice cattolica.A dare grande importanza alla famiglia era infatti Nostro Signore Gesù Cristo per i credenti, oppure Confucio e Hegel per i non-credenti. Quest'ultimo affermava che la famiglia è il germe stesso della società, la quale si completa universalmente nella concretezza dello Stato. Il bambino è il nucleo della società civile, e questa non rimane in piedi se non rispettando i ruoli oggettivamente giusti dell'uomo e della donna. A differenza di come diceva qualcuno, ovvero che “l’uomo fa la legge e la donna i costumi”, oggi invece assistiamo all’uomo che, comportandosi da donna, fa i costumi ed alla donna che, comportandosi da uomo, fa le leggi. La vanità "principesca" del superuomo e del dandy ed il femminismo ne sono i rispettivi esempi. Il relativismo porta l’uomo a negare la verità per la convenienza della comodità. Dunque la vana giustizia, che è solo l'assenza della voce dei deboli, in questo caso dei bambini non-nati che non possono parlare, oppure la mancata protezione di coloro che possono difendere tutto questo, sostituisce la giustizia che noi cattolici chiamiamo spirituale e che gli atei chiamano civile, ma oggettivamente coincidono. Il soggetto però, per non rinunciare alla prima forma di giustizia, scredita anche il suo fratello più piccolo pur di godere e dare compiacimento al proprio io. E così, per lo stesso motivo, le donne, pur di rinunciare a qualcosa che le teneva davvero libere, ossia l'accudimento dei frutti del loro grembo, hanno chiesto agli uomini dei presunti diritti. E siamo allora arrivati al momento in cui, con il fine di sancire questi presunti diritti, il figlio non è più sicuro nemmeno nel grembo di sua madre. Inoltre la donna, cercando esasperatamente una carriera fine a se stessa e valida solo a livello estetico, abbandona il bambino all'educazione scolastica, il cui indottrinamento è evidente nell'educazione affettiva e sessuale nelle scuole (la cosiddetta educazione gender). Visto che oggigiorno parlare di Gesù in pubblico può risultare scandaloso poiché molti ne rimangono scandalizzati, pensiamo allora in questo modo più "laico": se è vero che lo Stato, in questo caso quello italiano, nasce dal nucleo famigliare, come è possibile che oggi tanti uomini attacchino lo Stato ed i politici e accolgano invece le sue scelte riguardo la famiglia, se lo Stato non è nient'altro che l'evoluzione in caratteri gradualmente più universali della famiglia? Vale a dire che, se qualcuno di voi critica le opere dello Stato, non può ignorare questa petizione, che desidera il cambio di rotta della famiglia, dunque anche dello Stato. Ma la donna, ormai ingannata dalla moda e dalle tradizioni oggi avanzate dagli uomini, ha caricato l’equilibrio della famiglia di un nuovo peso. L’uomo a sua volta, a cui vanno gran parte delle colpe, ha accettato questo cambiamento perché anch’egli è passato dalla sua condizione principale, fatta di virilità, ad avere le stesse voglie e gli stessi desideri, e non si esagera, di una donna di facili costumi. Ed ecco l’inversione: la donna richiede i diritti e scrive le leggi, mentre l’uomo, il dandy, fa i costumi. E le fondamenta dell’ordine famigliare vengono meno. Il resto è storia. E numeri.

In Italia si praticano mediamente 1,7 aborti ogni settimana. Anna Pompili, ginecologa della Laiga, ha comunque affermato: "Non è vero che pratichiamo 1,7 Ivg, perché ne facciamo almeno 10 alla settimana". Dal 1978 al 2014 si sono contati ben 5.642.070 aborti nella penisola e, se gli ebrei morti rovinosamente nei lager sono stati sei milioni, oggi possiamo parlare di una nuova guerra mondiale (sono riportati solo i dati italiani la cui popolazione di 60 milioni, confrontata con i 7,4 miliardi della popolazione mondiale, rende bene l'idea della quale rifiutiamo anche di trasformare in ulteriore numero) e di un nuovo genocidio, ma peggiore, perché è sostenuto dalla maggior parte della classe economico-politica globale e va avanti senza che nessuno si opponga, in completo silenzio. Da una parte M.L.King diceva: "Le nostre vite cominciano a finire il giorno in cui stiamo zitti di fronte alle cose che contano". Dall'altra Charles de Gaulle lo sosteneva: "Il silenzio è l’ultima arma del potere". Ed infine, per concludere con i numeri, anche per chi purtroppo ne fa solo una questione di soldi, ogni aborto ha un costo che oscilla fra i 1.479 e i 1.814 euro.

Questa petizione riguarda allora l'annullamento di una risoluzione sulla “salute riproduttiva", mediante la quale l’Italia si impegna a finanziare aborto, contraccezione e sterilizzazione. Chi per un problema di denaro, chi per un problema morale, tutti dovrebbero essere interessati a questo argomento. Specialmente perché, se abbiamo la possibilità di scegliere di osservare tutto ciò che accade contro i neonati oppure di ignorare, lo dobbiamo comunque alla nostra nascita, che nessuno ha mai contrastato o negato. A tal proposito si può leggere questo articolo.

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Fermare i finanziamenti dello Stato sull'aborto 04/08/2016 | firmiamo.it

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