FAMIGLIA CRISTIANA FUORI DALLA CHIESE

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FAMIGLIA CRISTIANA FUORI DALLA CHIESE

Dissento profondamente dalla piega politica che Famiglia Cristiana ha preso negli ultimi tempi. L'accanimento critico verso il governo, esternato in molte pubblicazioni palesemente astiose e volgari, ritengo vada oltre il compito istituzionale per il quale questa pubblicazione è stata fondata. Ho avuto un fitto scambio epistolare con il vicedirettore dove lamentavo questa uscita dal binario, ma ho raccolto solo la minaccia di una denuncia. Dopo lo scandalo scoppiato sulle abitudini sessuali di alcuni rappresentanti della Chiesa, mi aspettavo da Famiglia Cristiana un po' più di umiltà e un po' meno superbia e ipocrisia. Ma così non è stato. Dal caso Boffo in poi, Famiglia Cristiana ha intrapreso una campagna denigratoria accanita più di quella di Repubblica. Ciò che maggiormente da fastidio negli articoli pubblicati è la mostruosa ipocrisia palesata nelle critiche che potrebbero essere giuste se moderate e che invece rivelano solo un astio che non ha ragione di essere. Ecco perché di seguito riporto alcuni stralci di articoli pubblicati da Famiglia Cristiana come esempio per dare fondamento alla presente petizione. «A tutto c'è un limite. Quel limite di decenza è stato superato. Qualcuno ne tragga le debite conclusioni» così scrive don Sciortino, il direttore di Famiglia Cristiana, sulla vicenda Berlusconi/D’Addario che conclude: «Il problema dell'esempio personale è inscindibile per chiunque accetta una carica pubblica...». Sani principi che dovrebbero valere anche per le cariche della Chiesa che dobbiamo considerare pubbliche. O forse la Chiesa è una impresa privata? Tempo fa Famiglia Cristiana scrisse. «Ai cristiani non deve interessare la sua vita privata, ma solo il bene che ha fatto ...». Non era per Berlusconi, ma per un cardinale morto di infarto durante la «visita» ad una prostituta. La cosa in sé non scandalizza. Rientra nelle debolezze umane. Però qui la parola «ipocrisia» è proprio a proposito. E perché FC non denuncia i comportamenti dei vari Franco Barbero, Vitaliano Della Sala, Andrea Gallo, Alex Zanotelli, preti che arringano le folle come capipopolo staliniani e che nessuno ha il coraggio di far rientrare nei ranghi a svolgere la missione per cui sono stati ordinati? Questi signori sono stati definiti preti "comunisti", preti che il vangelo chiamerebbe "lupi", preti vittime delle "allucinazioni" del "sinistrume" e "prostituiti alle ideologie". Ma di tutto ciò sulle pagine di FC non mi risulta ci sia traccia. Vero che Paolo VI parlava del ruolo politico della Chiesa, ma non si riferisce a questo tipo di «politica». Si sa che la Chiesa in passato si è occupata di potere temporale in modo non del tutto ortodosso ma ora è giusto che si occupi più delle anime che dei corpi. Non credo comunque che sia far politica informare sulle frequentazioni sessuali di un uomo politico. Un altro articolo che Don Sciortino ha creduto opportuno pubblicare è una critica feroce contro il Governo italiano: (l’Italia) ha un disperato bisogno di uomini nuovi, di indiscusso prestigio personale e morale." "C'è una concezione padronale dello Stato che ha ridotto politici e ministri in servitori e un garantismo sui potenti che sa di impunità.» E evidente che don Sciortino non possiede il dono dell’autocritica. Infatti i suoi concetti si potrebbero applicare pari pari alla Chiesa Cattolica che ha proprio "bisogno di uomini nuovi, di indiscusso prestigio personale e morale" per sostituire quelli che il prestigio lo hanno perso. Per la concezione padronale, poi, direi che il sistema ecclesiastico segue la stessa falsariga di quello laico: una ristretta cerchia di "eletti" nomina il Capo Supremo che a sua volta nomina i Ministri mentre i Servitori (di Dio) si piegano alla volontà "superiore". Non parliamo poi di impunità, visto che stanno uscendo allo scoperto atti illeciti commessi 30 anni fa mai perseguiti e condannati. L'unica differenza, che don Sciortino non nota, è che il Governo italiano in carica dura al massimo 5 anni e poi torna a chiedere il consenso dei suoi cittadini, mentre nella Chiesa il «padrone», i suoi ministri ed i servitori durano a vita, senza mai aver chiesto il consenso a nessuno. Ecco perché non approvo questa critica del tutto gratuita. Neanche le recenti esternazioni di don Don Giorgio de Capitani da Lecco sui parà morti a Kabul, dal pulpito della sua chiesa ha avuto grande risalto su FC e questo vergognoso episodio, che ha fatto abbandonare la chieda a molti fedeli, è stato lasciato passare nell’indifferenza e nel silenzio imbarazzato dell’autorità ecclesiastica. FC dovrebbe scagliarsi decisamente contro questi preti che usano il luogo sacro delle chiese loro assegnate non per diffondere la parola di Dio, ma per trasformarle in piazze da comizio politico dove esternare tutto il loro furore contro ciò che non approvano della società civile. Il modo sguaiato e volgare di parlare dal pulpito di alcuni preti lascia sconcertati molti di coloro che si recano in chiesa per ascoltare la parola di Dio e non quella di un esagitato. In compenso questo tipo di propaganda attira coloro che normalmente sono usi manifestare nelle piazze in modo violento e ritrovano in chiesa chi avalla le loro incivili rivendicazioni. Questi «preti progressisti» stanno trasformando le loro chiese da riparo per gli agnelli in tane per i lupi. Ed ora l’ultimo capitolo: di che cosa si sta occupando al momento FC? Logicamente delle «variazioni pecorecce sul “bunga bunga”. Che tristezza. Mi aspettavo da Parte di Famiglia Cristiana una battaglia per conservare i valori della Chiesa, evitando di spargere zizzania tra i fedeli, che hanno diverse opinioni politiche, ma unificandoli in un unico pensiero superiore. Mi aspettavo la testimonianza sul ruolo che la Chiesa svolge nella società civile occidentale in questo momento che necessita di una sua granitica posizione, spoglia da interessi materiali, come baluardo alla sempre più aggressiva presenza sul nostro territorio di una religione per niente conciliante che vuole sradicare i nostri principi cristiani. Ed invece ci ritroviamo con un giornale politicizzato che in ultima analisi non fa che inquinare la serenità e lo spirito di tolleranza e di pace che ancora si può ritrovare nella nostre parrocchie. Questo scandaloso e subdolo modo di informare i credenti è totalmente negativo e degno di una rivista scandalistica di infimo livello, che sfrutta ogni pretesto, vero o presunto per vendere. Per tutti motivi sopra esposti considero Famiglia Cristiana indegna di essere distribuita ai fedeli e ritengo che debba essere esclusa dalle nostre chiese. Se ritenete valide le mie motivazioni, vi invito a firmare questa petizione.

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FAMIGLIA CRISTIANA FUORI DALLA CHIESE 31/10/2010 | firmiamo.it

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