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  • Daniza uccisa: boicottiamo la Provincia di Trento.

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    Lorenzo Maria Scultetus

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    Andar per funghi: chiunque da oggi potrà tranquillamente farlo! Finalmente ce l’abbiamo fatta, scampato pericolo, la sicurezza nazionale è certamente garantita! Il mostro è stato abbattuto, grazie all’intervento del comune senso della giustizia contemporanea e della pacifica, immorale e ipocrita accondiscendenza, che giustifica con ogni futile pretesto gesti assassini etologicamente incomprensibili e che incita “No alla violenza gratuita della bestia verso l’uomo”, "Sì all’ingiustizia verso la natura e a tutto ciò che ne fa parte": specialmente se è grande, imponente, selvatico, affamato e introdotto proprio in quel territorio dal suo stesso carnefice

    Morte all’orso! Viva la libertà di andare a cercare funghi!

    Questo sarà lo slogan da oggi in poi, per tutti coloro che si inoltrano in foreste fitte e buie; ancestrali terreni di caccia di specie che vivevano milioni di anni prima dell’avvento del civilissimo Homo Erectus. Sicuri che saranno tutelati nella loro affannosa ricerca del ambito Boletus Edulis, poiché più alcun pericolo, zanna o artiglio metterà in discussione la loro incolumità. Protetti dalle Istituzioni libertine che promuovono slogan ammiccanti con pascoli verdissimi, mele succose e monti incontaminati e che intanto si armano di fucili e trappole per evitare la prossima “vittima della specie pericolosa”. Una sola resta la nostra certezza: se andiamo avanti di questo passo solo il silenzio della morte ci accompagnerà durante le naturalistiche escursioni bucoliche, visto il continuo mancato rispetto verso la gran parte delle forme aliene all’uomo che, ogni anno, per sport, negligenza o “sicurezza collettiva” spariscono dal territorio del Bel Paese.

    Citando una importante testata giornalistica: “oramai l’orsa era diventata particolarmente aggressiva e si era avvicinata sempre più alle abitazioni e agli ovili degli allevatori della zona, arrivando ad uccidere due pecore; pertanto è stato necessario agire, con ogni mezzo possibile, alla cattura (uccisione) dell’animale”.

    Dunque legittimati? Certamente e con il plauso del Ministero dell’Ambiente che, nonostante la richiesta delle innumerevoli associazioni animaliste ha fatto orecchie da mercante e solo adesso si muove per cercare le dovute motivazioni.

    Ma il buon senso ci impone adesso, anche se post mortem, a rivedere i nostri gradi di giudizio e di pregiudizio verso taluni naturali comportamenti.

    Rendersi prima di tutto consapevoli che esiste una natura che deve nutrirsi, prima che sopraggiunga l’inverno; capire che esiste una prole da sfamare e che una madre, anche se con grandi orecchie pelose e artigli di quindici centimetri, deve proteggere e nutrire i propri cuccioli. Sì, proprio quella tenera,commovente prole, che tanto ci intenerisce pateticamente solo nei documentari, ma che ci terrorizza quando questa prova a farci visita da vicino per magiare.

    Dunque è proprio verso quelle Istituzioni che hanno favorito l’abbattimento dell’orso Daniza, che è rivolta questa petizione, atta a mirare, proprio dove gli interessi pecuniari generalizzati convergono, sempre e comunque.

    Pertanto: si invitano le persone che in queste ore si sentono defraudate del diritto di ritenere assolutamente inaccettabile la morte dell’orso, (sebbene sia ritenuta “accidentale e inaspettata”), a causa di una certa dose di tranquillante e che ritengono pericolosa e fuorviante una certa disinformazione, atta a mirare alla formazione di una psicosi collettiva verso l’ “orso cattivo”: a BOICOTTARE i luoghi turistici di tutto il comprensorio della Provincia Autonoma di Trento, fino a che, responsabilmente, non si inizi ad intraprendere una vera politica di conservazione del territorio e di tutte le specie che vi fanno parte, nessuna esclusa, attuando con ogni mezzo sistemi conservativi e non distruttivi, anche degli esemplari che possono minare alla sicurezza della popolazione.

    Rispettiamo la natura in tutte le sue forme.

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