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  • Carlo non deve morire: l'AIFA gli conceda le medicine!

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    A. B.

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    Ti assumeresti la responsabilità di lasciar morire una persona? Perché Carlo rischia di morire se l’AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco non gli concede l’unico farmaco che potrebbe salvargli la vita, e come lui rischiano di morire in 8.000!

    Carlo è un sopravvissuto, un uomo che ha tenuto la vita stretta tra i denti fin dal primo vagito quando già era affetto da Emofilia, una rara malattia del sangue che ogni giorno della sua vita gli ha impedito di correre, di praticare sport e perfino di inginocchiarsi.

    La speranza di guarigione, arrivata quando aveva 13 anni con il ricorso alle trasfusioni, si è trasformata nel suo peggiore incubo: l’avidità umana e la rincorsa al profitto di alcune case farmaceutiche che all'epoca non controllavano i donatori gli hanno infatti regalato prima l’Hiv e poi l’epatite C e l’epatite B.

    Questa terribile co-infezione, dono non gradito della nostra mala sanità, gli impedisce di affrontare gli interventi e trattamenti “tradizionali” condannandolo a morte se non si interverrà per tempo. Tuttavia, l’anno scorso arriva una nuova luce in fondo al tunnel: vengono scoperti dei farmaci che potrebbero curarlo senza effetti collaterali, ma l’AIFA glieli ha negati perché non rientra nei parametri stabiliti. La decisione dell’ente è riassunta così: “Prima ti aggravi, poi ti do il farmaco, perché al momento non ci sono i soldi per tutti”.I nuovi farmaci - a causa dell’alto prezzo che l’AIFA ha negoziato con l’azienda produttrice - vengono concessi solamente alle persone che si trovano in punto di morte, avendo già il fegato in cirrosi.

    Ma se Carlo arrivasse a quello stadio della malattia, per lui sarebbe troppo tardi per assumerli. Come Carlo, rischiano la vita almeno altre 8.000 persone secondo le più autorevoli fonti scientifiche italiane. Tutto ciò avviene in contaddizione con quanto contenuto nelle indicazioni europee sul trattamento dell’infezione da Epatite C, dove a chiare lettere viene affermata la necessità di trattare le persone con HIV e Epatite C immediatamente.

    La LILA – Lega Italiana per la lotta contro l’Aids ha inviato l’appello di Carlo alla Ministra della Salute Beatrice Lorenzin (per leggere la versione intera cliccate qui: http://www.lila.it/images/doc/tr/20150408-LetteraHCV.pdf) perché intervenga sull’AIFA affinchè lui e le altre persone con co-infezione in pericolo di vita siano trattate urgentemente con i nuovi farmaci anti Epatite C. La Lila ricorda che oggi sono 8000 le persone con co-infezione da Epatite C e Hiv da trattare con urgenza. Se questo non avverrà, 400 di loro moriranno nei prossimi 5 anni.

    Ora tutti abbiamo il dovere di essere al fianco di Carlo e delle altre persone con co-infezione come lui, perché domani al loro posto ci potremmo essere noi o i nostri cari, perché la vita di ogni uomo e donna è un diritto, non certo una scelta dell’agenzia o del politico di turno. La posizione di AIFA contravviene alle indicazioni internazionali e risulta essere solo una nuova discriminazione nei confronti delle persone con HIV, e in questo caso Epatite C.

    Firma questa petizione e chiedi che L’AIFA NON DECIDA CHI VIVE E CHI MUORE. L’AIFA DEVE CONSENTIRE A CARLO E AGLI ALTRI CO-INFETTI E CO-INFETTE IN PERICOLO DI VITA DI CURARSI, SUBITO!

    Fonti:

    http://www.agenzia.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/484540/Epatite-C-l-appello-di-Carlo-Rischio-di-morirne-ma-non-ho-diritto-alla-cura

    http://www.agenzia.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/476653/In-India-costa-un-dollaro-il-farmaco-che-in-Italia-ne-vale-mille

    http://www.lila.it/it/notizie/658-icar-coinfetti.html

  • Chiara Cenni ha firmato la petizione 26 giorni fa
  • Giorgio Pedaletti ha firmato la petizione 27 giorni fa
  • Daniela Lombardo ha firmato la petizione 29 giorni fa

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