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  • La petizione "Salviamo Taranto"
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?La questione ambientale a Taranto, nella sua complessità e nella sua eclatante drammaticità, continua ad essere nota, ma a non trovare soluzione alcuna; una città paradossalmente alla periferia del siderurgico, costantemente nelle ultime posizioni delle classifiche che rilevano la ?qualità della vita? e la ?qualità ambientale?. Le emissioni di diossina rilevate dall'Arpa Puglia lo scorso giugno nell?Ilva di Taranto sono mediamente di 11,1 nanogrammi a metro cubo, valore che supera abbonda...
?La questione ambientale a Taranto, nella sua complessità e nella sua eclatante drammaticità, continua ad essere nota, ma a non trovare soluzione alcuna; una città paradossalmente alla periferia del siderurgico, costantemente nelle ultime posizioni delle classifiche che rilevano la ?qualità della vita? e la ?qualità ambientale?. Le emissioni di diossina rilevate dall'Arpa Puglia lo scorso giugno nell?Ilva di Taranto sono mediamente di 11,1 nanogrammi a metro cubo, valore che supera abbondantemente il limite di 0,4 nanogrammi a metro cubo previsto dalla normativa europea. Dati estremamente preoccupanti quelli che emergono dal monitoraggio dell'Arpa Puglia sulle diossine rilevate nell'Ilva di Taranto, che ci dicono che l'Ilva ha superato di 27 volte il limite europeo sulla diossina e che in qualunque altra nazione europea l'impianto sarebbe già stato fermato per tutelare la salute dei lavoratori e dei cittadini. Sono convinto che i limiti attualmente in vigore vadano subito aboliti, che la questione diossina vada affrontata in maniera organica e sistematica partendo dalla previsione di nuovi limiti di immissione per arrivare alla adozione di tecnologie che tutelino sia l'occupazione, che la salute. Risulta che per gli abitanti del rione Tamburi, direttamente esposti alle sostanze tossiche, si sta progressivamente verificando un abbassamento dell?età in cui si è colpiti da neoplasie polmonari. Crediamo sia arrivato il momento di richiamare le istituzioni alla loro responsabilità, chiedendo interventi e soluzioni. Le istituzioni (Regione Puglia, Provincia di Taranto e Comune) devono incominciare ad interagire in materia di tutela ambientale. Devono affrontare e risolvere il problema del necessario e costante monitoraggio dell?inquinamento al quartiere Tamburi, ormai sempre più periferia dell?Ilva e dell?intera città capoluogo. Devono dirci quali iniziative intendono adottare per stabilire l?incidenza sulla popolazione delle patologie cancerogene provocate da diossina, al fine di determinare interventi adeguati. Al momento si registrano solo cattive notizie per i cittadini tarantini, con la battuta d?arresto del piano di risanamento del rione Tamburi, inserito nell?atto di intesa istituzionale sulla vertenza Ilva; 50 milioni circa ?cancellati? dalla Giunta Vendola e che sarebbero serviti alla riqualificazione della zona adiacente al siderurgico, alla costruzione di nuove abitazioni, alla realizzazione di aree destinate a verde e di strutture di servizio. Un?opportunità sfumata per l?inconcludenza del Governo regionale, disattento e impacciato; l?epilogo peggiore di una vicenda che avrebbe dovuto restituire, almeno in parte, dignità a Taranto e al rione Tamburi e che invece perpetra un?intollerabile discriminazione nei confronti dei cittadini tarantini e dell?intera area jonica, abbandonati all?incuria e defraudati di ogni possibilità di sviluppo e di tutela del territorio?.
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  • basta! BASTA! BASTA!
    17 Novembre alle 20:34 utente cancellato
  • Finalmente il carattere dei tarantini concentrato per il raggiungimento di uno scopo unico!!
    16 Novembre alle 14:25 Antonio Costa
  • Aiutateci a fare qualcosa il più presto possibile,i tumori e i linfomi non aspettano,ci sono tanti bambini che si sono ammalati,hanno il diritto di poter respirare nella loro adorata città
    12 Novembre alle 8:37 Alessandra Campo
  • Altri 10 commenti Contrai commenti

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