Questa petizione ha come scopo di raccogliere le firme di tutti quei crotonesi indignati per come vengono gestite le cose in questa città.
Ultimo avvenimento eclatante che mi ha spinto a creare questa petizione online è la questione dei rifiuti Tossici che invece di essere smaltiti in modo regolare lo hanno addirittura usato per costruire scuole, strade, edifici pubblici e quant'altro.
Raccogliendo le firme sarà possibile capire quanta gente è disposta a scendere in piazza a Salvare CROTON...
Questa petizione ha come scopo di raccogliere le firme di tutti quei crotonesi indignati per come vengono gestite le cose in questa città.
Ultimo avvenimento eclatante che mi ha spinto a creare questa petizione online è la questione dei rifiuti Tossici che invece di essere smaltiti in modo regolare lo hanno addirittura usato per costruire scuole, strade, edifici pubblici e quant'altro.
Raccogliendo le firme sarà possibile capire quanta gente è disposta a scendere in piazza a Salvare CROTONE!
CROTONE (25 settembre) - Scorie industriali altamente tossiche per 350mila tonnellate "riciclate" come materiale da costruzione: è il quadro da disastro ambientale, che emerge dall'operazione "Black Mountains" condotta dalla polizia nella zona di Crotone. Arsenico, zinco, piombo, indio, germanio e mercurio: un intero campionario di veleni che è stato sequestrato in 18 aree dislocate tra i Comuni di Crotone, Isola Capo Rizzuto e Cutro. Sette persone sono state iscritte nel registro degli indagati: il legale rappresentante pro-tempore della Pertusola Sud; quelli di tre imprese edili, due di Crotone e una di Parma, e tre funzionari dell'ex presidio multizonale di prevenzione dell'ex Azienda sanitaria di Catanzaro.
I sigilli sono stati apposti a tre istituti scolastici: due a Crotone (la scuola media San Francesco e una scuola media superiore) e un'altra elementare a Cutro. Il materiale nocivo proverrebbe dallo stabilimento PertusolaSud, del Gruppo Eni, che ha interrotto la produzione di zinco alla fine degli anni Novanta, e sarebbe stato utilizzato (miscelato con polveri provenienti dall'Ilva di Taranto) da imprese di costruzioni per la realizzazione di strade, strutture commerciali, abitazioni e complessi edilizi, banchine del porto. Sostanze ad alto potenziale cancerogeno che avrebbero dovuto essere stoccate in discariche controllate e che, invece, sono diventate materiale da costruzione per strade, centri commerciali, abitazioni. Quantità enormi di rifiuti pericolosi in grado di inquinare anche le falde acquifere. Una situazione resa più difficile dall'impossibilità di monitorare il rischio anche per la mancanza di un registro tumori.
«I traffici illeciti dei rifiuti - dice il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliani Dezza - e le attività criminali che devastano il Paese, minacciando la salute delle persone, vanno combattuti con ogni mezzo». La vicenda ha suscitato scalpore negli ambienti politici. Di «eccezionale gravità» ha parlato il ministro dell'Interno del governo ombra del Pd, Marco Minniti. La Provincia di Crotone ha annunciato che si costituirà parte civile contro l'Eni.
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