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PREMESSO CHE
Cascina Ronco è l’ultima cascina attiva di San Donato: le sue strutture costituiscono il centro aziendale del Podere Ronco con i suoi 85 ettari di terreno. La Cascina è abitata dalla famiglia di conduttori che da oltre 70 anni e da 3 generazioni coltivano i terreni del Podere ch...
PREMESSO CHE
Cascina Ronco è l’ultima cascina attiva di San Donato: le sue strutture costituiscono il centro aziendale del Podere Ronco con i suoi 85 ettari di terreno. La Cascina è abitata dalla famiglia di conduttori che da oltre 70 anni e da 3 generazioni coltivano i terreni del Podere che fanno parte del Parco Agricolo Sud Milano (PASM). La struttura cascinale invece fu tenuta inspiegabilmente fuori dal Parco (l’unica cascina di S, Donato a subire questa esclusione nonostante fosse attiva).
Cascina Ronco è una struttura di grande valore storico, culturale e architettonico: il nucleo più antico risale al 1500, mentre il complesso Ronco – solenne ed armonioso - risale al 1700. La struttura tipica della cascina lombarda è resa particolare dalla signorile casa padronale con imponenti colonne di granito; oltre agli affreschi vi è un mulino per il riso che risale al 1500. La Soprintendenza ai Beni Architettonici ha posto due vincoli e recentemente Italia Nostra Milano Sud Est ha rinvenuto altri importanti elementi architettonici che l’hanno portata a chiedere un nuovo sopralluogo della Soprintendenza.
Cascina Ronco ha un forte legame col territorio: la comunità ha nei suoi confronti sentimenti di appartenenza ed affetto. Negli anni passati la cascina ha aperto le porte ad iniziative che hanno costituito un ponte di comunicazione e conoscenza tra la cultura contadina e nuove generazioni, divenendo un importante punto di riferimento di carattere sociale, culturale, aggregativo, con visite delle scuole, feste, rassegne teatrali, concerti che hanno visto la partecipazione di migliaia di persone.
Il Piano di Governo del Territorio adottato il 16.3.2011 non ha mantenuto la norma del Piano Regolatore che dava misure di tutela sia per l’ambito cascinale che per l’attività produttiva. A giugno 2011 la proprietà ha presentato un Piano di Recupero che, se approvato,cancellerebbe la cascina trasformandola in un condominio di 32.000 mc con 320 abitanti
Eliminare Cascina Ronco per farne un complesso residenziale priva la comunità di un pezzo importante di storia e sottrae, di fatto, altro suolo all’agricoltura con conseguente degrado e rischio di speculazione: solo conservando la funzione originaria della cascina e tutelando l’attività produttiva, Cascina Ronco potrà continuare a vivere e a svolgere quella funzione sociale che sussiste quando terra coltivata, agricoltori e ambito cascinale sono strettamente connessi e presenti sul territorio.
All’interno di Expo 2015 si prevede la valorizzazione delle cascine sia per la produzione agricola sia come luoghi di socialità e cultura: mantenere l’attività produttiva e la funzione sociale all’interno di Cascina Ronco è importante quindi non solo come realtà economica, culturale e storica del territorio sandonatese ma anche in un contesto più ampio.
Cascina Ronco rientra tra i beni che il “Codice dei beni culturali e del paesaggio” considera come “patrimonio culturale ed espressione dei valori storici, culturali, naturali, morfologici ed estetici del territorio” , beni per i quali la “tutela e valorizzazione concorrono a preservare la memoria della comunità e del suo territorio e a promuovere lo sviluppo della cultura” ; beni per i quali “stato, regioni, province, comuni assicurano e sostengono la conservazione del patrimonio culturale” ( così recita il decreto legislativo 42/2004 in base al quale su Cascina Ronco sono stati posti due vincoli )
SI CHIEDE
al Sindaco, alla Giunta e al Consiglio Comunale di San Donato, agli organi competenti della Provincia di Milano, del PASM, della Regione Lombardia, della Soprintendenza ai Beni Architettonici - ognuno per la sua competenza - di:
1. Impegnarsi per evitare che Cascina Ronco venga trasformata in complesso residenziale, far sì che essa conservi la sua originaria funzione agricola e che l’azienda agricola continui a utilizzarne le aree e i fabbricati
2. Mantenere all’interno del Piano di Governo del Territorio la norma prevista dal Piano Regolatore, in modo che l’attività produttiva e la struttura di Cascina Ronco abbiano lo stesso grado di tutela previsto dal PRG.
3. Chiedere, nelle sedi opportune, l'inserimento di Cascina Ronco all'interno del perimetro del Parco Agricolo Sud Milano, utilizzando il percorso di variante avviato recentemente dalla Provincia di Milano.
4. Richiedere alla proprietà l’esecuzione dei necessari interventi di manutenzione (a cui la proprietà è obbligata per legge in base al decreto legislativo 42/2004 -art.1 c.5; art. 30 c.3;.art. 32 c.1; art. 33 c. 5 e 6) per evitare il degrado dell’ambito cascinale e garantire le necessarie condizioni di sicurezza.
5. Consentire e favorire la ripresa – da parte di Cascina Ronco – di quelle attività sociali, culturali, aggregative che ne avevano fatto un importante punto di riferimento e che avevano dato a tantissime persone la possibilità di visitare e conoscere questo importante simbolo della nostra storia.
Categoria: Ambiente
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