Mazara del Vallo, comune più esteso della provincia di Trapani, fino agli anni Sessanta del secolo scorso, conservava il più significativo ed articolato sistema di zone umide del trapanese. L’abusivismo edilizio, la smania di riempire sempre più le botti di vino, hanno ridotto le zone umide a non più di 470 ettari: i 320 ha della riserva naturale integrale Lago Preola e Gorghi Tondi (la superficie reale allagata non arriva a toccare i 100ha, il resto è in massima parte vigneti) e i 150...
Mazara del Vallo, comune più esteso della provincia di Trapani, fino agli anni Sessanta del secolo scorso, conservava il più significativo ed articolato sistema di zone umide del trapanese. L’abusivismo edilizio, la smania di riempire sempre più le botti di vino, hanno ridotto le zone umide a non più di 470 ettari: i 320 ha della riserva naturale integrale Lago Preola e Gorghi Tondi (la superficie reale allagata non arriva a toccare i 100ha, il resto è in massima parte vigneti) e i 150 ettari dell’Oasi di protezione e rifugio della fauna (sulla carta) di Capo Feto. Le fiumare del Mazaro e del Delia sono state private della vegetazione e cementificate, mentre il resto dei territori impaludati sono stati ancora bonificati ed impiantati sempre a vigneti che, non risultando produttivi, ora vengono rimpiazzati dalle Fattorie eoliche e solari. Tra lo scempio di territori e ambienti naturali, nel 2002 – 2004 è emersa la straordinaria importanza ecologica della Laguna di Tonnarella, ex insenatura naturale marina posta tra la foce del Mazaro (porto-canale di Mazara del Vallo) e la palude di Capo Feto, chiusa nel 1985 da una diga foranea, ma rimasta in collegamento con il mare attraverso la bocca d’oriente. Fino al 2002, la Laguna è stata utilizzata come porticciolo turistico, ma una volta fatte uscire le imbarcazioni da diporto per consentire lo scarico dei fanghi di risulta della pulizia dei fondali del vicino porto-canale, lo specchio acqueo è stato invaso dagli uccelli migratori acquatici, tra cui, il 30/12/2006, la rara Casarca. Il Ministero dell’Ambiente, Direzione generale per la protezione della natura, ha preso atto dell’importanza non solo faunistica della Laguna ed ha stimolato la Regione ad adottare misure di tutela. Cosa che ad oggi non è avvenuta perché il Comune, nonostante parli di sviluppo turistico e sia il capofila dei Comuni, Borghi marinari, ha intenzione di tombare questo eccezionale biotopo, per realizzarvi progetti che fanno a pugni con tutta l’area del lungomare di Tonnarella, dove, tra l’altro, ci sono ancora i resti della nota spiaggia. A meno che a Mazara del Vallo non si continui a pensare di potere acquisire aree demaniali (è accaduto negli anni 80 nell’area del lago Preola), “fino alla colmata B (oggi Laguna di Tonnarella) che è un’area Demaniale che, appunto, può stimolare gli appetiti o gli interessi di chi la può acquisire a costo zero”, come alla dichiarazione del presidente della IV Commissione Ambiente comunale, dott. Vincenzo Pecunia, sul quindicinale l’Opinione n. 3 del 15/2/2012. Non permettiamo che la laguna finisca sotto i fanghi del Mazaro che, tra l’altro, sono risultati carichi di mercurio.
Girolamo Palermo.
Domenica alle 13:09 Marzano Vincenzo
16 Maggio alle 12:44 Giampaolo Rallo
9 Maggio alle 8:18 Martina Oddo