Stimate autorità ecclesiastiche della Diocesi di Torino, stimato parroco della chiesa del Sacro Cuore di Maria, stimati responsabili della Sovrintendenza per i BB.CC.
Ci riferiamo ai lavori avviati per il cosiddetto “aggiornamento liturgico” nella Chiesa del Sacro Cuore di Maria dove, oltre a togliere la balaustra, verrà sistemato un nuovo altare e un imponente ambone, entrambi in marmo bianco “squillante”...
L’architettura della nostra bella chiesa viene così snatura...
Stimate autorità ecclesiastiche della Diocesi di Torino, stimato parroco della chiesa del Sacro Cuore di Maria, stimati responsabili della Sovrintendenza per i BB.CC.
Ci riferiamo ai lavori avviati per il cosiddetto “aggiornamento liturgico” nella Chiesa del Sacro Cuore di Maria dove, oltre a togliere la balaustra, verrà sistemato un nuovo altare e un imponente ambone, entrambi in marmo bianco “squillante”...
L’architettura della nostra bella chiesa viene così snaturata rispetto al progetto originale dell’architetto conte Carlo Ceppi.
Del fatto, purtroppo su pressione di molti fedeli a fronte di non risposte da parte sua, si è già occupata “La Stampa”, come certamente avrà avuto modo di vedere.
Noi sottoscritti continuiamo ad esprimere il nostro disaccordo, dovuto a molteplici ragioni:
- si snatura architettonicamente e storicamente un bene giustamente vincolato dalle Soprintendenze preposte, che le è solo affidato e che non è di sua proprietà
- non è stata data adeguata informazione – e quindi spiegazione - ai fedeli (ci risulta che il Consiglio Pastorale non sia più convocato dal momento del vostro arrivo, o quasi, e che ogni decisone venga presa quasi sempre in modo unilaterale, ignorando quel coinvolgimento dei laici, che è la vera innovazione del Concilio Vaticano II)
- si ritiene che l’“aggiornamento liturgico” dichiarato come necessario vada profondamente rivisto anche alla luce delle precise indicazioni che SS il Papa Benedetto XVI sta ampiamente e da tempo cercando di affermare, al fine di chiarire quanto effettivamente sia stato detto nel Concilio Vaticano II sull’argomento
- si ritiene che la spesa prevista, in un momento di difficoltà e di crisi per tutti, possa essere meglio utilizzata a favore dei più bisognosi.
Siamo molto dispiaciuti per quanto sta succedendo e per il modo in cui la vicenda è stata condotta: il tutto certamente non agevola quella coesione della “comunità” che si afferma voler realizzare attorno all’altare di Cristo, con delle discutibili modifiche strutturali.
Rammaricati di non poter chiedere al Parroco e alla Diocesi di sospendere i lavori (cosa che tanto non servirebbe), chiediamo una maggiore attenzione per i fedeli e chiediamo alla Sovrintendenza e ad ogni autorità in grado di fermare questa deprecabile iniziativa di intervenire al fine di bloccare e ridiscutere il progetto con l'intervento di personalità riconosciute e stimate, esperte di questioni artistiche e liturgiche.
Chiediamo inoltre di voler considerare nella revisione del progetto l'insegnamento liturgico di Papa Benedetto XVI, che da anni propone una ermeneutica della continuità all'interno della Chiesa e non della rottura, affinché anche gli interventi architettonici e artistici non siano testimonianza di rottura e divisione, ma di unione e continuità con la tradizione viva della Chiesa Cattolica e con i criteri largamente condivisi della conservazione dei beni culturali.
Distinti saluti.
21 Aprile alle 8:45 Andrea Ghironda Ghirardini
12 Aprile alle 20:22 Vittorio Mazzon
11 Aprile alle 19:50 Stefano Maria