Statuto della petizione
Noi sottoscritte condividiamo l'affermazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità
“La donna deve avere la possibilità di partorire in un luogo che sente sicuro, al livello più periferico possibile in cui sia possibile fornire assistenza appropriata e sicurezza. In ordine tali luoghi possono essere la casa, le case maternità, gli ospedali.” (O.M.S. FRH/MSM/96.24)
Sosteniamo il valore dell'assistenza ostetrica al parto fisiologico a domicilio e in casa maternità, anche nel terzo millennio, in termini di benessere, salute e soddisfazione. Un’opportunità che dovrebbe essere garantita ad una donna sana e un bambino sano, qualora avvenga nel rispetto dei criteri di “qualità di cura”: continuità dell’assistenza, assistenza personalizzata, specifica selezione dinamica, formazione continua, linee guida condivise secondo la EBM.
Il "parto extraospedaliero" è già riconosciuto da alcune Regioni come una legittima scelta avente diritto all’assistenza gratuita attraverso specifiche forme di “rimborso” erogate alle donne dopo il parto.
Si veda: la Legge 39\84 della regione Lazio, la Legge 35\90 della regione Abruzzo, la Delibera della Regione Piemonte n. 107\39030 del 1990, la legge della regione autonoma Trentino, Regione Emilia Romagna: legge reg. °26 del 11/8/1998 e circ. applicativa 8/2/99, la Legge 27 luglio 1998 n° 22 della Regione Marche ed infine la delibera n° 41 del 17/02/1999 della Regione Toscana, le quali riconoscono in via di principio e di fatto la libertà nella scelta del luogo e della modalità del parto.
Si richiede, pertanto, un riconoscimento normativo e sociale al parto extraospedaliero con l’obiettivo di “favorire la libertà di scelta da parte della donna circa le modalità con cui tale evento debba svolgersi perché la maternità possa essere vissuta fin dall’inizio della gravidanza, come fatto naturale”.
Attualmente, nella Regione Veneto, una reale libertà di scelta non è assolutamente garantita: mentre il parto ospedaliero è completamente gratuito, l’assistenza extraospedaliera (domicilio e casa maternità) erogata da ostetriche libere professioniste qualificate, è ancora totalmente a carico della coppia.
La possibilità di scelta attorno al luogo della nascita rimane quindi un diritto astratto per le famiglie della Regione Veneto.
Proprio adesso che si vuole garantire anche l'analgesia epidurale come un “diritto per ogni donna” trasformando il parto in atto medico specialistico e quindi più costoso, perché non garantire anche il diritto di chi sceglie il parto naturale extraospedaliero con l’assistenza dell'ostetrica, secondo criteri di sicurezza e competenza?
Vi chiediamo quindi una delibera che possa garantire un giusto contributo economico per chi desidera una nascita “extraospedaliera sicura”.
La Regione, attraverso la stessa ASL di appartenenza, può erogare alla famiglia che decide di avere il bambino nella sua casa o in casa maternità l’equivalente del costo medio di una degenza ospedaliera di madre e neonato per il parto e puerperio fisiologico.
Si tratterebbe semplicemente di uno "spostamento di fondi" senza dover aggiungere neppure un euro alla spesa sanitaria già prevista per ogni nascita!
Siamo certe che questa volta il nostro appello andrà a buon fine!
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