Le associazioni Lida Firenze, L'Arca Firenze e No alla caccia , insieme
ai Verdi Firenze, lanciano una campagna volta ad informare e
sensibilizzare tutti su questo brutale maltrattamento a danno degli
uccelli canori. VIETATO NEL RESTO D'EUROPA.
Abbiamo bisogno di tutti VOI, per far sentire a
regioni e province la voce
dei tanti cittadini che dicono NO alla crudeltà nei confronti degli
animali e NO all'uso dei nostri soldi per fare scempio di esseri
viventi.
FIRMATE...
Le associazioni Lida Firenze, L'Arca Firenze e No alla caccia , insieme
ai Verdi Firenze, lanciano una campagna volta ad informare e
sensibilizzare tutti su questo brutale maltrattamento a danno degli
uccelli canori. VIETATO NEL RESTO D'EUROPA.
Abbiamo bisogno di tutti VOI, per far sentire a
regioni e province la voce
dei tanti cittadini che dicono NO alla crudeltà nei confronti degli
animali e NO all'uso dei nostri soldi per fare scempio di esseri
viventi.
FIRMATE LA PETIZIONE PER DIRE BASTA
ALLA PRATICA BARBARA DEI RICHIAMI VIVI E STOP AI POLITICI CHE
APPOGGIANO TALI BRUTALITA' PER COMPIACERE IL MONDO VENATORIO.
Grazie, a nome degli splendidi volatili che vengono catturati, mutilati, maltrattati e uccisi brutalmente per gioco.
Video: http://www.youtube.com/watch?v=YoEoqR2ldLA
LEGGI DI COSA SI TRATTA:
1. Il Problema
L'uso
dei RICHIAMI VIVI PER LA CACCIA è una pratica barbara e medievale,
abolita da decenni nella stragrande maggioranza dei paesi europei, che
sopravvive ancora a Malta, Cipro e qualche regione italiana (soprattutto
Toscana e Veneto), solo grazie all'assenza di informazione da parte
della opinione pubblica e degli stessi rappresentanti politici regionali
che sistematicamente la approvano ogni anno, in deroga a regolamenti
nazionali ed europei, con il solo scopo evidente di ingraziarsi il
favore dei cacciatori.
E' giunto il momento di informare tutti su tre aspetti di questa pratica di caccia:
-
trattasi di un PESANTE MALTRATTAMENTO, se non una vera TORTURA, verso
uccelli canori selvatici, animali inermi ed indifesi (vedere descrizione
sotto). Questa pratica viola apertamente la legge italiana sul
maltrattamento degli animali del 2004 (n.189). Non si critica dunque la
caccia nel suo insieme ma una modalità particolare che appare
inaccettabile su un piano ETICO in un paese civile moderno; buona parte
degli stessi consiglieri regionali che approvano tutti gli anni questa
pratica di caccia, se debitamente informati, la giudicherebbero
inaccettabile;
- viene FINANZIATA INTERAMENTE CON I SOLDI DEL
CONTRIBUENTE ITALIANO. Le province, nonostante i budget ristretti ed i
tagli, riescono ad allocare il tempo dei propri dipendenti e fondi
preziosi per catturare con le reti gli uccelli durante la loro
migrazione annuale. Gli uccelli vengono quindi inanellati dal personale
della Provincia e regalati ai cacciatori, come merce qualsiasi;
- è
già stata giudicata INCOSTITUZIONALE dalla Corte Costituzionale
recentemente perché in aperta violazione della Direttiva sugli uccelli
selvatici della UE del 1979.
2. Perché l'uso dei richiami vivi è un maltrattamento e tortura
Questa
pratica di caccia si configura come maltrattamento e tortura in base ai
seguenti fatti, ampiamente documentati in video e foto:
- animali
liberi e selvatici, appartenenti a tutta la Comunità Europea, vengono
catturati durante la migrazione e condannati a vivere il resto della
loro vita rinchiusi in gabbiette minuscole, in condizioni igieniche
troppo spesso riprovevoli, diventando da quel momento in poi a tutti gli
effetti degli "oggetti" alla mercé del cacciatore;
- infatti,
dovendo assolvere alla funzione di "richiamo" (cioè attrarre loro
co-specifici tramite il canto), gli uccelli devono cantare in un momento
dell'anno in cui non canterebbero in natura, cioè in autunno. Per
ottenere questa forzatura, i cacciatori li tengono per vari mesi al buio
24 ore al giorno durante la primavera-estate, spesso in umide e fredde
cantine e garages;
- dato che soltanto i maschi cantano e che
l'identificazione del sesso degli uccelli si basa sull'osservazione
degli organi genitali, che sono interni, si usa incidere il ventre degli
uccelletti appena catturati con una lametta (ovviamente senza alcuna
anestesia); le femmine vengono quindi buttate via vive e con il ventre
inciso - provocando loro una agonia lunga e dolorosa;
- i maschi che
sopravvivono fino all'autunno alle condizioni disumane sopra descritte,
saranno soggetti a mutilazioni al piumaggio ed agli arti in quanto
vengono trasportati in campagna dai cacciatori dentro le minuscole
gabbiette e sono sballottati in continuazione durante il tragitto in
macchina ed a piedi. Vengono poi spesso legati ad un ramo per un zampa e
in seguito spaventati a morte con le fucilate che letteralmente li
sfiora, allorché un co-specifico libero, attratto dal canto, si avvicina
a loro;
- grazie alle fucilate che li sfiorano (e talvolta li
feriscono o uccidono) durante le battute di caccia, oltre alle
mutilazioni anatomiche, gli uccelli da richiamo subiscono shock
pesantissimi continui;
- quelli che sopravvivono a questo regime di
tortura sono uccelli mai più capaci di volare, in quanto la muscolatura
delle ali si atrofizza, e "psicologicamente" danneggiati
irreversibilmente.
3. Piano di azione
Una campagna di
informazione e sensibilizzazione, con associata raccolta firme, sia a
livello regionale che nazionale, si ritiene possano essere sufficienti a
spazzare via l'uso dei richiami vivi nella caccia in Italia per sempre.
Infati,
ogni anno politici conniventi e cacciatori giocano evidentemente sul
fatto che la stragrande maggioranza degli elettori non è al corrente di
questo fenomeno, per far passare questa deroga "porcata" alla
chetichella.
E' ARRIVATO IL MOMENTO DI INFORMARE TUTTI SU QUESTA
PRATICA IGNOBILE ED INDEGNA DI UN PAESE CIVILE E DI MANDARE UN CHIARO
MESSAGGIO AI POLITICI.
NON SI PUO' PERMETTERE PIU' UNA SIMILE
PRATICA, IMMORALE E INCOSTITUZIONALE, che ci colloca aldifuori della
Comunità Europea, PASSANDO SOPRA IL SENTIMENTO COMUNE E LA SENSIBILITA'
DELLA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEI CITTADINI - INCLUSI PERFINO TANTI
CACCIATORI!
NON ALMENO A NOSTRO NOME E CON I NOSTRI SOLDI! I
POLITICI CHE CONTINUERANNO AD APPOGGIARE QUESTA PRATICA DEVONO PRENDERSI
LE LORO RESPONSABILITA' DI FRONTE AGLI ELETTORI.
GLI ANIMALI NON
SONO OGGETTI. SONO CREATURE SENZIANTI E DEVONO ESSERE RISPETTATI. E' UN
DOVERE DI UNO STATO CIVILE E MODERNO DI PROTEGGERE GLI ANIMALI DAI
MALTRATTAMENTI E TORTURE IMPARTITI DA GENTE IGNORANTE E CRUDELE.
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