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  • Autore: davide bono
  • Registrata il: 15/11/2008
  • 07:35:57
  • La petizione "Stop alla svendita delle città e dei beni comuni/No al grattacielo Intesa-San Paolo"
  • è stata creata e scritta da
  • davide bono.

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Obiettivo firme: 168/5000
Banca Intesa-San Paolo e il sindaco Chiamparino esultano. La prima, è riuscita ancora una volta ad allungare le sue mani su Torino, facendosi avallare dal consiglio comunale, messo alle strette da 3 miliardi di euro di debito, l'inizio dei lavori per un grattacielo alto 166,34 m (66 cm in meno della Mole (Antonelliana, la quale però, rastremandosi molto verso l'alto, dà molto meno l'idea dell'altezza) di fianco a Porta Susa; il secondo esulta perchè con gli anticipi degli oneri di urbanizzaz...
Banca Intesa-San Paolo e il sindaco Chiamparino esultano. La prima, è riuscita ancora una volta ad allungare le sue mani su Torino, facendosi avallare dal consiglio comunale, messo alle strette da 3 miliardi di euro di debito, l'inizio dei lavori per un grattacielo alto 166,34 m (66 cm in meno della Mole (Antonelliana, la quale però, rastremandosi molto verso l'alto, dà molto meno l'idea dell'altezza) di fianco a Porta Susa; il secondo esulta perchè con gli anticipi degli oneri di urbanizzazione (20 milioni di euro a detta stampa), potrà arrivare fino a fine anno a pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici. Il consiglio comunale, ha in ordine: 1. mutato più volte il Piano Regolatore cittadino, per permettere di superare al grattacielo i 150 m precedentemente fissati come limite 2. ignorato un sondaggio su un campione rappresentativo di 500 cittadini che bocciava il grattacielo (il 51%, con un 83% di informati al riguardo) e chiedeva un referendum (il 62%) 3. ignorato una delibera di iniziativa popolare che, grazie al Comitato Non Grattiamo il Cielo, ha raccolto 2000 firme per limitare l'altezza degli edifici a torre a 80 m nel centro cittadino, e a 100 m nei dintorni). Il grattacielo oltre ad essere un monumento al grandeur della banca, ingiustificato in un momento di crisi economica globale (e pagato coi soldi dei correntisti), modificherà totalmente la classica visuale della città dall'alto con la Mole al centro e le montagne sullo sfondo, quindi arrecando un pesante impatto ambientale e paesaggistico sulla città, inoltre la Valutazione di compatibilità Ambientale è risultata deficitaria al vaglio di esperti anche dal punto di vista delle ricadute sociali (spazi verdi, riqualificazione urbana), di traffico in una zona che sarà già verosimilmente congestionata dallo spostamento della stazione di riferimento cittadino a Porta Susa. Se il consiglio comunale è ormai il cagnolino di guardia dei poteri forti, tocca a noi dire no e preservare la nostra città dalla svendita brutale che maggioranza e opposizione vogliono fare (or ora vendute le farmacie comunali, ma nella bozza DPEF di Chiamparino "Per Andare Avanti", firmata Studio Legale Benessia, cioè Compagnia San Paolo, c'è la volontà di mettere a gara anche il servizio idrico!!). Banca San Paolo-Intesa inoltre al 2007 figura tra le 3 maggiori banche (insieme a Unicredit e Deutsche Bank) per investimenti in commesse armate con un totale di 144 milioni di euro, comprese aziende che producono le micidiali bombe a grappolo, recentemente messe al bando internazionalmente, armi all'uranio impoverito, Finmeccanica, e la Slovenske Elektrarne, primo produttore di energia elettrica slovacca, che insieme all'Enel sta rimettendo in funzione i reattori nucleari di Mochovce, residuati dell'era sovietica e privi di sistemi di sicurezza alla pari dei reattori di Chernobyl. Diciamo quindi no alla svendita delle città e dei beni comuni in generale, no alla mancanza di un'etica di Intesa-San Paolo, no al grattamostro in pieno centro a Torino. Prendiamo una posizione netta verso il direttivo della Banca che gioca col nostro futuro. Tutti possono firmare, ma in particolare chiediamo ai correntisti e azionisti della banca di rendere manifesto nel commento la loro disponibilità ad incidere sulle azioni della banca, minacciando, fino a che non partiranno i lavori ( sembrerebbe il primo dicembre 2008): 1. di chiudere il conto corrente, qualora possibile 2. di rinegoziare il mutuo altrove, qualora possibile 3. di ridurre al minimo le operatività e gli investimenti, qualora possibile 4. di portare copia del testo di questa petizione (fino a "banca che gioca col nostro futuro") firmata al direttore della filiale, con una delle prese di posizione di cui al punto 1,2,3 Il primo dicembre o comunque all'inizio dei lavori passeremo dalle parole ai fatti (se possibile, sarete ricontattati tramite mail). Fate girare, in tutt'Italia!! www.torino5stelle.it torino5stelle@gmail.com
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  • a fanculo le suore cristiane di intesa san paolo
    6 Luglio alle 5:01 Enrico Franchi
  • ne anno presi anche troppi di soldi riscuotendo forzatamente le multe gia pagate dell'italiani
    25 Maggio alle 20:39 user deleted
  • .. possibile che comandino sempre i soldi e non il buon senso?!
    3 Maggio alle 12:47 Elisa Polla

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