Quello che oggi chiamiamo ancora Città del Vaticano, non è solo considerato lo Stato più ricco del mondo; è anche di fatto una forte presenza politica che influenza lo svolgimento della vita sociale in Italia.
Qui, a differenza di altri paesi, il Papa richiama i nostri parlamentari a seguire un comportamento più adatto ad un cristiano che ad un servitore (così dovrebbero essere in teoria chiamati i nostri politici) dello Stato. In Italia viene di fatto meno la laicità dello Stato previs...
Quello che oggi chiamiamo ancora Città del Vaticano, non è solo considerato lo Stato più ricco del mondo; è anche di fatto una forte presenza politica che influenza lo svolgimento della vita sociale in Italia.
Qui, a differenza di altri paesi, il Papa richiama i nostri parlamentari a seguire un comportamento più adatto ad un cristiano che ad un servitore (così dovrebbero essere in teoria chiamati i nostri politici) dello Stato. In Italia viene di fatto meno la laicità dello Stato prevista dalla nostra Costituzione; libera Chiesa in un po' meno libero Stato, sembra essere diventato il nuovo motto.
E' giusto che il Vaticano intervenga così spesso e con così pressante insistenza sulle decisioni dei nostri politici, arrivando in alcuni casi - finiti poi sui giornali - a scomunicare chi concordasse con proposte di legge che vadano contro il credo cristiano (seppure rispettino l'Umanità ed i diritti dell'uomo)?
Siamo arrivati ormai ad un punto in cui la Chiesa si è arrogata la paternità delle parole umanità, giustizia e correttezza. Vengono continuamente ed ingiustamente PRETESE le radici cristiane di una nazione (cosa che al massimo potrebbe essere concessa a più antiche culture pagane) ed ancora di un intero continente, che accoglie popoli di razze e religioni diverse. Credenti e non, laici ed atei.
Questo offende le diversità, così costantemente difese da ogni cittadino del mondo.
L'intromissione del Vaticano nella politica italiana è assolutamente inaccettabile; purtroppo per noi, siamo l'unico Paese che lo permette. Questo per via del potere che ha acquisito nel corso degli anni - compresi il passato sporco, vedi inquisizione e innumerevoli accordi politici tutt'altro che puliti - ed alla enorme influenza sulle masse.
La reale libertà di culto viene a mancare nel momento stesso in cui qualcuno si arroga il diritto di far coincidere l'appartenenza ad una religione con l'onesta e la giustizia, in quanto va a sminuire ogni altro pensiero e credo. In breve, essere un buon cristiano vuol dire essere una brava persona.
ONESTA' E GIUSTIZIA NON HANNO IDEALI RELIGIOSI O POLITICI.
Intanto in Italia i politici non approvano leggi quando questo è fortemente richiesto dal Papa, i preti scomunicano chi appoggia proposte di legge considerate anti cristiane - vedi vari articoli finiti sui giornali -, nonostante si parli di leggi proposte da LIBERI CITTADINI NELL'INTERESSE DEL PROPRIO PAESE.
Ma ancora la Chiesa accusa col suo atteggiamento tutti i laici e non credenti, dimenticando quali siano i suoi confini. O forse siamo noi a non saperlo? Quali sono i reali confini del Vaticano?
Quando dei cittadini della nostra Capitale reclamano contro le radiazioni emesse dall'emittente radiofonica Radio Vaticana, in quanto causa di leucemia negli abitanti delle immediate vicinanze. Quando la risposta si limita a ricordare che i ripetitori in questione NON sono in territorio italiano e li finisce la questione. Dov'è finita la nobile morale cristiana? Rinchiusa tra le mura di San Pietro, tra i suoi mille segreti. Così come segrete mantengono sempre le loro votazioni per l'elezione del nuovo pontefice ad esempio, seppure escano subito allo scoperto per intrufolarsi nel nostro parlamento per prendere parte alle nostre decisioni. Di fatto, nel parlamento "italiano", ha più potere un prete che un cittadino "italiano".
Chi ha permesso al Vaticano di arrogarsi diritti e poteri in Italia, evitando i doveri? Per quale motivo usufruisce di beni nel territorio italiano senza ottemperare alle norme dello stesso? E' davvero da mettere sullo stesso piano la non tassabilità dei proventi delle offerte ad una chiesa e quelli dei profitti di ogni speculazione messa a punto in Italia?
Lo Stato Vaticano possiede innumerevoli beni in Italia; il numero delgi edifici che possiede è elevatissimo ma solo una minima parte è adibita a strutture quali chiese e associazioni varie di carità e volontariato.
Ormai la Chiesa dondola dentro e fuori i suoi confini a suo piacimento; fu capace di impedire inspiegabilmente l'autopsia a Papa Luciani - molti ricorderanno la sua morte 'chiacchierata' e prematura - e potè farlo in tutta "legalità" in quanto "affari del Vaticano". Ancora, la Chiesa è capace di dire ai nostri parlamentari di non permettere una legge che consenta il bene di un italiano nel caso in cui non fosse "abbastanza cristiano".
Ci sono state interferenze riguardo proposte di legge (a volte per fortuna divenute leggi, altre purtroppo no) che PERMETTEVANO e non OBBLIGAVANO una libera scelta la cittadino. Eppure, ad un "grande" promotore di libertà come il Vaticano ciò non va bene; qui torniamo a quanto sopra detto: offendere le diversità di pensiero: condannare come immorale la volontà di migliaia di persone che otterrebbero vantaggio da tale legge. Come possiamo parlare di integrazione soggetta a diritti e doveri, quando subiamo tali accuse?
La Costituzione italiano non permette l'intromissione della Chiesa nella politica del Paese. Di fatto ciò è vero solo per l'Italia nei confronti del Vaticano.
La legge italiana prevede che tutti in Italia paghino le tasse. Di fatto questo non avviene sui proventi di affitti di locali IN ITALIA, senza contare altre strutture che, diversamente da quelle a scopo realmente umanitario, chiedono sempre un compenso economico (vedi campi da gioco per bambini, e simili...).
Sembra davvero utopistico immaginare una Chiesa realmente umile, con risorse economiche totalmente devolute ai più bisognosi e quindi aiutata da ogni Stato in tale attività. Vediamo invece uno Stato ricchissimo ma che chiede comunque costantemente offerte in chiesa, alla radio ed in televisione. Che cede in affitto appartamenti ad uso abitativo e commerciale, ingrassando ulteriormente le proprie casse nonostante il suo scopo "sarebbe" quello di devolvere tutto in beneficenza. Se così fosse, lo Stato Vaticano non potrebbe essere ricco quanto di fatto riesce ad essere.
Tutto questo sta a sottolineare come il Vaticano si occupi più di politica al di fuori dei propri confini di quanto si occupi poi di ciò che ognuno si aspetterebbe. Ognuno, anche e soprattutto i cristiani.
Strausato ma dovuto, citare il detto 'predicare bene, razzolare male'.
Questa petizione non vuole - non potrebbe, in ogni senso - censurare la Chiesa. Vuole invece ribadirne i confini politici ed i doveri ai quali DEVE essere soggetta oltre di essi.
La nostra classe politica DEVE rappresentare uno stato laico, DEVE tenere conto dei cittadini credenti e NON che li hanno votati e DEVE inesorabilmente quantomeno ammonire ogni intromissione nella nostra politica così come previsto dall'Articolo 7 della costituzione italiana:
"Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani."
DEVE intervenire sulle violazioni dei patti Lateranensi, secondo i quali vescovi e preti devono giurare fedeltà alle leggi italiane ed astenersi dalla politica del Paese.
Il vescovo vicario rimane pero' esente da tale restringimento.
Arrivati a questo punto dobbiamo necessariamente modificare i Patti Lateranensi, ormai troppo vecchi ed incompatibili con la situazione politica attuale - in ogni caso già violati come citato.
Patti stabiliti in passato più per convenienze strategiche e politiche. Per fare questo pero' occorre modificare il nostro ordinamento e la nostra costituzione; non può essere proposto un referendum per l'abolizione del concordato o delle leggi collegate ad esso: non sono ammessi referendum riguardanti i trattati internazionali. Anche una proposta di legge popolare per l'abolizione del concordato è ugualmente inammissibile perché la legge ricade in una dei casi previsti dall'articolo 80 della Costituzione.
E' da ribadire questa necessità in virtù della situazione politica che portò a tali articoli di legge, per cui sarebbe il caso di avviare una delicata quanto necessaria modifica della Costituzione italiana.
Per rendersi conto di quanto vetusta sia la regolamentazione dei rapporti fra l'Italia ed il Vaticano, basti pensare che il nostro otto per mille versato liberamente è l'erede di un pegno che l'Italia doveva versare annualmente alla Chiesa durante e dopo la dittatura fascista.
E' inammissibile che ai giorni nostri l'Italia subisca ancora le ingerenze politiche di chi usufruisce del nostro patrimonio - non accontentandosi delle altre speculazioni, delle altre offerte e di tutte le assurde esenzioni fiscali - basandosi su rapporti di convenienza fissati in periodi così lontani.
Firmiamo per ridare dignità ai cittadini italiani ed indipendenza al nostro Parlamento.
Questa non vuole essere una petizione anti religiosa.
Aderiamo per relegare il Vaticano NEL Vaticano e lasciare che i credenti seguano spontaneamente le parole del proprio pontefice senza assoggettare altre credenze e culture. Per estendere definitivamente i doveri di ogni italiano ad ogni italiano; vescovi, preti e cardinali compresi.
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Lista di siti/blog che linkano a questa petizione
26 Luglio alle 20:43 giovanni pancari
6 Luglio alle 5:52 Enrico Franchi
10 Novembre alle 3:37 Monica Formenti