Al Presidente degli Stati Uniti, Mr. Barak Hussein Obama.
Signor Presidente, i firmatari di questa lettera chiedono a Lei di presentare pubblicamente le Sue scuse a Sua Santità Papa Benedetto XVI.
La richiesta è motivata dal fatto che il Suo rappresentante in Italia, Ambasciatore David Thorne, si è ufficialmente adoperato perché la manifestazione gay Europride 2011, svoltasi in Roma l’11 giugno, avesse il maggior successo.
Mr. Thorne è stato approvato...
Al Presidente degli Stati Uniti, Mr. Barak Hussein Obama.
Signor Presidente, i firmatari di questa lettera chiedono a Lei di presentare pubblicamente le Sue scuse a Sua Santità Papa Benedetto XVI.
La richiesta è motivata dal fatto che il Suo rappresentante in Italia, Ambasciatore David Thorne, si è ufficialmente adoperato perché la manifestazione gay Europride 2011, svoltasi in Roma l’11 giugno, avesse il maggior successo.
Mr. Thorne è stato approvato ed appoggiato dal Segretario di Stato Ms. Clinton, la quale ha preteso che l’Ambasciatore degli Stati Uniti d’America presso la Santa Sede e l’Ambasciatore degli Stati uniti presso la FAO si schierassero con l’Ambasciatore presso la Repubblica Italiana.
Mr. Thorne sapeva che la manifestazione omosessualista sarebbe stata occasione di volgarita' e insulti contro il Pontefice Romano, Sua Santità Papa Benedetto XVI: infatti le ultime grandi manifestazioni gay svoltesi in Italia hanno avuto anche come aspetto caratteristico gravi bestemmie contro la fede cristiana e feroci insulti contro il Santo Padre.
Tuttavia né colui che è incaricato di rappresentare il Popolo degli Stati Uniti presso il Popolo Italiano né il Segretario di Stato hanno preteso dai responsabili della manifestazione dell’orgoglio gay l’assicurazione che alle loro rivendicazioni non unissero volgari insulti contro il leader spirituale della maggioranza del Popolo italiano e di più di un miliardo e cento milioni di cittadini del mondo.
Al contrario, i leader gay hanno rilasciato subito dopo il loro incontro ufficiale con l’Ambasciatore degli Stati Uniti d’America dichiarazioni in cui attestavano la solidarietà incondizionata dei rappresentanti del Popolo Americano (cfr. Cinzia Gubbini, Orgoglio Gaga, in “il manifesto”, 7 giugno 2011, e Ylenia Sina, L’unione europride, in “il manifesto”, 9 giugno 2011), dichiarazioni che non sono state smentite dai diplomatici americani.
Signor Presidente, nessun articolo della Costituzione degli Stati Uniti autorizza l’aggressione morale contro un Leader cristiano che non ha altro potere se non quello che nasce dall’Amore che i Cristiani hanno alle Parole di Gesù Cristo ed alla Divina ispirazione della Sacra Scrittura.
Signor Presidente, non crede di dovere dare scuse pubbliche a S.S. Papa Benedetto XVI per il pubblico appoggio dell’Ambasciata degli Stati Uniti d’America e della Segreteria di Stato a coloro che secondo tutte le previsioni l’avrebbero insultato?
6 Novembre alle 9:20 Andrea Panizzi
19 Ottobre alle 13:39 Antonio Vomero
29 Luglio alle 4:53 abdel J