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  • La petizione "Cessiamo subito il fuoco sulla Libia!"
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Cessiamo subito il fuoco sulla Libia!

Un intero Paese si sta consumando sotto le nostre bombe!

Il 19 marzo 2011 la Nato, e quindi l’Italia, a seguito della Risoluzione 1973 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che imponeva in Libia una “no-fly zone per proteggere i civili ed imporre un cessate il fuoco”, cominciava una guerra  che oggi conta migliaia di vittime, la distruzione di innumerevoli case, strade, ospedali, fabbriche, università... ...

Cessiamo subito il fuoco sulla Libia!

Un intero Paese si sta consumando sotto le nostre bombe!

Il 19 marzo 2011 la Nato, e quindi l’Italia, a seguito della Risoluzione 1973 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che imponeva in Libia una “no-fly zone per proteggere i civili ed imporre un cessate il fuoco”, cominciava una guerra  che oggi conta migliaia di vittime, la distruzione di innumerevoli case, strade, ospedali, fabbriche, università...

Una guerra le cui vere cause sono da ricercarsi nell’approvvigionamento  di fonti energetiche e nella ridefinizione di posizioni geostrategiche.

Una guerra che continua a comportare la fuga di decine di migliaia di profughi che, se non trovano la morte in qualche “carretta del mare”, vengono sequestrati in quei lager chiamati Centri Identificazione ed Espulsione.

Una guerra che, secondo dichiarazioni degli stessi esponenti di Governo, è costata in sei mesi agli Italiani un *miliardo di euro* e che ne costerà altrettanto entro la fine di questo anno, mentre la crisi avanza ed ogni giorno si tagliano redditi e servizi sociali fondamentali.

Una guerra mai discussa e mai approvata in Parlamento.

Una guerra alimentata dai mass- media diffondendo notizie assolutamente false, come “i 10.000 manifestanti uccisi da Gheddafi” o “i cimiteri comuni a Bengasi”.

”Una guerra insensata” come dichiarato dal vescovo di Tripoli Mons. Martinelli che oltre a provocare moltissimi morti innocenti e distruzioni, scaverà un profondo solco di odio foriero di altre guerre e terrorismi.

Come richiesto dalla Unione Africana e da tanti altri Paesi non belligeranti, nonché da tante voci della politica e della cultura, si cessi il fuoco.

Basta con l’invio di armi ai cosiddetti “ribelli di Bengasi”.

Basta con i bombardamenti in Libia!

Apriamo gli spazi alla diplomazia ed ai canali di mediazione, come da tempo chiedono gli Stati latino-americani ed africani.

Chiediamo che l’Italia si faccia promotrice di una conferenza internazionale di Pace e lo faccia a Napoli.

Questa città è oggi principale avamposto della guerra in Libia per i suoi comandi NATO e le sue basi militari , vogliamo che divenga Capitale di Pace nel Mediterraneo.

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  • Ci vuol'altro per fermare questa oscenità, ma firmare è il minimo che possiamo iniziare a fare
    1 Settembre alle 22:46 Aligi Taschera
  • basta con questa storie delle guerre chiamate umanitarie, termine contraddittorio di per sè- basta con l'informazione dei media del potere, basta, non tolleriamo più l'offesa e il tradimento della Carta Costituzionale che ripudia la guerra. Basta con l'ipocrisia dell'occidente buonista che tortura e uccide e stupra e parla di proteggere i civili ed esportare la democrazia, quella che non c'è. jeff, Arci Bassa Val di Cecina
    29 Agosto alle 13:59 Arci Cecina
  • non se ne puo più di armi e nuovi colonizzatori
    29 Agosto alle 11:24 giovanni dani

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