Ecco la petizione lanciata da Azione Giovani e Forza Italia Giovani, con l'adesione del quotidiano Libero per rispondere all?offensiva, per lo più mediatica, che da giorni ha lanciato chi si oppone al dl Gelmini. L?obiettivo è puntare ad una campagna nazionale che coinvolga le maggiori università italiane dove sarà possibile firmare la petizione. Un appello rivolto alla maggioranza silenziosa che più volte è stata citata e richiamata in questi giorni affinché faccia sentire la sua voce co...
Ecco la petizione lanciata da Azione Giovani e Forza Italia Giovani, con l'adesione del quotidiano Libero per rispondere all?offensiva, per lo più mediatica, che da giorni ha lanciato chi si oppone al dl Gelmini. L?obiettivo è puntare ad una campagna nazionale che coinvolga le maggiori università italiane dove sarà possibile firmare la petizione. Un appello rivolto alla maggioranza silenziosa che più volte è stata citata e richiamata in questi giorni affinché faccia sentire la sua voce contro chi strumentalizza e banalizza il dibattito sulla riforma universitaria.
[b]Liberi di manifestare, liberi di studiare, liberi di contribuire a costruire un'università migliore[b]
L'università italiana è malata. Egemonizzata da privilegi baronali, minata dal proliferare degli sprechi e da un utilizzo scellerato delle risorse, squalificata da una corsa al ribasso nell'offerta formativa, sempre più lontana dalla vita reale e dal mondo del lavoro.
L'università è malata anche di "iperpoliticità". Non nel senso più alto e nobile dell'impegno politico, ma nel solco di una deriva ideologica che, a partire dal Sessantotto, ha bruciato tante generazioni e causato i guasti con i quali oggi siamo chiamati a confrontarci.
L'università italiana deve cambiare. Noi vogliamo un'università che funzioni; che disponga di adeguate risorse, ma soprattutto che sappia impiegarle razionalmente, evitando gli sperperi e interpretando la propria missione al servizio degli studenti e del futuro del Paese. E' inutile reclamare risorse e lamentare tagli nei finanziamenti se non si è capaci di spendere bene il denaro di cui si dispone.
Noi rispettiamo coloro che stanno protestando e manifestando il proprio dissenso, quando ciò avviene nell'ambito della legge. Tuttavia, temiamo che le manifestazioni di protesta diventino, nei fatti, manifestazioni di sostegno nei confronti di chi ha interesse a mantenere lo status quo. E ci sembra quantomeno irrazionale manifestare contro provvedimenti che ancora non esistono, e dunque non possono essere conosciuti.
Pretendiamo la stessa dignità e lo stesso rispetto per chi, come noi, giudica indispensabile un'azione riformatrice, valuta positivamente i provvedimenti fin qui adottati dal ministro Gelmini sulla scuola e intende dare un contributo costruttivo.
E pretendiamo dignità e rispetto per chi decide di costruire il proprio futuro continuando a seguire le lezioni e a svolgere regolarmente gli esami. Si tratta di una larga maggioranza silenziosa, e non permetteremo che i suoi diritti vengano calpestati.
Liberi di manifestare, ma liberi anche di studiare e di contribuire a costruire una scuola e un'università migliori.
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30 Ottobre alle 11:52 Nicola Prochilo
29 Ottobre alle 6:50 giuseppe gelmini