Contro i tagli dei laboratori nelle scuole superiori previsti dalla riforma Gelmini
Ai Sigg. Onorevoli e Senatori del Parlamento Italiano
e a tutte le Organizzazioni Sindacali
La riforma Gelmini non è stata partorita per ottimizzare l’offerta formativa scolastica, ma per distruggere e peggiorare la scuola pubblica italiana.
Questa riforma ha operato tagli dell’orario scolastico e quindi dei posti di lavoro dei docenti e del personale ATA per un mero motivo economico.
La misura della civ...
Contro i tagli dei laboratori nelle scuole superiori previsti dalla riforma Gelmini
Ai Sigg. Onorevoli e Senatori del Parlamento Italiano
e a tutte le Organizzazioni Sindacali
La riforma Gelmini non è stata partorita per ottimizzare l’offerta formativa scolastica, ma per distruggere e peggiorare la scuola pubblica italiana.
Questa riforma ha operato tagli dell’orario scolastico e quindi dei posti di lavoro dei docenti e del personale ATA per un mero motivo economico.
La misura della civiltà di un Paese è quantificata dalle risorse investite per il futuro dei giovani e quindi della Nazione,per i quali giovani invece è stata destinata una riforma penalizzante.
Dal prossimo anno scolastico le ore negli istituti tecnici e professionali passeranno da 36 a 32 ore settimanali, con una decurtazione dell’orario di materie scientifiche , tecniche e professionali.
Le ore di tutti i laboratori saranno dimezzate, cio’ significa maggiore teoria e minore attività sperimentale.
L’attività didattica dei laboratori costituisce una risorsa per gli studenti perché offre loro la possibilità di dedurre leggi ed enunciati teorici ,difficilmente accessibili per giovani menti, a partire dall’attività pratica,facilitando così l’apprendimento, in ossequio alla massima :”SE ASCOLTO DIMENTICO, SE VEDO RICORDO, SE FACCIO CAPISCO”( Confucio).
La riforma ha voluto minimizzare la differenza tra i licei ( dove l’attività sperimentale è sempre stata un miraggio) e gli istituti tecnici e professionali, senza peraltro migliorare la qualità del servizio e dell’offerta formativa in questi ultimi.
I giovani che scelgono di iscriversi negli istituti tecnici e professionali non saranno piu’ in grado di costruire una preparazione ottimale per affrontare il mondo del lavoro ,che richiede invece maggiore preparazione concreta e meno astrattezza.
A partire dall’anno scolastico 2010/2011 saranno tagliate migliaia di cattedre di cui sono titolari gli insegnanti tecnico- pratici, meglio noti come ITP , che sono i depositari e i trasmettitori di una cultura tecnico-scientifica veramente professionalizzante.
Senza questi docenti tutti i laboratori diventeranno delle vetrine di scienza, dove gli alunni saranno ammessi solo per guardare, ma non per esercitare una attività sperimentale.Basti pensare che la riforma taglia del 50% le ore dedicate ai laboratori di fisica e chimica nelle prime e nelle seconde classi dei tecnici, che sono discipline altamente specializzanti.
Infatti queste materie , che sono sempre state impartite per due ore settimanali accoppiate, saranno svolte in 1 ora settimanale soltanto, insufficiente a permettere operativamente l’esecuzione di un esperimento.
Per questo motivo chiediamo a tutte le forze politiche e alle massime autorità governative di rivedere la riforma, reintegrando le codocenze esistenti, restituendo così credibilità alla scuola pubblica e dignità all’istruzione tecnica e professionale.
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