Statuto della petizione
TRISTE FUTURO PER I CANI RECLUSI AL CANILE “TRE QUERCE” DI POMEZIA
Appello denuncia dell’Associazione Volontari Cinofili “Marilù”
L’Associazione “Marilù” con questo appello intende rendere noto e mobilitare l’attenzione dell’opinione pubblica tutta e delle autorità competenti, affinché vengano intraprese le dovute iniziative a tutela degli animali custoditi presso il canile “Tre Querce” di Pomezia e venga risolta l’insostenibile situazione creatasi.
L’allarme è dovuto al fatto che si sono creati i presupposti per una chiusura totale della struttura privata.
Per maggior chiarezza è bene ricordare che alla fine dell’agosto 2008, a seguito di un’ispezione del NIRDA, Nucleo tutela animali del Corpo Forestale dello Stato, veniva disposto il sequestro del “Tre Querce” per gravi inadempienze strutturali. La tutela degli animali reclusi veniva affidata, dal Tribunale di Velletri, al Comune di Pomezia, alla ASL Veterinaria RM-H ed all’Associazione “Marilù”.
Nel frattempo il Comune di Pomezia, viste le gravi inadempienze contrattuali da parte del gestore del canile, congelava i pagamenti alla struttura convenzionata ed invitava gli altri Comuni a fare lo stesso.
L’iniziativa, che probabilmente aveva lo scopo di costringere la proprietà del “Tre Querce” a regolarizzare le inadempienze riscontrate dal NIRDA, otteneva invece l’effetto di un drastico peggioramento della qualità di vita degli animali che era già da tempo critica.
L’Associazione Marilù, per riuscire a colmare, almeno in parte, le difficoltà è stata costretta ed lo è ancora, a far curare i cani malati più gravi presso strutture private con gravi sacrifici economici di migliaia di euro per l’Associazione e per i volontari ad essa aderenti, cifre il cui rimborso è stato più volte promesso dagli Enti competenti, ma mai effettuato.
Di recente, a seguito di pressanti richieste, da parte della proprietà del canile “Tre Querce” e con il nostro interessamento, l’Amministrazione Pometina mostrava qualche apertura e disponeva il pagamento di parte del dovuto per le spese di mantenimento dei cani di sua responsabilità.
Tali pagamenti però venivano confiscati dall’Ufficio delle Entrate per imposte non pagate.
Risultato: casse vuote, personale dipendente della struttura con salario non pagato da mesi, impossibilità ad effettuare i lavori più urgenti di manutenzione, mangime in esaurimento e mancanza di assistenza medico veterinaria.
Il canile, in stato di collasso, sarà presto costretto a chiudere con la conseguente deportazione dei cani in qualche altra anonima struttura privata chissà dove, che percepirà soldi dei contribuenti pometini in modo incontrollabile e con il timore che possa incrementare quello sporco mercato di animali che fa tanto scandalo quando se ne parla sui media, ma che viene invece alimentato quotidianamente dalla colpevole indifferenza degli Enti preposti.
L’Associazione Marilù, denunciando questi fatti, chiede a tutti coloro che hanno a cuore il benessere dei poveri animali reclusi, di mobilitarsi affinché l’Amministrazione Pometina, gli Enti preposti e l’opinione pubblica prendano coscienza di questa drammatica situazione ed intervengano per salvare il già triste futuro di questi cani.
Il livello di civiltà di un popolo si misura anche con le azioni che si compiono a difesa dei più deboli.
Associazione Volontari Cinofili
Maria Grazia Marzi
www.cinofilimarilu.it
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