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  • Registrata il: 16/03/2009
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  • La petizione "il futuro di perugia"
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Manifestiamo l?idea di una politica che contrasti l?individualismo e la disgregazione, promuova intese basate sui nuovi bisogni e sulle nuove domande sociali, affermando cos?n orientamento alternativo ai modelli proposti dalle opzioni conservatrici. Manifestiamo l?idea di un governo della citt?he torni ad essere un laboratorio d?idee e sperimentazioni, ispirato ad una legalit?iffusa, alla moralit? alla trasparenza, che affermi e pratichi l?autonomia della politica dai poteri forti, ascolti...
Manifestiamo l?idea di una politica che contrasti l?individualismo e la disgregazione, promuova intese basate sui nuovi bisogni e sulle nuove domande sociali, affermando cos?n orientamento alternativo ai modelli proposti dalle opzioni conservatrici. Manifestiamo l?idea di un governo della citt?he torni ad essere un laboratorio d?idee e sperimentazioni, ispirato ad una legalit?iffusa, alla moralit? alla trasparenza, che affermi e pratichi l?autonomia della politica dai poteri forti, ascolti i suoi cittadini fondandosi sulla democrazia e sulla partecipazione. Manifestiamo l?idea di un nuovo modello di sviluppo economico che investa sul capitale umano e sociale per contrastare l?attuale grave crisi economica favorendo lo sviluppo di impresa e di lavoro, innovativi e di qualit? Manifestiamo l?idea di una diversa urbanistica che passi dal modello concertato al modello partecipato, privilegiando la riqualificazione del tessuto urbano rispetto alla nuova edificazione ponendo cos?ine al consumo incontrollato del territorio. Manifestiamo l?idea della valorizzazione dell?ambiente con una politica pi?cisiva della gestione dei rifiuti e delle energie rinnovabili finalizzata all? ecosostenibilit? Manifestiamo l?idea di un nuovo stato sociale. La condizione generale di crisi in cui versa il Paese non risparmia nemmeno Perugia, citt?apoluogo di regione, cui spetta il ruolo di centro culturale e civile in grado di confrontarsi con le altre realt?el centro Italia. La situazione di crisi si riflette in primo luogo sulle condizioni collettive, con la crescita di nuove povert? disagio sociale. Le istituzioni locali dovranno acquisire un ruolo centrale nella gestione delle politiche di ridistribuzione e di inclusione sociale. Manifestiamo l?esigenza di coinvolgere direttamente i giovani nella costruzione del loro destino di crescita, di lavoro, di cultura, di studio e di svago, aiutandoli concretamente - a dispetto di un giovanilismo solo di facciata ? con gli strumenti di proposizione e di innovazione che il governo pubblico deve sapere individuare a loro esclusivo favore. Riteniamo, quindi, che i giovani abbiano il diritto di esigere collaborazione per slacciarsi dai vincoli distruttivi dei disvalori che li assediano. Manifestiamo, parimenti, l?esigenza di individuare un atteggiamento pubblico di sostegno concreto e amichevole verso la categoria degli anziani perch?ossano continuare ad essere protagonisti onorati della comunit?ittadina, respingendo la loro marginalizzazione, conseguente a comportamenti di sufficienza o, ancor peggio, di pietismo. Manifestiamo la necessit?i ispirare il tema della sicurezza agli irrinunciabili principi della democrazia e del rispetto dei diritti costituzionali del cittadino. Va contrastata la criminalit?utta, al di l?elle etnie, senza indulgere ad una restrizione delle libert?ersonali e garantendo con strenuo impegno che l?ovvia tutela della collettivit?on scivoli in nessun caso in forme di imbarbarimento della doverosa tolleranza sociale verso tutti i concittadini di qualsiasi passaporto, religione o razza. Manifestiamo l?opzione di attivare serie, convinte e convincenti politiche dell?accoglienza verso tutti, italiani e non; una ospitalit?he veda nella presenza degli immigrati una occasione ulteriore di scambi culturali. Dovranno costituire una cogente priorit?uelle verso le fasce deboli e pi?ortunate della popolazione, quali le donne, i bambini, i perseguitati dalla malvagit?ociale e non solo politica, i poveri e gli anziani. Chiamando a raccolta le volont? le disponibilit?i molti e di molte organizzazioni, immaginiamo che l?Amministrazione pubblica possa fungere da catalizzatore di un nuovo, concreto processo di accoglienza, degno di una comunit?ivile rinnovata. Manifestiamo infine la necessit?i confrontarci pubblicamente su alcuni temi essenziali della vita cittadina: una mobilit?he tenga in maggior conto le condizioni degli anziani e dei pi?ovani, una seria promozione della salute e dell?ambiente, una visione dello sviluppo che valorizzi le intelligenze e i saperi che operano in molti settori della nostra comunit? Perugia, marzo 2009
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  • Per il Bene Comune: NO agli inceneritori...!
    31 Ottobre alle 0:45 luca natali
  • Saverio, complimenti per l'intervista su il Giornale dell'Umbria. Hai proprio ragione.................li abbiamo votati.
    17 Aprile alle 14:54 Carlo Pagnotta
  • non vedo come si possano fare corretto governo urbano e corretta pianificazione urbanistica se non nei modi indicati nella petizione. Eppure con mille scuse e pretesti non lo si fa quasi mai. Cosi si perde politicamente.
    14 Gennaio alle 21:51 Paolo Ceccarelli
  • Altri 10 commenti Contrai commenti

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