Associazione Culturale “Clavis Aurea”
Via Fra’ mariano da genazzano, 33
00030 genazzano
codice fiscale 93020020587
Alla Direzione generale per i beni storico-artistici architettonici e paesaggistici
Servizio II
Via San ...
Associazione Culturale “Clavis Aurea”
Via Fra’ mariano da genazzano, 33
00030 genazzano
codice fiscale 93020020587
Alla Direzione generale per i beni storico-artistici architettonici e paesaggistici
Servizio II
Via San Michele
Roma
Con la presente informiamo e denunciamo che a Genazzano (RM) è in corso una celere e dannosissima opera di cementificazione ai danni del suo più insigne monumento di epoca rinascimentale: il cosiddetto “Ninfeo” attribuito dall’universalità della comunità scientifica al grande architetto Donato Bramante o alla sua scuola.
Si sta consentendo dagli amministratori locali una lottizzazione che prevede la costruzione di cinque ville a ridosso e sovrastanti alla valletta del Ninfeo, a meno di 200 passi dal monumento. Il cantiere è già avviato e procede molto rapidamente. Un muro in cemento che divide il cantiere dalla valletta è già stato portato a termine e, assieme alle fondamenta e ai ponteggi, costituisce un nuovo, incredibile e barbarico sfondo urbano, sostituendo il bosco di Colle Pezzuto che fino a poco tempo fa costituiva lo sfondo naturalistico, coreografico e paesaggistico, che da 500 anni ha suggestivamente sovrastato al Ninfeo.
Il Ninfeo di Genazzano, come altri edifici rinascimentali, costituiva un luogo appartato di svago e di soggiorno estivo e rispondeva ad un topos tipico della cultura rinascimentale, il luogo di “delizie” appartato sul bordo di un corso d’acqua o di un laghetto (il quale fu effettivamente creato) e circondato dal verde in fondo ad una valletta ombrosa. Quindi quel fondale naturale di alberi e boscaglia faceva parte integrale della splendida invenzione architettonica, prospettica e paesaggistica del Bramante, quel fondale che oggi è stato arbitrariamente distrutto e sostituito da un lungo orrendo muro di cemento e da ville moderne in costruzione.
Il Ninfeo non era un edificio isolato, ma era circondato da un giardino che si estendeva dalla fonte di Soglia fino alla valletta e al suo laghetto artificiale e fino alle pendici boscose del Colle Pezzuto. Del giardino restano le tracce nelle planimetrie settecentesche, nel toponimo invalso dal ‘500 a oggi (“Li iardini”), in una testimonianza letteraria del 1524, nelle memorie storiche tramandate dal medico Giuseppe Giuli (primo Settecento) e dallo storico locale Girolamo Senni (1838). La rilevanza storico-artistica del Ninfeo è stata messa in risalto dalla comunità scientifica non in riferimento all’edificio isolato bensì in riferimento al complesso scenografico e prospettico che l’edificio creava con il laghetto, la valletta e le pendici boscose soprastanti, elementi che, secondo la consueta sapienza ideativa bramantesca, producevano un suggestivo effetto di spazio teatrale naturalistico. In tal senso gli studiosi contemporanei avvicinano l’invenzione spaziale naturalistica del Ninfeo di Genazzano alle più alte prove coeve di tal genere: il Belvedere di Bramante in Vaticano e la Villa Madama di Raffaello a Monte Mario. Questa invenzione spaziale-naturalistica, così rara e pregevole e così importante per la ricostruzione della civiltà artistica del Rinascimento, oggi è stata barbaramente distrutta, ci auguriamo in modo non irreversibile.
Il Ninfeo di Genazzano col suo giardino costituisce patrimonio della comunità di Genazzano e ancor più è patrimonio dell’umanità, come dimostrano l’importanza e la quantità degli studi che gli vengono dedicati dai membri della comunità scientifica internazionale. Difatti questo complesso, unico nel suo genere al mondo, da anni è oggetto degli studi internazionali che affrontano il tema della sperimentazione bramantesca e il tema dell’imitazione o ricostruzione dell’Antico in epoca rinascimentale.
Noi siamo fiduciosi che il Ministero per i beni culturali, come in altri casi, metta in atto tutte le misure necessarie per arrestare lo scempio paesaggistico e urbanistico in corso e per riportare il giardino del Ninfeo all’equilibrio naturalistico che la storia, l’interesse della comunità culturale e il tradizionale affetto del popolo di Genazzano per questo luogo chiedono, pretendono e rivendicano.
Il Presidente della Associazione Culturale “Clavis Aurea”
Piero Scatizzi