Il 30 novembre scorso l'aula del Senato ha licenziato il disegno di legge n.1693 che prevede, tra l’altro, l'equipollenza dei diplomi accademici di I e II livello alle lauree umanistiche (rispettivamente triennali e magistrali) e l'equipollenza dei diplomi di conservatorio di vecchio ordinamento ai diplomi accademici di II livello, cioè alle lauree magistrali.
La lodevole intenzione di “dare piena e completa attuazione alla legge 21 dicembre 1999, n. 508, di riforma delle a...
Il 30 novembre scorso l'aula del Senato ha licenziato il disegno di legge n.1693 che prevede, tra l’altro, l'equipollenza dei diplomi accademici di I e II livello alle lauree umanistiche (rispettivamente triennali e magistrali) e l'equipollenza dei diplomi di conservatorio di vecchio ordinamento ai diplomi accademici di II livello, cioè alle lauree magistrali.
La lodevole intenzione di “dare piena e completa attuazione alla legge 21 dicembre 1999, n. 508, di riforma delle accademie e dei conservatori”, sottolineata in premessa dal relatore sen. Franco Asciutti (Pdl), al fine di “equiparare i diritti e gli interessi degli studenti italiani a quelli dei loro colleghi europei, procedendo al riconoscimento dei titoli di studio rilasciati dalle accademie e dai conservatori italiani”, pone le basi, a nostro avviso, a un vero e proprio vulnus quando, per raggiungere questo scopo, attua una equiparazione in astratto e non considera le differenze sostanziali tra i due progetti formativi, quello del vecchio e del nuovo ordinamento.
Se infatti è vero che il decreto-legge 25 settembre 2002, n. 212, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 novembre 2002, n. 268, apportando modifiche all’articolo 4 della legge n. 508 del 1999, “ha equiparato con effetto immediato il titolo di studio rilasciato dalle istituzioni in questione alla laurea universitaria di primo livello, nonché ha provveduto ad affidare ai conservatori di musica la possibilità di perfezionare e attivare i bienni accademici di secondo livello”, il passaggio successivo rispetta forse le leggi della retorica, ma cancella inopinatamente una deliberazione dello stesso ministero dell'8 gennaio 2004, nella quale viene specificato che il diploma di vecchio ordinamento è equipollente al I livello del nuovo ordinamento e che l'accesso al II livello prevede il possesso di un diploma tradizionale del vecchio ordinamento e di un diploma di maturità di scuola superiore.
Del resto, anche confrontando i piani di studi del vecchio ordinamento con quelli previsti dai bienni di II livello, è impensabile poterli mettere sullo stesso piano, non solo per quello che concerne la preparazione specifica musicale, ma anche il livello di cultura generale.
Dice, il relatore: “visto che i docenti rilasciano ormai titoli di pari grado rispetto a quelli rilasciati dalle università, occorrerebbe quindi completare il quadro istituzionale e funzionale delle accademie e dei conservatori con il riconoscimento dello status giuridico ed economico del personale docente, con il riconoscimento dei ruoli dirigenziali e con la identificazione delle funzioni di rappresentanza in coerenza con il parallelo sistema universitario”.
In questo modo si sancisce per legge – e qui sta il vulnus - che un diploma di Conservatorio, conseguito con il vecchio ordinamento, frutto di un percorso che non prevedeva all'atto dell'iscrizione nemmeno il possesso di un diploma di secondaria superiore, è equipollente ad un diploma di II livello, cioè alle lauree magistrali, contravvenendo non solo il dettato precedente, ma mortificando professionalmente (ed economicamente, visto i denari spesi per sostenere i corsi post diploma), numerosissimi utenti che hanno frequentato i bienni superiori.
Va inoltre precisato che a tutt'oggi la quasi totalità di coloro che hanno conseguito il diploma di II livello e degli attuali iscritti è composta da musicisti e insegnanti precari che hanno ritenuto utile proseguire la loro formazione e il loro aggiornamento anche nella speranza di poter migliorare la loro situazione professionale. Speranza peraltro legittimata dalle premesse contenute nell'istituzione di questi corsi: a titolo superiore sarebbe corrisposto un punteggio superiore in qualunque graduatoria, addirittura la nascita di graduatorie e classi di concorso specifiche.
Per questo chiediamo:
Che il D.M. dell' 8 gennaio del 2004 venga rispettato e che i diplomi accademici di II livello siano da considerarsi superiori rispetto ai diplomi del vecchio ordinamento. Che rimanga confermato che i diplomi finali rilasciati dai Conservatori al termine dei percorsi formativi del vecchio ordinamento, sono equipollenti ai diplomi accademici di primo livello, purché congiunti ad un titolo di studio pari ad un diploma di maturità quinquennale.
Venerdì alle 12:34 tommaso spinelli
16 Maggio alle 12:09 Aurora Palmieri
16 Maggio alle 9:08 Mattea Saladino